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Nuove metodologie al servizio della tutela

Elena Merluzzi*

sad-family-vector-character-cartoon-illustration_fJuZ3JuuFamily group conference. Quando trovai questa sigla su internet rimasi subito affascinata dal nome da cui si intuiva una metodologia basata sull’interventismo, intravedendo così nuove possibilità di applicazione nell’ambito lavorativo.

Il libro “Lavorare con le famiglie nella tutela minorile. Il modello delle family group conference” delinea in modo concreto e puntiglioso il processo suddetto, interpretato egregiamente dalla sua autrice Francesca Maci, prima esperta italiana dell’argomento, anch’ella affascinata da questo processo quando ne venne a conoscenza in Inghilterra.

Nato nell’ambito della tutela minorile, la family group conference (d’ora in poi fgc) viene applicata anche in altri ambiti (ambito scolastico, penale ). Tre parole per definire la fgc: processo. Facilitatore. Advocacy. E’ un processo gestito da un facilitatore il quale sostiene la famiglia nella progettazione, mentre l’advocacy sostiene i bambini e i ragazzi nel confronto con gli altri membri della famiglia allargata. Continua a leggere→

I disturbi psichici nella globalizzazione

Dalla crisi del campo familiare ai sistemi di cura per dipendenze, anoressie e distruttività

di Francesco Comelli*

disturbi-189x300Questo testo, rivolto a studenti universitari, psicologi, psicoterapeuti, psicoanalisti, psichiatri,  riflette sul rapporto fra la crisi dei contenitori del soggetto e i suoi disagi psichici: la crisi del campo familiare e la sfiducia nelle ideologie hanno favorito una massificazione della persona che assume in toto gli stati mentali di massa, che allontanano il “negativo” o le esperienze soggettive, per identificarsi in inautentico tutto “positivo”. La rimozione del concetto di morte, grazie ad un’ipertrofia tecnoscientifica, lascia la persona incapace di sapere perché soffre o tuttalpiù la spinge a trovare “farmaci” da cui dipendere per difendersi dal dolore ritenuto inaffrontabile.

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Una professione alle corde? Assistenti sociali di fronte alla crisi del welfare

di Ariela Casartelli e Carla Dessi *

Detail of rope on a ship

Detail of rope on a ship

Alla fine ce l’abbiamo fatta e con l’Ordine degli Assistenti Sociali Lombardo abbiamo pubblicato un “Quid Album” che contiene gli Atti del convegno svoltosi l’11 giugno 2014 a Milano, promosso dallo stesso Ordine, dal titolo “Il futuro del welfare”.
Insieme agli atti ci sono i principali risultati di una ricerca sulla professione dell’assistente sociale, promossa dallo stesso Ordine e da noi condotta nella duplice veste IRS – LombardiaSociale nei primi mesi del 2013, con il diretto coinvolgimento di oltre 2.400 assistenti sociali lombardi. La pubblicazione verrà messa a disposizione gratuitamente a tutti gli iscritti all’Albo del CROAS Lombardia e acquistabile online sul sito di PSS. Continua a leggere→

Italia: venti regioni per la disabilità!

di Davide Pizzi*

sedie a rotelle lungo banchinaEssere disabili comporta purtroppo in alcuni casi percepirsi diversi, e sentirsi separati dagli altri. La situazione si aggrava quando le istituzioni non intervengono per rimuovere il più possibile gli ostacoli che contribuiscono a vivere questa percezione che non è sempre soggettiva, ma talvolta anche reale.

Secondo la Costituzione italiana, in teoria, tutti i cittadini dovrebbero trovarsi in una posizione egualitaria garantita dalla rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale (articolo 3). Pertanto non dovrebbe esserci di fatto differenza alcuna tra il trovarsi nella condizione svantaggiosa di disabile in una regione d’Italia piuttosto che in un’altra. La realtà invece dimostra che le cose non stanno affatto così, e che vivere da disabili in un luogo del nostro territorio nazionale può essere peggiore che in un altro. Continua a leggere→

Famiglie, anziani, lavoro di cura

di Patrizia Taccani*

DSCN3379 (2)“Potrei pensare a un Quid sulla cura familiare degli anziani…”. Ricordo di avere buttato lì, in una riunione di redazione di PSS, questa proposta. Ricordo anche di essere stata assalita da subitaneo pentimento. Ma che avevo da dire, ancora, sul lavoro di cura familiare che non fosse già stato detto, che non avessi io stessa già detto? Tuttavia, l’accoglienza favorevole dei presenti fu elemento di gratificazione e spinta a sottoscrivere un impegno cui compresi non mi sarei sottratta. Del resto, mi dissi tempo dopo – quando affogavo tra le annate della rivista (in parte cartacee, in parte online) -qualche motivo lo avrò avuto per lasciarmi andare a formulare quella benedetta proposta… Continua a leggere→