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Quando il welfare rigenera un paese

Dalla RSA San Nicola al Senior Social Housing: il laboratorio di sviluppo locale e di ricomposizione comunitaria a Castel del Giudice

di Vanni Treu*

Il welfare d’area interna come infrastruttura di abitabilità

Nelle scienze sociali e nella programmazione territoriale delle aree marginali, il dibattito sui servizi essenziali ha a lungo sofferto di un’impostazione dicotomica: da un lato la logica assistenziale e risarcitoria, che interpreta le prestazioni socio-sanitarie come un mero costo d’esercizio volto a mitigare le conseguenze del declino demografico; dall’altro le politiche di attrazione e sviluppo economico, focalizzate esclusivamente su incentivi fiscali, infrastrutture materiali o promozione turistica.

L’esperienza di Castel del Giudice — piccolo comune dell’Alto Molise situato al confine con l’Abruzzo — dimostra la fallacia di questa separazione concettuale. In contesti caratterizzati da un progressivo rarefarsi della trama relazionale ed economica, un servizio sociale non si limita a erogare prestazioni in risposta a un bisogno individuale, ma ridefinisce l’ecosistema territoriale che lo ospita. Continua a leggere→

Abitare la tutela. Architettura e responsabilità nel welfare minorile

di Mattea Caccamo*

La tutela minorile è uno dei luoghi in cui i linguaggi professionali si incontrano maggiormente, ma anche uno dei luoghi in cui più frequentemente rischiano di non comprendersi davvero.

Educatori, assistenti sociali, psicologi, servizi specialistici, comunità educative e sistema giudiziario osservano spesso le stesse situazioni attraverso mandati, strumenti e prospettive differenti. Nella vita concreta delle famiglie e dei minori, però, queste dimensioni, educativa, sociale, sanitaria e giuridica, non si manifestano separatamente, ma si intrecciano continuamente dentro le relazioni, i percorsi di tutela e i processi di cambiamento. È proprio da questa complessità che nasce la necessità di costruire connessioni reali tra professionisti e servizi.

“Abitare la tutela”, Armando Editore, nasce da questa tensione e dal bisogno di interrogarsi su come costruire connessioni reali tra professionisti e servizi che si occupano di protezione e cura dei minori. Attraverso la costruzione di un linguaggio culturale comune tra le professioni coinvolte, il volume mette in relazione differenti sguardi professionali senza annullarli, permettendo ai servizi di pensarsi non come sistemi paralleli, ma come spazi di lettura condivisa delle situazioni familiari. Continua a leggere→

Welfare attivo e rischi sociali emergenti

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e in spedizione agli abbonati, il nuovo, ricco fascicolo doppio, di Prospettive Sociali e Sanitarie, la rivista edita dall’IRS.

L’inserto monografico di questo nuovo fascicolo dell’anno, è intitolato “Welfare attivo e rischi sociali emergenti”, ed è curato da Remo Siza.

Riportiamo dalla sua introduzione:

“Il welfare attivo che avevamo pensato e condiviso sul finire del secolo scorso richiede una nuova ricalibratura dei suoi strumenti e dei suoi programmi. In questi anni, i nuovi rischi sociali (la non autosufficienza, l’instabilità della famiglia, la precarietà lavorativa) sono sempre più diffusi e radicali nei loro effetti sulle relazioni fra le persone; allo stesso tempo, le tutele di welfare dai rischi che avevamo osservato nelle società industriali del passato (la maternità, la salute e la vecchiaia), si sono fortemente indebolite. In questi anni, il welfare attivo ha attribuito una crescente centralità a tre dimensioni: il ruolo dell’iniziativa privata; un nuovo equilibrio tra responsabilità individuale e impegno della collettività; la capacità integrativa del mercato del lavoro.
Come è sottolineato dagli autori di questo inserto, ognuno di queste direzioni di crescita
ha prodotto i suoi effetti sulla sostenibilità economica del welfare, sui costi del sistema sanitario
pubblico, sulla spesa pensionistica, ma ha creato significative difficoltà nella vita delle
persone.”

L’anteprima del fascicolo è disponibile sul sito di PSS, da dove è possibile acquistare e scaricare l’intera copia, anche in pdf.

Per scoprire i contenuti dell’inserto speciale abbiamo reso disponibile gratuitamente l’introduzione di Remo Siza. Inoltre, trovate qui l’indice dei contenuti dell’anno.

Chi fosse interessato ad abbonarsi alla rivista può trovare le indicazioni necessarie qui.

Per restare aggiornati sulle attività della rivista è possibile chiedere di ricevere gratuitamente la newsletter.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276

Prove tecniche di welfare abitativo

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e presto in spedizione agli abbonati, il nuovo, ricco fascicolo doppio, di Prospettive Sociali e Sanitarie. L’inserto monografico di questo ultimo fascicolo dell’anno, dal titolo: “Prove tecniche di welfare abitativo” è curato da Alice Boni e Francesco Di Ciò ed è costruito a partire dall’esperienza maturata nell’ambito della comunità di pratiche sul welfare abitativo che IRS e KCity hanno realizzato nel corso dell’ultimo anno.

Come sempre, non mancano altri articoli su tematiche sociali e numerose segnalazioni di nuovi libri.

L’anteprima del fascicolo è disponibile sul sito di PSS, da dove è possibile acquistare e scaricare l’intera copia, anche in pdf.

Chi fosse interessato ad abbonarsi alla rivista può trovare le indicazioni necessarie qui.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276

Le dimensioni di una crisi

Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione all’inserto speciale uscito sull’ultimo numero di Prospettive Sociali e Sanitarie: “Le professioni d’aiuto: declino o rilancio?” di Sergio Pasquinelli e Francesco Pozzoli dell’IRS.

Sulle professioni d’aiuto, sociali e sanitarie, l’Italia ha un problema.

Servono duemila nuovi assistenti sociali all’anno, per tenere il passo con i nuovi livelli essenziali che hanno stabilito la presenza di un assistente ogni cinquemila abitanti, e non ci sono. L’educativa scolastica attraversa una forte crisi, lo stesso vale per l’assistenza domiciliare e per le comunità per persone con disabilità e minori, dove turni e dinamiche interne non incentivano rispetto a più tranquilli e sicuri ambiti di lavoro. Basti pensare che le Mad (“Messe a disposizione”) – che consentono la stipula di contratti temporanei di supplenza nella scuola pubblica, anche in assenza di titoli di abilitazione all’insegnamento e, nei casi più fortunati, per periodi di tempo che vanno da ottobre a giugno – risultano ormai più attrattive dei contratti stessi degli educatori, ancor più precari e mal retribuiti. Continua a leggere→