Archivi tag: Carcere

Dal carcere al tempo del Covid: storie IN – sicurezza

di Claudia Turconi*

“Legami”: è il significativo nome del progetto, gestito dal 2005 da Spazio Aperto Servizi, che accompagna le relazioni tra figli e genitori detenuti all’interno degli istituti di pena milanesi. Cosa succede quando un genitore entra in carcere? Che cosa si muove nella mente e nei vissuti dei bambini? E il legame: si spezza o cambia?

Come altri progetti “Legami” prevede colloqui individuali di sostegno alle genitorialità con il padre o la madre detenuti, colloqui con l’altro genitore che vive all’esterno gli effetti della carcerazione su di lui e sui figli, gruppi genitori. Per primo in Italia e differentemente dagli altri progetti, ha però allestito in un luogo che appare ai bambini freddo e limitante uno spazio caldo e accogliente, che negli anni ha preso il nome di “casetta”. Continua a leggere

Green Week 2019 a Milano: giardini e orti conclusi si aprono

di Patrizia Taccani*

Milano Green Week è la manifestazione promossa dal Comune di Milano e organizzata insieme a tutti coloro, soggetti pubblici e privati, che collaborano alla cura e gestione del verde in città. Milano Green Week è una festa diffusa che coinvolge chiunque voglia contribuire a rendere la città più verde e sostenibile attraverso un ricco palinsesto di eventi, incontri, laboratori, passeggiate, convegni, mostre e spettacoli. Partecipare a Milano Green Week significa essere cittadini consapevoli dell’importanza delle tematiche ambientali per la vivibilità nella nostra città e del nostro pianeta.”(Milano Green Week).

Che cosa si poteva vedere, a che cosa partecipare, come coinvolgersi? Innumerevoli le iniziative. Dall’inaugurazione di nuovi parchi all’allestimento di aree attrezzate in quelli storici; dal rinverdimento temporaneo ma davvero suggestivo di una pensilina a una fermata di tram alla presentazione di soluzioni milanesi ed estere in tema di verde sui tetti, sui muri, nei cortili; dalla visita agli orti didattici nelle scuole alla “riscoperta” del Monte Stella (nella mia famiglia, nel dopoguerra, la si chiamava la Montagnetta); dalla partecipazione a una piantumazione lungo il Lambro alla fruizione di nuove aree per il gioco, accessibili a tutti i bambini, quindi senza barriere di sorta; dal ritiro gratuito di compost per il proprio verde (giardino, balconi, aiole davanti a casa,) sino alla visita guidata ai nuovi spazi verdi all’interno della Casa Circondariale di San Vittore. E poi, in chiusura, consegna di nuovi orti, festa per un’associazione pescatori che tutela il Parco delle Cave, e numerosi altri momenti di ritrovo sparsi nei diversi quartieri cittadini per fare memoria di qualcuno che in quel luogo ha vissuto e lasciato tracce, o per rendere più sensibile in tema di tutela del bene comune chi vi abita. Continua a leggere

L’insicurezza e la paura del cittadino: timore del crimine e rischio effettivo

di Anna Paola Lacatena*

La crescita delle città nella seconda metà del XX secolo, il cambiamento dei modelli di vita e l’alta concentrazione urbana hanno modificato sostanzialmente le caratteristiche dello spazio pubblico urbano, e ciò ha determinato un diverso rapporto tra gli abitanti e la città stessa: si è, così, passati dal “rischio della città” alla “città del rischio” (Nocenzi, 2001).

E’ noto che il timore del crimine non sempre è in proporzione al rischio criminale. Negli ultimi anni se la criminalità si è mantenuta entro limiti e tassi di sviluppo “fisiologici”, la paura, soprattutto nei grandi centri urbani, è cresciuta (Travaini, 2002). Ovvero, si riscontra talora che la “vittimizzazione vicaria”, cioè la conoscenza di reati occorsi nel proprio circondario o il racconto fatto da persone che sono state vittime, incide sulla paura più ancora di quanto non faccia la vittimizzazione diretta (d’altro canto l’ansia è per definizione anticipatoria) (ibidem, 2002, pp. 42-56). E’ del pari noto che spesso se il rischio di subire un reato predatorio cresce con l’innalzarsi del livello sociale, la paura è, viceversa, inversamente proporzionale al ceto (Barbagli, 2002). Continua a leggere

Ho cenato Ingalera

logo-ingaleradi Diletta Cicoletti*

Il ristorante ha aperto alla fine di settembre, si trova a Bollate, nel carcere tanto noto per aver innovato, sperimentato, provato una relazione diversa tra “dentro” e “fuori”.

L’arrivo

Si arriva un po’ a fatica, al carcere di Bollate, non ci sono tante indicazioni, forse una. Ma ci sono molte strade possibili che nel buio rischiano di diventare un labirinto anche per chi il luogo lo frequenta. Rischi di arrivare al carcere di Bollate sempre da strade diverse.

Il parcheggio è enorme, le macchine pochine. Sullo sfondo, appena oltre la strada, le macerie di Expo. Tutto spento. Niente code, niente di niente. Anche se sappiamo che useranno presto nuovamente quello spazio, visto così è una struttura fantasma. Dall’altro lato il carcere: due modi opposti di confrontarsi con la vita, fino a qualche mese fa così vicini e così lontani, oggi incredibilmente simili. Continua a leggere