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Antropologia ecologica della felicità

Cultura, arte, teatro, partecipazione, arte, teatro, benessere, salute. Un progetto di arte partecipata che utilizza la ricerc/Azione.

Foto: Pino Fiumanò, Progetto Umanizzazione dei luoghi di cura. Torino 2018

di Giuseppe Fiumanò*

Umanizzazione dei luoghi di cura. Costruire luoghi e spazi di ben-essere per curati e curanti delle sale operatorie generali dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino è un progetto di ricerca antropologica per una nuova ecologia della felicità.

Diciamo meglio un’azione psicosociale complessa di resilienza, un progetto di Teatro Sociale e di Comunità (TSC) e insieme un nuovo e innovativo format in ambito sanitario. Si è infatti utilizzata per la prima volta, all’interno di questa azienda ospedaliera, una metodologia progettuale partecipata di ricerc/Azione dove i professionisti del servizio hanno collaborato a ridisegnare insieme gli spazi del loro quotidiano lavoro a contatto con la malattia, la sofferenza e la morte. Lo hanno fatto a partire da una precisa e condivisa condizione umana e professionale, quella di chi si trova a vivere una sofferenza e un profondo smarrimento per un lutto: la perdita improvvisa, in circostanze tragiche, di una cara collega. Questo il dato di mappatura dal quale si è partiti. Condizione umana condivisa dal gruppo che ha dato origine al bisogno espresso: abbiamo bisogno come curanti di prenderci cura di noi. Un progetto di ri-nascita dunque dei singoli professionisti, di un gruppo e della comunità. E’ nata la voglia di parlarsi, di ricostruire un senso al proprio agire. Continua a leggere

Il punto di vista del “sociale” e del “sanitario” nella loro integrazione. Un’intervista doppia

di Elisa Fois *

logo SUSSNovembre 2008: la Regione Piemonte emana una DGR (la DGR 55-9323/08) per la creazione sul territorio dei cosiddetti ‘sportelli unici sociosanitari’: basta con i giri infiniti e tortuosi per i cittadini, serve un unico posto per risolvere tutto. All’esame della realtà, una missione impossibile. Si tratta tuttavia di un’opportunità unica per lavorare sull’integrazione sociosanitaria, per metterci mano davvero (1).
Un educatore e un’assistente sociale dei servizi sociali e un’infermiera dei servizi sanitari: questa l’èquipe degli ‘argonauti’ che hanno cercato – nella zona del biellese occidentale – di dar risposta alla domanda: ‘di che cosa è fatta l’integrazione socio sanitaria?’.

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Cittadini e medici di famiglia alleati per la salute

di Paolo Peduzzi *

salute in piazzaCon la presentazione del Libro Bianco sullo sviluppo del sistema sociosanitario in Lombardia, la Regione individua i punti di attenzione per migliorare l’attuale sistema di offerta e formula un’ipotesi di revisione normativa come base di confronto con le forze politiche e sociali. Al cuore della proposta è l’esigenza di passare da una cultura della cura ad una cultura del prendersi cura, superando la frammentarietà dei servizi con l’integrazione tra servizi sociali e sanitari e la continuità assistenziale tra ospedale e territorio.

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“Ri-abilità”: un progetto di counseling in corsia

di Alessandra Doneda*

Ri-abilitàIl progetto “Ri-abilità” nasce dalla ricerca “Competenze e bisogni formativi nel sistema socio-sanitario pavese e lombardo. Criticità e nuove sfide” svolta nel 2011 dal Centro Servizi Formazione di Pavia, in collaborazione con Essepi Consulting finanziato da Regione Lombardia (ex dlgs 231 per gli enti formazione e lavoro). E’ stato sperimentato all’interno di due reparti dell’Istituto Santa Margherita di Pavia, dell’Azienda di Servizi alla persona.

Nello specifico il progetto voleva affrontare in modo innovativo ciò che è emerso nell’indagine come necessità urgente proprio dagli operatori intercettati: il bisogno di competenze di natura soft come l’ascolto, la comunicazione e l’umanizzazione delle cure, sia nel costruire buone relazioni con pazienti e famiglie, sia nel gestire relazioni con colleghi in un contesto professionale stressato da sofferenza e malattia. Continua a leggere

Le mutiliazioni genitali femminili

di Ilaria Simonelli*

Quid-11Una delle problematiche più critiche emerse nei contesti occidentali conseguenti ai processi migratori è senza dubbio quella delle Mutilazioni Genitali Femminili, in quanto costituiscono un punto di incrocio tra il ruolo della tradizione culturale delle comunità che le praticano e il rispetto dei diritti umani in tema di protezione dei minori e delle donne da ogni forma di violenza. Continua a leggere