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Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio. Conclusa la III Edizione

di Ugo De Ambrogio e Francesca Susani*

Il premio IRS – CNOAS – PSS “Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio” è giunto alla sua terza edizione.

Le ragioni che ormai 5 anni fa ci avevano indotto ad istituirlo sono ancora presenti e forse, nell’attuale fase di incertezza sugli investimenti governativi in questa direzione, sono per certi versi aumentate. “Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio” è nato infatti per stimolare una sorta di risveglio dal basso, dopo il trauma della crisi e dei pesanti tagli al welfare intervenuti nei primi anni 10.

Gli operatori dei servizi e i costruttori di politiche sociali, dopo una fase di depressione e rassegnazione, si stavano infatti riattivando per ricostruire progetti di sviluppo del welfare, dopo lo stallo dovuto al “trauma” legato all’improvviso aumento del bisogno sociale e alla parallela diminuzione delle risorse. Negli ultimi due-tre anni i sistemi di welfare si stavano quindi riattrezzando, indirizzandosi verso forme di cambiamento e sviluppo innovativo che altrove abbiamo definito “pragmatico e “di prossimità”.

Abbiamo pertanto l’ambizione di pensare che “Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio” abbia nel suo piccolo, negli scorsi anni, dato un sostegno al superamento di una fase di rassegnazione, fornendo un contributo di buone prassi al tentativo di cambiamento di un welfare che è stato in buona parte svuotato.

Oggi lo scenario ci sembra di nuovo cambiato anche se non migliorato. Se negli ultimi mesi del precedente governo una serie di spinte anche nazionali hanno riattivato energie e risorse locali, oggi, in una fase ancora di rodaggio del nuovo governo, gli operatori appaiono per lo più disorientati nel capire dove si sta andando.

Solo per fare alcuni esempi, precisiamo che ancora non sappiamo che cosa resterà dell’investimento connesso al nuovo REI, caratterizzato dai “i servizi al centro”, come è bene illustrato da un testo di Daniela Mesini (Lotta alla povertà: i servizi al centro, Maggioli, 2018); ancora non sappiamo se la riforma del terzo settore con la sua spinta alla coprogettazione e allo sviluppo di progetti integrati sarà effettivamente implementata, ancora non sappiamo se iniziative come il “dopo di noi” regolato da una recente legge nazionale, riusciranno effettivamente a decollare ecc. In questo contesto crediamo che oggi valorizzare le buone prassi dei territori possa assumere anche nuovo valore: quello di riconoscimento del fatto che il welfare territoriale è vivo e procede nel suo sviluppo incrementale e sperimentale anche in uno scenario di incertezza, nella speranza che idee, orientamenti e tendenze innovative possano anche influenzare le linee di indirizzo nazionali in una direzione coerente con quanto avviene a livello locale.

In un recente articolo apparso su Animazione Sociale, Elena Allegri (una delle vincitrici del premio della scorsa edizione) afferma che sia arrivato il momento di “allargare lo sguardo” al territorio e nei territori: “urge riportare il sociale dentro la narrazione collettiva, come è stato in altre epoche e come è vitale fare oggi. Urge alzare lo sguardo dal lavoro sul caso e lavorare con gruppi e persone nel territorio”.

Noi speriamo che il premio Costruiamo il Welfare dei Diritti sul Territorio possa contribuire ancora ad andare in questa direzione.

Il Premio promuove la costruzione di un welfare sociale “comunitario e integrato”, che investa risorse pubbliche anche attraverso forme di integrazione fra politiche sociali, sanitarie, educative, del lavoro e dell’inclusione sociale, e che stimoli la partecipazione attiva della società civile al benessere collettivo: un welfare sociale “attivo”.

Molti articoli di qualità sono arrivati in redazione da tutto il territorio nazionale e su diverse aree tematiche: dalle più classiche di PSS, a qualche novità ed esperienza più particolare. Ne abbiamo premiati otto che pubblichiamo in due fascicoli della rivista, cercando di offrire in ciascuna uscita, come sempre, una buona eterogeneità e ricchezza di contenuti. Verranno poi raccolti in un Quid Album in pdf dedicato interamente a questa Terza edizione del Premio IRS – CNOAS – PSS.

I primi 4 contributi sono già disponibili nel n.4/18 di PSS. Si tratta di:

  • “Un modello di integrazione sociosanitaria innovativa nei territori di ATS Insubria e ATS Milano. Esperienze a favore di giovani adolescenti con disturbi di personalità borderline realizzate nei centri snodi”, presentato da Luigi Campagner e Carlo Arrigone per Il Sentiero scs e La Clessidra scs (enti gestori dei Centri Artemisia e dei Centri Snodi).
  • “Progetto sperimentale voucher dimissioni protette”, presentato da Floriana Malvezzi per l’Azienda Sociale Cremonese
  • “Coesione sociale e mix sociale: il servizio di accompagnamento all’abitare nell’edilizia pubblica” presentato da Carla Moretti e Micol Bronzini, Centro di Ricerca e Servizio sull’Integrazione Socio-Sanitaria, Dipartimento di Scienze Economiche e Sociali, Università Politecnica delle Marche
  • “Il carcere? Che opera d’arte! L’altra città. Un percorso partecipativo e interattivo nella realtà carceraria italiana”, presentato da Anna Paola Lacatena (DDP ASL TA) e Giovanni Lamarca (Casa Circondariale “C. Magli”, Taranto) per le donne detenute che hanno partecipato al Progetto.

