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Piattaforme, nuove tecnologie: è il welfare di domani?

Prospettive Sociali e Sanitarie – 2, Primavera 2022

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e in spedizione agli abbonati, il nuovo numero di Prospettive Sociali e Sanitarie.

L’inserto monografico di questo nuovo fascicolo, curato da Sergio Pasquinelli e Francesca Pozzoli, è dedicato all’utilizzo della tecnologia nel welfare.

Numerosi, come sempre, anche gli articoli fuori inserto.

Qui è possibile scaricare l’indice del fascicolo. L’intero numero è disponibile per l’acquisto in cartaceo (contattando l’ufficio abbonamenti) o in pdf, direttamente dal sito.

È possibile scaricare qui l’indice di fine anno contenuto nel n.4/21

Le indicazioni per abbonarsi alla rivista e ricevere l’annata completa sono disponibili sul sito di PSS.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276.

Prospettive Sociali e Sanitarie – Campagna Abbonamenti 2022

Il primo fascicolo dell’anno di PSS è già uscito: presenta un bellissimo inserto tratto dal recente seminario welforum e tanti articoli di importanti firme.

Per ricevere i 4 fascicoli cartacei del 2022 e accedere online agli arretrati degli anni precedenti, basta abbonarsi!

Le indicazioni per abbonarsi alla rivista sono disponibili sul sito di PSS.

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276.

Prospettive Sociali e Sanitarie – n. 4, Autunno 2021

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e in spedizione agli abbonati, il nuovo numero di Prospettive Sociali e Sanitarie, 

Si tratta del quarto fascicolo dell’anno che presenta come inserto speciale una raccolta dal titolo “Disuguaglianze e pari opportunità”, curato dalle redattrici della rivista Ariela Casartelli e Francesca Merlini.

L’anteprima del fascicolo è disponibile sul sito di PSS, da dove è possibile acquistare e scaricare l’intera copia, anche in pdf.

È possibile scaricare qui l’indice di fine anno contenuto nel n.4/21

Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276.

Parziale fenomenologia dell’educatrice (femmina)

di Irene Gallina*

 

Introduzione

Da decenni, in gran parte del mondo, viene ridiscusso il ruolo della donna nella società: prima con la sola rivendicazione di diritti come il suffragio universale, il divorzio, l’aborto, poi con l’elaborazione di teorie che fondino e accompagnino la lotta. L’evoluzione del discorso intorno al ruolo della donna ha visto il passaggio dal femminismo di separazione, che si allontana dal rapporto con il genere maschile, al femminismo intersezionale, che al contrario inserisce la lotta per i diritti delle donne all’interno del più ampio spettro dell’oppressione: le persone nere, quelle lgbtqia+, le donne, le persone con disabilità e con disagio psichico, le persone povere e quelle grasse subiscono tutte le stesse dinamiche di colpevolizzazione ed esclusione. Il femminismo intersezionale fornisce teorie e strumenti utili non solo alla lotta sociale, ma anche ad analizzare e interpretare la realtà con schemi differenti da quelli tradizionali, perché si concentra sulle dinamiche relazionali e sociali piuttosto che sulle caratteristiche degli oppressi o dei singoli gruppi sociali. Anche sul fronte clinico e su quello educativo l’intersezionalità potrebbe quindi costituire un approccio analitico e relazionale che purtroppo non è ancora stato esplorato a sufficienza. Sembra, anzi, che il contesto dei servizi alla persona sia isolato rispetto ai cambiamenti culturali che avvengono – seppur lentamente – nel resto della società. Basti pensare a quanto poco ci si formi e interroghi sulle modalità con cui le questioni di genere agiscono sulle relazioni educative, in un mondo che invece sta imparando a separare il ruolo genitoriale dal sesso biologico. O a come la maggior parte dei servizi educativi ignori la spinta pratica e teorica proveniente dall’attivismo delle persone con disabilità. Continua a leggere

L’arte del dialogare nella vita privata e professionale

di Pietro Vigorelli*

Imparare dall’esperienza. Questo è stato il motore della mia crescita personale e professionale.

La mia età mi fa classificare tra i giovani vecchi ma non mi sono ancora stancato di imparare e di evolvere. In particolare da vent’anni mi occupo del mondo Alzheimer: anziani smemorati e disorientati, familiari e operatori. Ho incontrato migliaia di persone e ogni volta ho vissuto l’incontro con sorpresa. C’era sempre qualcosa di inatteso e di diverso da cui imparare.

Il Lettore vorrà perdonarmi l’idealizzazione della mia esperienza ma posso assicurare che gli incontri della vita quotidiana sono stati i miei maestri e continuano a esserlo, sia nella vita professionale che in quella privata. Continua a leggere

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