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L’Accuditrice: il cinema come testimonianza di una realtà invisibile

di Martina Monaco, regista

Ci sono storie che non si raccontano, non perché non siano importanti, ma perché sono così quotidiane da sembrare scontate. Eppure, alcune di queste storie hanno il potere di rivelare realtà troppo a lungo ignorate. È il caso di chi, ogni giorno, si prende cura di un familiare malato, anziano o non autosufficiente, senza alcun riconoscimento. Sono i caregiver familiari, una rete silenziosa che sostiene milioni di persone in Italia, senza tutele, senza diritti, spesso senza via d’uscita. Martina Monaco, regista e sceneggiatrice di L’Accuditrice, ha visto questa realtà da vicino.  Continua a leggere→

Gli Indesiderabili

di Cristina Sironi*

Ve lo dico subito: questo film mi è piaciuto moltissimo, malgrado non sapessi nulla del regista Ladj Ly, (ho scoperto francese di origini maliane), né della sua opera precedente I miserabili (2019). Sono stati cento minuti di forti emozioni, di continui contrasti, ne sono uscita stremata e arricchita. Continua a leggere→

Manodopera

Film d’animazione in stop motion di A.Ughetto, 2022

di Cristina Sironi*

Manodopera è il titolo scelto dalla distribuzione italiana e forse una volta tanto è più caratterizzante dell’originale “Interdit aux chiens et aux italiens (Vietato ai cani e agli italiani)”, che dava una sfumatura più dolorosa e graffiante a una storia dura ma che ci conquista anche per la sua dolcezza e pacatezza. Sì perché questo bellissimo film in stop motion racconta soprattutto di uomini e donne le cui mani hanno un valore forte e centrale: quello del lavoro, della trasformazione della materia, della trasmissione di saperi tra una generazione e l’altra. Mani che sono anche veicolo di affetto: per donare fiori, disegnare cuori sull’acqua o sulla farina, per suonare e ballare e alleggerire la fatica e i dolori dei giorni.

Le grandi mani dei pupazzi di plastilina rappresentano anche la continuità, la cifra identitaria tra il creatore e i suoi antenati. E quella vera, dell’autore, irrompe nella vicenda e diventa essa stessa personaggio che aiuta la narrazione con il reperimento di oggetti utili alla storia (broccoli, zollette di zucchero, carbonella..) e che pone domande dirette a nonna Cesira, da cui il tutto si dipana. Continua a leggere→

Ariaferma, eppure un poco mossa

Considerazioni sul film “Ariaferma” di Leonardo Di Costanzo, 2021

di Cristina Sironi*

Che cosa mi aspettavo da un film che si svolge in un carcere in dismissione, in stato di abbandono? Non mi ero fatta un’idea precisa, ma speravo in qualcosa di buono, anche solo per andare oltre le denunce che da anni regolarmente riempiono le pagine dei giornali, senza che mai nulla di significativo accada veramente per migliorare la situazione disastrosa e incivile delle nostre carceri. Bene, invece ne sono uscita entusiasta: il film è bellissimo, ricco, intenso, con molti spunti su cui riflettere e ragionare, tanto che vorrei tornare a vederlo ancora. Continua a leggere→

L’esperienza di Adriano Olivetti e il lavoro di comunità. Documenti in rete

di Andrea Pancaldi*

Come ricordato anche in altri post, da un paio di anni a questa parte si parla molto nell’ambito dei servizi sociali di “lavoro di comunità”; molte amministrazioni comunali orientano in questo senso l’organizzazione e il “senso” dei loro servizi sociali, nascono attività formative e di consulenza, fioriscono le iniziative editoriali, si incontrano e si intrecciano le riflessioni del servizio sociale con le dinamiche dell’innovazione sociale, dell’evoluzione del volontariato dentro le dinamiche (legislative e non) del terzo settore. La “comunità” a volte viene data per scontata, a volte viene interrogata e ricercata nel suo continuo divenire, non essendo scontato che tutti i soggetti e i luoghi della comunità (…o ad essa ascritti) siano necessariamente essi stessi in una ottica di comunità. Continua a leggere→