Stereotipi e pregiudizi sono sempre all’assalto

L’assistente sociale e il lungo viaggio per combattere le discriminazioni,

di Antonella Albrigoni*

Sulla mia pelle

Il pregiudizio è sempre pronto a condizionare i nostri comportamenti e atteggiamenti verso l’altro, il diverso per colore, cultura, religione; esso è talmente radicato in noi che a volte sfugge al nostro controllo e si presenta così con tutte le sue conseguenze. Queste sono variabili a seconda di chi subisce il pregiudizio: se la persona è ben integrata nel tessuto sociale lo vive senza drammi, anzi dà una lezione di vita, proseguendo per la sua strada con la dignità di cittadino; se, invece la persona non ha ancora trovato la sua collocazione nello Stato di arrivo ne può scaturire un grosso conflitto relazionale. Continua a leggere→

Umanizzare l’assistenza sanitaria

di Raffaele Crescenzo*

Gli operatori a supporto della cura devono porsi più come “consulenti di processo” capaci di aiutare l’altro a descrivere e leggere la sua realtà e a individuare ed esprimere i problemi, in un contesto di “apprendimento continuo”, che impone di ripensare e ridefinire modelli di formazione degli operatori, ma anche la cultura organizzativa che si sviluppa all’interno dei gruppi di lavoro (interprofessionale e intraprofessionale). Raggiungendo non unicamente il possesso di un sapere teorico, di una padronanza tecnica o di una metodologia rigidamente formalizzata, bensì della capacità relazionale che si pone come competenza trasversale rispetto alle specifiche competenze tecniche possedute. Continua a leggere→

Riflessioni intorno ai minori con disabilità e famiglie dimenticate

di Chiara Brancasi*

Vulnerabilità invisibili e risposte istituzionali assenti

Nel contesto del lavoro sociale, alcune forme di fragilità tendono a essere sottovalutate o ignorate dalle istituzioni. Un esempio emblematico è rappresentato dalle famiglie con minori affetti da disturbi del comportamento e/o da disabilità cognitive. Questi nuclei si trovano a vivere una doppia condizione di vulnerabilità: da un lato quella legata alla specificità del minore; dall’altro quella derivante dall’assenza di un sostegno strutturato, integrato e competente da parte del sistema dei servizi.

La presente analisi nasce da un’esperienza diretta nel doppio ruolo di assistente sociale e insegnante privata, con l’obiettivo di riflettere sulle criticità sistemiche, sulle responsabilità collettive e sulle possibili strategie di intervento, con un approccio interdisciplinare. Continua a leggere→

L’assistente sociale e i gruppi di auto aiuto

Il passaggio “dal basso” per favorire il cambiamento condiviso.

di Antonella Albrigoni*

Quando si parla di assistenti sociali viene immediatamente alla mente l’immagine tradizionale dedicata alla gestione “del caso” o molto spesso di “molti casi” contemporaneamente: si pensa alle persone, alle famiglie che si aspettano risposte in maniera veloce ed efficace, di fronte a problematiche che sono complesse e col fatto che spesso si deve fare i conti con risorse economiche o di servizi che sono limitati. Continua a leggere→

Interventi psicoeducativi per il caregiver

di Raffaele Crescenzo*

Difficoltà nella formazione del caregiver

Educare e sostenere chi presta cura all’anziano è tutt’altro che facile oggi per chi si trova ad affrontare e a realizzare dei percorsi formativi e di sostegno che raggiungano effettivamente i caregiver. Sono sfide di tipo diverso: economiche, burocratiche, di lingua e nazionalità, di cultura, di tipo psicologico, ecc. e, non ultimo, di tempo libero dall’impegno assistenziale. Continua a leggere→