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Matera: capitale europea della cultura per il 2019

di Ottavia Mermoz*

materaLa designazione di Matera a capitale europea della cultura per il 2019, ha richiamato alla mia mente vicende ed esperienze che oggi, nella particolare situazione di stallo del  servizio sociale causa il venir meno delle risorse, possono essere riproposte alla riflessione degli operatori sociali.
Matera, negli anni ’50 sembrava esprimere da un lato l’archetipo del  sottosviluppo, forse per la cruda ma compassionevole descrizione di Carlo Levi,  dall’altro le potenzialità di un intervento di sviluppo organico. I Sassi  raccontati in Cristo si è fermato a Eboli erano certamente un habitat primordiale dove  “i vicinati, quell’insieme di spazi abitati che si affacciano su un unico spiazzo con al centro il pozzo e il forno”, rappresentavano un modello di vita sociale da secoli strategia di sopravvivenza, ma anche precondizione, opportunità di un investimento integrato.

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Perché voglio stare bene con i miei colleghi

di Pierluigi Emesti *

peanuts_perchè ho sempre ragioneQuesto è un argomento trasversale che non riguarda solo gli operatori dei servizi sociali e le loro varie declinazioni (educativi-sanitari-assistenziali), ma a maggior ragione dovremmo (forse) avere chiaro che non possiamo prenderci cura di persone fragili se non ci prendiamo cura in primis di Noi.
Noi inteso come gruppo di lavoro, come magica sintesi di vari ruoli e competenze che compongono una équipe di lavoro. Dietro i ruoli e le competenze ci sono le persone.
Si è fatta tanta fatica a fare evolvere il disabile da aggettivo a soggetto, introducendo la parola Persona. Quindi non più servizi per disabili ma servizi per Persone disabili. Continua a leggere

“In a day”

di Francesca Stefanini, Laura Stella Sforza e Laura Bonazzi*

in a dayLa vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per narrarla.
(G.G. Marquez)

Ho guardato con attenzione e molto apprezzato l’ultimo film evento di Gabriele Salvatores “Italy in a Day” , film girato grazie alla collaborazione di oltre 44.000 contributi video inviati da tutte le parti d’Italia. L’esplicita richiesta lanciata dai creatori del film un anno fa, è stata la seguente: “ Il 26 ottobre 2013 prendete una videocamera o un telefonino e filmate la vostra giornata. Filmate una parte importante della vostra giornata, insomma filmate quello che vi sta a cuore.”
Mi ha commosso la capacità degli Italiani di raccontarsi, anche in aspetti intimi e delicati della propria vita e la precisa scelta di raccontarsi tramite un mezzo di comunicazione come la videocamera o il telefono cellulare. Mi ha colpito cogliere in queste immagini tutta la potenza dell’interiorità delle persone, tutto il sommerso che si nasconde appena sotto la coltre di ruoli, di professioni, di categorie…
Raccontare la  propria esperienza umana all’umanità intera, senza cercare interlocuzione, risposta, confronto, dialogo; almeno non una risposta immediata. Raccontare tramite un mezzo apparentemente impersonale, perché così facendo si ha  anche la possibilità di ascoltarsi e di essere ascoltati. Forse da qualcuno, da chiunque, forse da uno, nessuno o centomila. Continua a leggere

Libera Norima

di Francesca Stefanini; Laura Stella Sforza; Laura Bonazzi *

Preparo con cura i vestiti da indossare, il primo approccio tra noi sarà fondamentale.
Non voglio apparire troppo seria, non voglio sembrare impostata, voglio parlarle attraverso le mie scarpe un po’ adolescenziali, tramite il filo di una collana comprata su una bancarella d’estate.

Non sarà quello che indosso che farà la differenza, ma c’è un linguaggio sottile che parla agli adolescenti anche attraverso ciò che indossi.

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“Ri-abilità”: un progetto di counseling in corsia

di Alessandra Doneda*

Ri-abilitàIl progetto “Ri-abilità” nasce dalla ricerca “Competenze e bisogni formativi nel sistema socio-sanitario pavese e lombardo. Criticità e nuove sfide” svolta nel 2011 dal Centro Servizi Formazione di Pavia, in collaborazione con Essepi Consulting finanziato da Regione Lombardia (ex dlgs 231 per gli enti formazione e lavoro). E’ stato sperimentato all’interno di due reparti dell’Istituto Santa Margherita di Pavia, dell’Azienda di Servizi alla persona.

Nello specifico il progetto voleva affrontare in modo innovativo ciò che è emerso nell’indagine come necessità urgente proprio dagli operatori intercettati: il bisogno di competenze di natura soft come l’ascolto, la comunicazione e l’umanizzazione delle cure, sia nel costruire buone relazioni con pazienti e famiglie, sia nel gestire relazioni con colleghi in un contesto professionale stressato da sofferenza e malattia. Continua a leggere