I successivi quattro contributi verranno pubblicati nel fascicolo 1/19 di PSS. Ecco i titoli:

  • “Il laboratorio di Educativa Territoriale del Centro “La Tenda”. Promuovere percorsi di integrazione tra ambito formale e non formale per il contrasto della povertà minorile nel Rione Sanità, Associazione Centro La Tenda, Napoli
  • “Reddito di inclusione attiva: il progetto del Comune di Verona” presentato da Laura Debiasi e Giuliana De Guidi
  • “La Traccia. Percorsi di aiuto domiciliare ad anziani e disabili ad alto rischio di emarginazione”, presentato da CISSACA, Alessandria
  • “L’unione… non fa il bullismo”, presentato da Monica Paris e Gianna Rita Zagaria

Il momento di riconoscimento pubblico del Premio si è tenuto a Roma al Cnel il 25 ottobre, durante il convegno organizzato da Cnoas: “Obiettivo inclusione sociale: sinergie e prospettive di welfare”.

I premiati, oltre a ricevere l’abbonamento alla rivista in omaggio per tutto il 2019, sono stati invitati a partecipare all’evento e ricevere il loro attestato.

Questo articolo, assieme ad un contributo di Francesco Poli del Cnoas, sono stati pubblicati nel n. 4/18 di PSS

*Prospettive Sociali e Sanitarie, Irs

Disabilità in movimento

di Claudio Castegnaro, Sergio Pasquinelli, Nicola Orlando*

 

Il 27 settembre Welforum.it promuove a Bari un nuovo seminario nazionale sulle politiche per la disabilità. Un campo di interventi dove si è fatto molto negli ultimi anni, e tuttavia oggi incerto nei suoi sviluppi.

Le persone con una qualche forma di disabilità in Italia sono stimate essere almeno tre milioni e mezzo (Istat). Per la maggior parte si tratta di anziani ultra 65enni, circa l’80 per cento, mentre sono oltre 730.000 i disabili giovani e adulti.

Concentriamoci su questi ultimi. Che tipo di aiuti, sostegni e assistenza ricevono? Qual è il grado di inclusione nella vita attiva, nella scuola, nel lavoro, nelle opportunità di socialità che i territori offrono? Sono domande cui è difficile dare una risposta certa e uniforme per tutto il Paese, dove le differenze territoriali marcano la stessa possibilità di accesso e fruizione dei servizi, e dove ancora tanta parte del bisogno sfugge dalle “maglie” del sistema dei servizi e finisce per autoprodursi risposte e aiuti.

Vogliamo in particolare fare il punto su due, tra i tanti, temi su cui si giocano oggi fortemente le possibilità di un’inclusione attiva: quella nel mondo del lavoro, e quella di un’autonomia che possa realizzarsi nel “durante” e “dopo di noi”. Continua a leggere

Durante le vacanze, divertitevi a scrivere!

Quest’estate vogliamo immaginarvi così…

rilassati, godendovi le meritate vacanze.

Ma potreste cogliere il periodo di pausa anche per fare qualcosa che magari durante l’anno non riuscite a fare: scrivere.

Scrivere per voi, prima di tutto, che fa sempre bene, e magari anche per Scambi di Prospettive!

Aspettiamo i vostri contributi. Potete anche inviarli a pss@irsonline.it in qualunque momento.

Se invece preferite leggere, o avete bisogno di ispirazione, potete sempre sfogliare il fascicolo estivo di Prospettive Sociali e Sanitarie.

Buone vacanze a tutti! A presto!

Pubblichiamo volentieri questa foto inviata da una nostra lettrice, Laura (che si definisce aspirante fotogiornalista) che ha voluto condividere con noi un momento che ha colto fuori dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, immortalando “un cambiamento sociale che è già in corso”. Abbiamo preferito modificare la foto per tutelare la privacy delle persone coinvolte ma ci sembra che l’immagine riesca comunque a trasmettere il messaggio che aveva in mente l’autrice quando l’ha scattata. Queste le sue parole di accompagnamento alla fotografia:

«Non sono una fotografa professionista, ma questa scena ha catturato la mia attenzione in modo particolare e credo che racchiuda in sé un messaggio positivo ed educativo per la collettività. Mentre stavo per entrare in stazione, ho visto un anziano signore (fiorentino, l’accento era inconfondibile) avvicinarsi spontaneamente a uno dei tanti ragazzi immigrati che oggi popolano le stazioni delle città italiane, semplicemente per parlargli! Sinceramente io a scene del genere non sono abituata.

«Sentiamo sempre più spesso notizie di violenza e intolleranza verso gli immigrati che arrivano nel nostro paese… e questo scatto invece, ci racconta tutt’altro (per fortuna). Il fare di quell’uomo era quello tipico di un nonno che vuole dare dei consigli, capire e ascoltare cosa ha da dire un nipote che ha già conosciuto la durezza della vita.

«Questa foto per me racconta l’incontro di due delle maggiori solitudini della nostra epoca: quella dei migranti senza patria, e quella degli anziani che faticano a trovare chi voglia ascoltare le loro storie e i loro saperi… una memoria che stiamo progressivamente perdendo. È per questo motivo che ho intitolato la foto “Spiragli di futuro”, perché è così che vorrei vedere il futuro: come un ciclo perfetto di scambio ed inclusione in cui tutti possano avere pari dignità di partecipazione alla vita sociale e trovare dei punti di contatto in quanto esseri umani.»

Gruppo Solidarietà – Un appello necessario

Diamo volentieri spazio a questo appello che riceviamo dal Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati (AN)

 

Nei giorni scorsi il Gruppo Solidarietà ha diffuso un manifesto/appello (che si può sottoscrivere inviando adesione all’indirizzo grusol@grusol.it*),  volto a portare l’attenzione su alcuni temi riguardanti i servizi sociosanitari (e non solo) diurni e residenziali nel momento in cui la regione Marche sta andando a definire i nuovi requisiti di autorizzazione e accreditamento[1]. Continua a leggere