Archivi tag: servizi sociosanitari

Decostruzione del caso sociale in sanità

La prospettiva di un assistente sociale

di Giorgio Zoccatelli*

Quando incontriamo una persona, non entriamo in relazione solo con un individuo ma con una trama complessa fatta della sua storia, della sua cultura, dei suoi valori di riferimento, del suo modo di attribuire significato alla realtà, del contesto in cui è vissuto. Veicolo dell’incontro sono le parole: importanti, potenti, evocative, che sanano o feriscono, includono o squalificano, curano o stigmatizzano. Se poi parliamo di persone che per i motivi più diversi accedono ai Servizi sanitari e sociosanitari, il linguaggio è la prima forma di cura, di quel ‘prendersi cura’ che trascende il trattamento di un sintomo o di una malattia. Per questo quando in tali Servizi si sente l’affermazione “quello/a è un caso sociale”, sarebbe opportuno fermarsi e riflettere sul messaggio che si manda e sulle conseguenze di tale affermazione, che, se poi è fatta da un professionista che ricopre ruoli dirigenziali o didattici, assume apparente autorevolezza e validità. Continua a leggere→

Prove tecniche di welfare abitativo

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e presto in spedizione agli abbonati, il nuovo, ricco fascicolo doppio, di Prospettive Sociali e Sanitarie. L’inserto monografico di questo ultimo fascicolo dell’anno, dal titolo: “Prove tecniche di welfare abitativo” è curato da Alice Boni e Francesco Di Ciò ed è costruito a partire dall’esperienza maturata nell’ambito della comunità di pratiche sul welfare abitativo che IRS e KCity hanno realizzato nel corso dell’ultimo anno.

Come sempre, non mancano altri articoli su tematiche sociali e numerose segnalazioni di nuovi libri.

L’anteprima del fascicolo è disponibile sul sito di PSS, da dove è possibile acquistare e scaricare l’intera copia, anche in pdf.

Chi fosse interessato ad abbonarsi alla rivista può trovare le indicazioni necessarie qui.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276

Lettera aperta di un assistente sociale

di Michela Barbieri*

In questi giorni difficili, mentre la diffusione dell’epidemia ha portato a sempre più ristrette misure di protezione, c’è chi continua a lavorare per garantire i “servizi essenziali”. Si sentono giustamente ringraziare frequentemente i medici e gli infermieri che sono attivi in prima linea. Molto meno, e a mio modesto parere significativamente troppo poco, si parla degli operatori sociosanitari.

È evidente che è difficile ringraziare e valorizzare l’operato di tutte le figure attive nel garantire adeguata assistenza alle persone che ne hanno bisogno, dove certo non meno valore hanno ad esempio i tecnici di laboratorio, il personale ausiliario o i volontari che si attivano al fine di prendersi cura della propria società. Nonostante ciò, credo che l’importanza del ruolo e il numero di professionisti coinvolti sia valida ragione per imporci di inserire tra le figure da ringraziare quotidianamente quella degli operatori sociosanitari. Continua a leggere→

Storie di esenzioni

di Davide Pizzi*

 

Dal 1° aprile 2019 si rinnovano, come ogni anno, ai sensi del D.M. 11/12/2009, le esenzioni per motivi di reddito dal pagamento del ticket per le visite e gli esami specialistici, e per l’acquisto dei farmaci; mentre le esenzioni per motivi diversi dal reddito (patologia, invalidità, ecc.) continuano ad essere valide. Se si desidera perciò rinnovare le esenzioni per motivo di reddito, bisogna recarsi presso gli sportelli individuati da ogni Azienda Sanitaria Locale per autocertificare la situazione economica, ed ottenere il nuovo certificato di esenzione che sarà valido per un altro anno, fino al 31/3/2020. Continua a leggere→

Il rischio del piacere. Le sostanze psicotrope dall’uso alla patologia

di Anna Paola Lacatena*

Tanto si è parlato in passato di tossicodipendenza, soprattutto in chiave moralistica, a fronte di una presunta attuale normalizzazione che ha impedito di approfondire e leggere l’evoluzione del fenomeno nel tempo.

Trasversalmente pochissimo si è parlato di piacere perdendo credibilità nei confronti dei consumatori e dei giovani, disperdendo risorse ed energie in programmi di formazione e prevenzione fuori dalle evidenze scientifiche e dalla realtà vera del consumo.

Ancora oggi l’approccio più diffuso alla sensibilizzazione e all’informazione circa l’uso di sostanze psicotrope si fonda sulla stigmatizzazione e sulla condanna.

Anche gli addetti ai lavori inciampano spesso sulla difficoltà di trattare l’argomento senza indulgere in valutazioni di merito e facili condanne.

L’antidoto e la conseguente tutela della credibilità dell’intervento dovrebbe prevedere invece una maggiore attenzione nei confronti del concetto di piacere. Continua a leggere→