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Volontariato: capacità politica ed elaborazione di pensiero cercasi

di Andrea Pancaldi*

A un anno dalla rilevazione ISTAT “Censimento delle istituzioni non proft” (che prendeva in considerazione il periodo 2011-2015) esce, a cura di ISTAT stesso, un aggiornamento dei dati a tutto il 2016 centrato quasi totalmente sul tema del personale dipendente operante nelle istituzioni.

Per la disamina su questo specifico aspetto rimandiamo alla lettura del report; intendiamo qui invece soffermarci su alcuni dati attinenti il tema dei diritti e del ruolo che il non profit svolge o dovrebbe svolgere e, in particolare, quel pezzo del non profit che è il volontariato. Tra i molti dati rilasciati dal’Istat, si sceglie in questo articolo di concentrarsi su un aspetto specifico, quello dell’impegno del terzo settore nell’advocacy / tutela dei diritti. Continua a leggere

Cibo e sfruttamento nel Mediterraneo. Un’analisi delle condizioni di lavoro delle raccoglitrici di frutta e verdura

di Eleonora Maglia*

Oro rosso. Fragole, pomodori, molestie e sfruttamento nel Mediterraneo di Stefania Prandi per Settenove edizioni (2018, pp.107) ripercorre le condizioni di vita e di lavoro delle donne impiegate nel settore agricolo in Italia, Spagna e Marocco, paesi affacciati sul Mar Mediterraneo ed esportatori di prodotti orto-frutticoli a livello mondiale.

In due anni di inchieste ed interviste sul campo, l’autrice disvela situazioni penalizzanti dal punto di vista economico e umano e spinge tutti i consumatori a rivedere le scelte di consumo per promuovere condizioni lavorative più etiche. Continua a leggere

Il tassista si è perso

di Pierluigi Emesti*

Nella via dove abito vedo ormai da parecchi mesi un tassista che nel corso di questi anni ho visto diventare vecchio insieme alla propria Fiat 128 gialla.

Sì, ormai in pochi si ricordano che i taxi un tempo erano gialli a Milano, ma questa 128 resiste ancora indomita e il suo proprietario, sebbene non eserciti più e abbia tolto le insegne dalla macchina, continua con tanta attenzione a prendersene cura.

Quotidianamente la spolvera e la tiene in ordine, ogni tanto la accende e sente il suono della sua compagna di tanto tempo.

Ultimamente questo signore passa sempre più tempo seduto all’interno dell’abitacolo,  lo vedo parlare da solo, come se si stesse rivolgendo ad un invisibile cliente.

A volte invece sta zitto e si guarda in giro, osserva ciò che si svolge all’esterno della sua vettura.

Pare che si trovi molto bene, protetto dal mondo esterno e dal tempo che passa. Continua a leggere

Come un fragile respiro tra gli interstizi della guerra

di Cristina Sironi*

Quante volte rimaniamo turbati dalle brutte notizie che quotidianamente ci mostrano giornali e telegiornali! Ma quanto dura il turbamento? Poi la vita va avanti, la quotidianità esige decisioni e azioni e l’indifferenza ricuce velocemente gli strappi con il filo dell’oblio … fino al prossimo video. E intanto facciamo altro.

Altro invece è leggere. Leggere la cronaca di un’azione eroica di resistenza di una piccola comunità, pacifica e mal in arnese contro un regime oppressivo e crudele, dotato di bombe e di un’efficace propaganda. Leggere questa cronaca vuol dire seguirla nelle azioni, conoscerne i protagonisti, aver paura e soffrire con loro, indignarsi di quanto viene loro fatto, ammirare il loro coraggio, la loro abnegazione, il loro senso del bene comune. Continua a leggere

Antropologia ecologica della felicità

Cultura, arte, teatro, partecipazione, arte, teatro, benessere, salute. Un progetto di arte partecipata che utilizza la ricerc/Azione.

Foto: Pino Fiumanò, Progetto Umanizzazione dei luoghi di cura. Torino 2018

di Giuseppe Fiumanò*

Umanizzazione dei luoghi di cura. Costruire luoghi e spazi di ben-essere per curati e curanti delle sale operatorie generali dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino è un progetto di ricerca antropologica per una nuova ecologia della felicità.

Diciamo meglio un’azione psicosociale complessa di resilienza, un progetto di Teatro Sociale e di Comunità (TSC) e insieme un nuovo e innovativo format in ambito sanitario. Si è infatti utilizzata per la prima volta, all’interno di questa azienda ospedaliera, una metodologia progettuale partecipata di ricerc/Azione dove i professionisti del servizio hanno collaborato a ridisegnare insieme gli spazi del loro quotidiano lavoro a contatto con la malattia, la sofferenza e la morte. Lo hanno fatto a partire da una precisa e condivisa condizione umana e professionale, quella di chi si trova a vivere una sofferenza e un profondo smarrimento per un lutto: la perdita improvvisa, in circostanze tragiche, di una cara collega. Questo il dato di mappatura dal quale si è partiti. Condizione umana condivisa dal gruppo che ha dato origine al bisogno espresso: abbiamo bisogno come curanti di prenderci cura di noi. Un progetto di ri-nascita dunque dei singoli professionisti, di un gruppo e della comunità. E’ nata la voglia di parlarsi, di ricostruire un senso al proprio agire. Continua a leggere