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 Parziale fenomenologia dell’educatrice (femmina)

di Irene Gallina*

 

Introduzione

Da decenni, in gran parte del mondo, viene ridiscusso il ruolo della donna nella società: prima con la sola rivendicazione di diritti come il suffragio universale, il divorzio, l’aborto, poi con l’elaborazione di teorie che fondino e accompagnino la lotta. L’evoluzione del discorso intorno al ruolo della donna ha visto il passaggio dal femminismo di separazione, che si allontana dal rapporto con il genere maschile, al femminismo intersezionale, che al contrario inserisce la lotta per i diritti delle donne all’interno del più ampio spettro dell’oppressione: le persone nere, quelle lgbtqia+, le donne, le persone con disabilità e con disagio psichico, le persone povere e quelle grasse subiscono tutte le stesse dinamiche di colpevolizzazione ed esclusione. Il femminismo intersezionale fornisce teorie e strumenti utili non solo alla lotta sociale, ma anche ad analizzare e interpretare la realtà con schemi differenti da quelli tradizionali, perché si concentra sulle dinamiche relazionali e sociali piuttosto che sulle caratteristiche degli oppressi o dei singoli gruppi sociali. Anche sul fronte clinico e su quello educativo l’intersezionalità potrebbe quindi costituire un approccio analitico e relazionale che purtroppo non è ancora stato esplorato a sufficienza. Sembra, anzi, che il contesto dei servizi alla persona sia isolato rispetto ai cambiamenti culturali che avvengono – seppur lentamente – nel resto della società. Basti pensare a quanto poco ci si formi e interroghi sulle modalità con cui le questioni di genere agiscono sulle relazioni educative, in un mondo che invece sta imparando a separare il ruolo genitoriale dal sesso biologico. O a come la maggior parte dei servizi educativi ignori la spinta pratica e teorica proveniente dall’attivismo delle persone con disabilità. Continua a leggere

L’arte del dialogare nella vita privata e professionale

di Pietro Vigorelli*

Imparare dall’esperienza. Questo è stato il motore della mia crescita personale e professionale.

La mia età mi fa classificare tra i giovani vecchi ma non mi sono ancora stancato di imparare e di evolvere. In particolare da vent’anni mi occupo del mondo Alzheimer: anziani smemorati e disorientati, familiari e operatori. Ho incontrato migliaia di persone e ogni volta ho vissuto l’incontro con sorpresa. C’era sempre qualcosa di inatteso e di diverso da cui imparare.

Il Lettore vorrà perdonarmi l’idealizzazione della mia esperienza ma posso assicurare che gli incontri della vita quotidiana sono stati i miei maestri e continuano a esserlo, sia nella vita professionale che in quella privata. Continua a leggere

Il potere della resilienza

di Barbara Pipia*

L’esperienza e la competenza di gestione dei servizi sociosanitari, accumulate negli anni, ti permettono, sovente, di essere preparata ad affrontare al meglio i momenti di criticità.

Strutturi i turni degli operatori mesi prima, in modo da dare loro la possibilità di richiedere per tempo permessi o ferie, stili procedure condivise rielaborate e aggiornate con i colleghi, evitando che le azioni possano non essere accettate.

Controlli che le cartelle siano complete ed ordinate, proponendo momenti di concertazione dell’intervento, anche attraverso la compilazione plenaria dei Progetti Educativi Individualizzati.

Rispetti scadenze, partecipi e predisponi momenti di aggiornamento e supervisione per l’intera équipe. Solleciti ogni membro del gruppo a proporre attività, progettarla ed eseguirla in modo che calzi il più possibile alle esigenze dei signori ospiti inseriti nel Servizio.

Insieme ai colleghi rendi la struttura accogliente, un ambiente vivace e ricco di libri, film, musica e accesso ad internet.

Attivando partnership ed implementando via via la rete di risorse territoriali, sono stati avviati una serie di progetti trasversali per rendere gli ospiti cittadini attivi nella società, alcuni individuali, altri di gruppo, altri ancora aperti alla cittadinanza. Continua a leggere

Prospettive Sociali e Sanitarie n. 3, estate 2021

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e in spedizione agli abbonati, il nuovo numero di Prospettive Sociali e Sanitarie, contenente, tra gli altri articoli, uno speciale inserto a cura del direttore della rivista Sergio Pasquinelli dal titolo “Prendersi cura dopo la tempesta”.

L’anteprima del fascicolo è disponibile sul sito di PSS, da dove è possibile acquistare e scaricare l’intera copia, anche in pdf.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276.

Un’esperienza di conduzione di gruppo presso la Direzione territoriale Inail di Venezia

di Elisa Lorenzetti*

Premessa

L’idea di scrivere la mia esperienza di conduzione di un gruppo di sostegno, formato da lavoratori che hanno subito un grave infortunio sul lavoro con postumi disabilitanti e assistiti dall’Inail, nasce da una duplice volontà: quella di legittimare come risorsa il gruppo di sostegno in un sistema complesso come una sede territoriale Inail e quella di dare visibilità alla professione dell’assistente sociale ampliando il suo ruolo a volte misconosciuto. In questo mio lavoro affronterò le funzioni del servizio sociale nell’Inail, la presa in carico del lavoratore infortunato e le modalità di attivazione di un gruppo di sostegno, il setting, la conduzione con una breve riflessione sulla legittimazione del gruppo. Continua a leggere