Archivi categoria: Ricerche

Atlante Fidaldo, esperienze sul territorio a confronto.

Martedì 19 ottobre 2021, dalle 10:00 alle 12:00, si terrà l’incontro dal titolo “Atlante Fidaldo – Una mappa delle misure e dei sostegni economici a favore delle famiglie che si avvalgono di lavoratori domestici. Esperienze sul territorio a confronto”.
E’ ora online il programma definitivo.
Chi lo desidera può seguire l’evento sulla piattaforma gotowebinar iscrivendosi qui:

Il Diversity Management in azienda. Strategie per un ambiente di lavoro inclusivo

di Eleonora Maglia*

A seguito dei cambiamenti sociali, demografici e familiari, caratterizzati da femminilizzazione del mercato del lavoro, crescente immigrazione e prolungamento della vita media (Bombelli, 2013), all’interno delle aziende i gruppi di lavoro risultano sempre più spesso misti, ovvero caratterizzati dalla presenza di personale diversificato per età, nazionalità e genere. Al fine di realizzare un coordinamento efficace della forza lavoro così composta, le organizzazioni stanno sempre più istituzionalizzato la figura del Diversity Manager, che viene chiamato a creare un ambiente di lavoro inclusivo, in grado di favorire l’espressione del potenziale individuale e di utilizzarlo come leva strategica per il raggiungimento degli obiettivi organizzativi (Barabino et al., 2001). Continua a leggere

L’aiuto condiviso: evidenze oltre lo “storytelling”

di Sergio Pasquinelli*

Famiglie che si aiutano, badante di condominio, baby sitter condivisa, co-abitazioni, orti di quartiere, piattaforme digitali, hub territoriali, biblioteche aperte, cortili sociali.

In una logica di sharing economy applicata al sociale si stanno moltiplicando iniziative e dibattiti. L’impressione condivisa è che il formato tradizionale di servizi che danno e di utenti che ricevono va stretto in molti casi e in molti ambiti, va superato, va ripensato.

Serve un nuovo sguardo, il passaggio da una centratura su “servizi-che-offrono” a una sulle attività della vita quotidiana: abitare, prendersi cura, lavorare, educare. I servizi non più come i soggetti delegati a fornire risposte, ma attori fra gli altri: attivatori di risorse, relazioni, connessioni. Continua a leggere

Valorizzare la programmazione sociale oggi: tendenze regionali e il caso del nuovo piano sociale abruzzese

di Ugo De Ambrogio e Tullia Pagani

Gli ultimi 10 anni, dall’inizio della crisi ad oggi, sono stati 10 anni molto difficili per la programmazione delle politiche sociali.
Il decennio precedente (1997-2006) aveva trasformato il ricco bagaglio culturale e di esperienze territoriali in atti di riforma e sviluppo nazionali e regionali, si pensi per esempio alla legge 285 del 97 alla 328 del 2000 e, dopo la riforma del titolo quinto che attribuisce competenza esclusiva alle regioni in questa materia, al proliferare di leggi regionali di riordino del sistema, spesso costruite sulla falsariga della 328.
Il decennio 2007-2016 invece è stato un decennio di arretramento che, a causa delle parole d’ordine di taglio della spesa pubblica si è dovuto confrontare con un processo non dichiarato ma effettivamente praticato di smantellamento del welfare, e del welfare territoriale in particolare, un decennio che ci ha costretto a riesumare una vecchia parolaccia: “l’assistenzialismo” descrivendo gli anni in corso come di “neoassistenzialismo” (Siza, 2012) perché caratterizzati dalla riduzione drastica delle risorse territoriali e l’uso per lo più tradizionale (assegni ad personam non controllabili) delle risorse nazionali (vedi in nota la serie di studi Irs pubblicati su PSS e denominati “Costruiamo il welfare dei diritti”). Continua a leggere

Diffondere la conoscenza delle buone pratiche di sostegno alla domiciliarità – Un progetto di ricerca

Volentieri diamo spazio alla promozione di questo progetto proposto dalla Bottega del Possibile di Torre Pellice

bdpdi Daniela Bruno*

Premessa

Giornata di formazione o convegno

Come da programma prende la parola il responsabile di un innovativo progetto avviato in un posto lontano. Il tuo vicino ti fa un cenno, si sporge e ti dice “Ah, quindi c’è qualcuno che fa ancora progetti così interessanti?!”, oppure “Questo progetto esiste da 10 anni e noi non ne avevamo mai sentito parlare!”, o ancora “Che bella idea, chissà come hanno fatto a realizzarla?!”

La mancata conoscenza e diffusione di esperienze e progetti positivi, innovativi, audaci sembra essere un problema comune in molti territori.

La Bottega del Possibile, associazione del torinese nata con l’obiettivo di promuovere il concetto culturale di domiciliarità (http://www.bottegadelpossibile.it/), vuole lavorare in questa direzione! Continua a leggere