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Pronti per il 2023

Ansiosi di avviare con i nostri lettori un 2023 ricco di nuovi contenuti per Prospettive Sociali e Sanitarie e per il suo blog Scambi di Prospettive, vi auguriamo Buon Natale e un sereno fino anno, aspettandovi numerosi a seguire insieme a noi quello che ci aspetta nel 2023.

Tantissimi auguri! E non dimenticate di rinnovare il vostro abbonamento a Prospettive Sociali e Sanitarie!

I contenuti del 2022 di Prospettive Sociali e Sanitarie

L’anno si va concludendo, i quattro fascicoli del 2022 sono stati spediti agli abbonati e la redazione è già al lavoro sul numero 1 – Inverno 2023 di Prospettive Sociali e Sanitarie.

Ma per chi se li fosse persi, o fosse interessato ad una sola uscita, vi ricordiamo che è sempre possibile acquistare i fascicoli singolarmente, sia in pdf (direttamente dal sito) o in cartaceo (contattando la redazione: pss@irsonline.it – 0246764276).

Un assaggio dei contenuti lo potete trovare qui, dove abbiamo reso disponibile, oltre alle anteprime di ogni fascicolo, anche l’articolo introduttivo dei singoli inserti speciali.

– Inverno 2022 – Esiste qualcosa dopo le RSA?

 

Primavera 2022 – Piattaforme, nuove tecnologie: è il welfare di domani?

 

Estate 2022 – Welfare condizionale e contrasto alla povertà

 

Inverno 2022 – Le professioni d’aiuto: declino o rilancio?

 

Per una ricerca tematica, è disponibile anche l’indice di fine anno.

Buona scoperta!

Le dimensioni di una crisi

Pubblichiamo qui di seguito l’introduzione all’inserto speciale uscito sull’ultimo numero di Prospettive Sociali e Sanitarie: “Le professioni d’aiuto: declino o rilancio?” di Sergio Pasquinelli e Francesco Pozzoli dell’IRS.

Sulle professioni d’aiuto, sociali e sanitarie, l’Italia ha un problema.

Servono duemila nuovi assistenti sociali all’anno, per tenere il passo con i nuovi livelli essenziali che hanno stabilito la presenza di un assistente ogni cinquemila abitanti, e non ci sono. L’educativa scolastica attraversa una forte crisi, lo stesso vale per l’assistenza domiciliare e per le comunità per persone con disabilità e minori, dove turni e dinamiche interne non incentivano rispetto a più tranquilli e sicuri ambiti di lavoro. Basti pensare che le Mad (“Messe a disposizione”) – che consentono la stipula di contratti temporanei di supplenza nella scuola pubblica, anche in assenza di titoli di abilitazione all’insegnamento e, nei casi più fortunati, per periodi di tempo che vanno da ottobre a giugno – risultano ormai più attrattive dei contratti stessi degli educatori, ancor più precari e mal retribuiti. Continua a leggere

Nuove riflessioni sulla lettura di “L’arte della probabilità. Certezze e incertezze in medicina”

Appunti e pensieri sollecitati dalla lettura del libro di D. Coen e dal post di Augusta Foni.

di Rita Montoli*

La lettura del libro di D. Coen “L’arte della probabilità. Certezze e incertezze in medicina”, apre a 360 gradi su aspetti del grande sapere medico ma anche sulle aree grigie, le incertezze dei percorsi diagnostici e dei trattamenti. Al medico si propone però, per potersi ancorare a qualche isola di certezza, di dotarsi di una buona competenza statistica e di biometria e di saper selezionare affidabili fonti di informazione per poter mettere a confronto linee guida, Randomized Clinical Trials, metanalisi, studi osservazionali, ecc.

Se alla fine di questo complesso percorso razionale rimangono dubbi sul “che fare”, sul piano decisionale può sempre venire in soccorso al medico l’occhio clinico, il “gut feeling” (il sentire della pancia) in cui entrano in gioco esperienze personali, vissuti relazionali, sentimenti legati ai propri valori che fanno riferimento alle dimensioni inconsce e preconsce. In fondo “resta da dire che il processo decisionale che ho descritto è quasi sempre un processo inconsapevole” (pag. 140 dal testo). Continua a leggere

Valutare con consapevolezza e senza pregiudizi

A proposito di credibilità dei racconti dei bambini abusati sessualmente

a cura di Cristiana Pessina*

L’abuso sessuale dei bambini è un tema molto delicato, complesso, difficile da gestire emotivamente e operativamente. Il fatto che l’abuso avvenga frequentemente tra le mura domestiche, o comunque a opera di persone di cui il bambino si fida, sempre nel segreto, spesso a carico di bambini piccoli, non sono che alcuni degli elementi che ne costituiscono la complessità, così come il fatto che gli abusanti quasi sempre neghino e che gli incroci con il sistema giudiziario molto spesso siano complicati.

Tutti gli studi retrospettivi ne riportano frequenze inquietanti: per restare in ambito nazionale in uno dei più recenti (Prino et al., 2018 (1)) si dice che il 18% di giovani adulti italiani abbia sperimentato qualche forma di abuso sessuale nell’infanzia e nell’adolescenza, con maggiore presenza tra le femmine rispetto ai maschi.

Eppure, sia in ambito clinico sia in ambito giudiziario, permangono molte difficoltà nel riconoscere questi casi. Alle difficoltà sopra elencate si aggiunge la complessa e controversa questione della credibilità dei racconti dei bambini abusati. In questo articolo si vuole affrontare proprio un aspetto particolare delle rivelazioni, cioè la presenza in esse di elementi così insoliti o raccapriccianti da poterne minare la credibilità. Continua a leggere