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Nuove riflessioni sulla lettura di “L’arte della probabilità. Certezze e incertezze in medicina”

Appunti e pensieri sollecitati dalla lettura del libro di D. Coen e dal post di Augusta Foni.

di Rita Montoli*

La lettura del libro di D. Coen “L’arte della probabilità. Certezze e incertezze in medicina”, apre a 360 gradi su aspetti del grande sapere medico ma anche sulle aree grigie, le incertezze dei percorsi diagnostici e dei trattamenti. Al medico si propone però, per potersi ancorare a qualche isola di certezza, di dotarsi di una buona competenza statistica e di biometria e di saper selezionare affidabili fonti di informazione per poter mettere a confronto linee guida, Randomized Clinical Trials, metanalisi, studi osservazionali, ecc.

Se alla fine di questo complesso percorso razionale rimangono dubbi sul “che fare”, sul piano decisionale può sempre venire in soccorso al medico l’occhio clinico, il “gut feeling” (il sentire della pancia) in cui entrano in gioco esperienze personali, vissuti relazionali, sentimenti legati ai propri valori che fanno riferimento alle dimensioni inconsce e preconsce. In fondo “resta da dire che il processo decisionale che ho descritto è quasi sempre un processo inconsapevole” (pag. 140 dal testo). Continua a leggere

Valutare con consapevolezza e senza pregiudizi

A proposito di credibilità dei racconti dei bambini abusati sessualmente

a cura di Cristiana Pessina*

L’abuso sessuale dei bambini è un tema molto delicato, complesso, difficile da gestire emotivamente e operativamente. Il fatto che l’abuso avvenga frequentemente tra le mura domestiche, o comunque a opera di persone di cui il bambino si fida, sempre nel segreto, spesso a carico di bambini piccoli, non sono che alcuni degli elementi che ne costituiscono la complessità, così come il fatto che gli abusanti quasi sempre neghino e che gli incroci con il sistema giudiziario molto spesso siano complicati.

Tutti gli studi retrospettivi ne riportano frequenze inquietanti: per restare in ambito nazionale in uno dei più recenti (Prino et al., 2018 (1)) si dice che il 18% di giovani adulti italiani abbia sperimentato qualche forma di abuso sessuale nell’infanzia e nell’adolescenza, con maggiore presenza tra le femmine rispetto ai maschi.

Eppure, sia in ambito clinico sia in ambito giudiziario, permangono molte difficoltà nel riconoscere questi casi. Alle difficoltà sopra elencate si aggiunge la complessa e controversa questione della credibilità dei racconti dei bambini abusati. In questo articolo si vuole affrontare proprio un aspetto particolare delle rivelazioni, cioè la presenza in esse di elementi così insoliti o raccapriccianti da poterne minare la credibilità. Continua a leggere

Piattaforme, nuove tecnologie: è il welfare di domani?

Prospettive Sociali e Sanitarie – 2, Primavera 2022

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e in spedizione agli abbonati, il nuovo numero di Prospettive Sociali e Sanitarie.

L’inserto monografico di questo nuovo fascicolo, curato da Sergio Pasquinelli e Francesca Pozzoli, è dedicato all’utilizzo della tecnologia nel welfare.

Numerosi, come sempre, anche gli articoli fuori inserto.

Qui è possibile scaricare l’indice del fascicolo. L’intero numero è disponibile per l’acquisto in cartaceo (contattando l’ufficio abbonamenti) o in pdf, direttamente dal sito.

È possibile scaricare qui l’indice di fine anno contenuto nel n.4/21

Le indicazioni per abbonarsi alla rivista e ricevere l’annata completa sono disponibili sul sito di PSS.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276.

Prospettive Sociali e Sanitarie – Campagna Abbonamenti 2022

Il primo fascicolo dell’anno di PSS è già uscito: presenta un bellissimo inserto tratto dal recente seminario welforum e tanti articoli di importanti firme.

Per ricevere i 4 fascicoli cartacei del 2022 e accedere online agli arretrati degli anni precedenti, basta abbonarsi!

Le indicazioni per abbonarsi alla rivista sono disponibili sul sito di PSS.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276.

Ariaferma, eppure un poco mossa

Considerazioni sul film “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo, 2021

di Cristina Sironi*

Che cosa mi aspettavo da un film che si svolge in un carcere in dismissione, in stato di abbandono? Non mi ero fatta un’idea precisa, ma speravo in qualcosa di buono, anche solo per andare oltre le denunce che da anni regolarmente riempiono le pagine dei giornali, senza che mai nulla di significativo accada veramente per migliorare la situazione disastrosa e incivile delle nostre carceri. Bene, invece ne sono uscita entusiasta: il film è bellissimo, ricco, intenso, con molti spunti su cui riflettere e ragionare, tanto che vorrei tornare a vederlo ancora. Continua a leggere