Introduzione
La legge n. 112 del 22 giugno 2016, nota come legge sul “Dopo di noi”, ha rappresentato un punto di svolta nelle politiche italiane per la disabilità. Prima della sua introduzione, le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare si trovavano spesso ad affrontare un futuro incerto, con servizi frammentati e privi di coordinamento.
La norma è stata attuata con il Decreto ministeriale 23 novembre 2016, che ha definito criteri, modalità di accesso e tipologie di interventi finanziabili. La legge è “volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità” (art. 1, comma 1) ed è altresì “volta ad agevolare le erogazioni da parte di soggetti privati, la stipula di polizze assicurative e la costituzione di trust, di vincoli di destinazione di cui all’articolo 2645-ter del codice civile e di fondi speciali” (art. 1, comma 3).
L’entrata in vigore della legge si colloca in un contesto internazionale e nazionale in evoluzione. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, aveva già posto l’accento sul diritto all’autonomia e alla vita indipendente. Otto anni dopo, è opportuno fare un bilancio dei risultati raggiunti, delle criticità e delle opportunità future, in particolare in relazione alle più recenti riforme di welfare come la Legge 33/2023 sulla non autosufficienza e il relativo D.Lgs. 29/2024. Continua a leggere





