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Matera: capitale europea della cultura per il 2019

di Ottavia Mermoz*

materaLa designazione di Matera a capitale europea della cultura per il 2019, ha richiamato alla mia mente vicende ed esperienze che oggi, nella particolare situazione di stallo del  servizio sociale causa il venir meno delle risorse, possono essere riproposte alla riflessione degli operatori sociali.
Matera, negli anni ’50 sembrava esprimere da un lato l’archetipo del  sottosviluppo, forse per la cruda ma compassionevole descrizione di Carlo Levi,  dall’altro le potenzialità di un intervento di sviluppo organico. I Sassi  raccontati in Cristo si è fermato a Eboli erano certamente un habitat primordiale dove  “i vicinati, quell’insieme di spazi abitati che si affacciano su un unico spiazzo con al centro il pozzo e il forno”, rappresentavano un modello di vita sociale da secoli strategia di sopravvivenza, ma anche precondizione, opportunità di un investimento integrato.

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Paradosso all’italiana del Welfare redistributivo

di Davide Pizzi*

COMO 01.09.2013Introduzione

Molte ricette culinarie tradizionali della mia regione (come di tutte penso), che caratterizzano la famosa cucina mediterranea, sono nate in tempi di “magra”, quando i contadini dovevano fare i conti con l’annata andata male. Se da un lato c’erano pochi ricchi che potevano permettersi di mangiare carne tutti i giorni (ed erano solo loro a soffrire di gotta), e potevano permettersi sprechi, considerato che non avevano problemi a reperire risorse, dall’altro lato, c’era chi doveva aguzzare l’ingegno per necessità. Risultato: molti piatti succulenti, semplici alla preparazione, e sani sono ancora oggi degustati e apprezzati da molti. Continua a leggere→

Che fatica la guerra tra genitori: non amatevi, rispettatemi!

parent coordinatorI servizi sociali nelle guerre dei bambini contesi

di Elena Giudice*

‘Che fatica, dovrei lavorare solo per loro’, ‘Tanto non si può far nulla’, ‘Non cambia mai niente, si fanno sempre e solo la guerra’, ‘Mi sembra di fare la segretaria più che l’assistente sociale’.
Questo sono solo alcune delle frasi che sento girando nei servizi sociali e che io stessa a volte penso quando lavoro con le cosiddette coppie altamente conflittuali, ovvero quelle coppie per cui sembra che il conflitto sia una ragione di vita, una coperta di Linus di cui non si possono fare a meno, una guerra lacerante nella quale i bambini sono continuamente nominati e, altrettanto, dimenticati. Continua a leggere→

Il punto di vista del “sociale” e del “sanitario” nella loro integrazione. Un’intervista doppia

di Elisa Fois *

logo SUSSNovembre 2008: la Regione Piemonte emana una DGR (la DGR 55-9323/08) per la creazione sul territorio dei cosiddetti ‘sportelli unici sociosanitari’: basta con i giri infiniti e tortuosi per i cittadini, serve un unico posto per risolvere tutto. All’esame della realtà, una missione impossibile. Si tratta tuttavia di un’opportunità unica per lavorare sull’integrazione sociosanitaria, per metterci mano davvero (1).
Un educatore e un’assistente sociale dei servizi sociali e un’infermiera dei servizi sanitari: questa l’èquipe degli ‘argonauti’ che hanno cercato – nella zona del biellese occidentale – di dar risposta alla domanda: ‘di che cosa è fatta l’integrazione socio sanitaria?’.

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