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Welfare attivo e rischi sociali emergenti

È disponibile online (acquistabile singolarmente in pdf o cartaceo), e in spedizione agli abbonati, il nuovo, ricco fascicolo doppio, di Prospettive Sociali e Sanitarie, la rivista edita dall’IRS.

L’inserto monografico di questo nuovo fascicolo dell’anno, è intitolato “Welfare attivo e rischi sociali emergenti”, ed è curato da Remo Siza.

Riportiamo dalla sua introduzione:

“Il welfare attivo che avevamo pensato e condiviso sul finire del secolo scorso richiede una nuova ricalibratura dei suoi strumenti e dei suoi programmi. In questi anni, i nuovi rischi sociali (la non autosufficienza, l’instabilità della famiglia, la precarietà lavorativa) sono sempre più diffusi e radicali nei loro effetti sulle relazioni fra le persone; allo stesso tempo, le tutele di welfare dai rischi che avevamo osservato nelle società industriali del passato (la maternità, la salute e la vecchiaia), si sono fortemente indebolite. In questi anni, il welfare attivo ha attribuito una crescente centralità a tre dimensioni: il ruolo dell’iniziativa privata; un nuovo equilibrio tra responsabilità individuale e impegno della collettività; la capacità integrativa del mercato del lavoro.
Come è sottolineato dagli autori di questo inserto, ognuno di queste direzioni di crescita
ha prodotto i suoi effetti sulla sostenibilità economica del welfare, sui costi del sistema sanitario
pubblico, sulla spesa pensionistica, ma ha creato significative difficoltà nella vita delle
persone.”

L’anteprima del fascicolo è disponibile sul sito di PSS, da dove è possibile acquistare e scaricare l’intera copia, anche in pdf.

Per scoprire i contenuti dell’inserto speciale abbiamo reso disponibile gratuitamente l’introduzione di Remo Siza. Inoltre, trovate qui l’indice dei contenuti dell’anno.

Chi fosse interessato ad abbonarsi alla rivista può trovare le indicazioni necessarie qui.

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Per ulteriori info: pss@irsonline.it – 02.46764276

Stereotipi e pregiudizi sono sempre all’assalto

L’assistente sociale e il lungo viaggio per combattere le discriminazioni,

di Antonella Albrigoni*

Sulla mia pelle

Il pregiudizio è sempre pronto a condizionare i nostri comportamenti e atteggiamenti verso l’altro, il diverso per colore, cultura, religione; esso è talmente radicato in noi che a volte sfugge al nostro controllo e si presenta così con tutte le sue conseguenze. Queste sono variabili a seconda di chi subisce il pregiudizio: se la persona è ben integrata nel tessuto sociale lo vive senza drammi, anzi dà una lezione di vita, proseguendo per la sua strada con la dignità di cittadino; se, invece la persona non ha ancora trovato la sua collocazione nello Stato di arrivo ne può scaturire un grosso conflitto relazionale. Continua a leggere→

Umanizzare l’assistenza sanitaria

di Raffaele Crescenzo*

Gli operatori a supporto della cura devono porsi più come “consulenti di processo” capaci di aiutare l’altro a descrivere e leggere la sua realtà e a individuare ed esprimere i problemi, in un contesto di “apprendimento continuo”, che impone di ripensare e ridefinire modelli di formazione degli operatori, ma anche la cultura organizzativa che si sviluppa all’interno dei gruppi di lavoro (interprofessionale e intraprofessionale). Raggiungendo non unicamente il possesso di un sapere teorico, di una padronanza tecnica o di una metodologia rigidamente formalizzata, bensì della capacità relazionale che si pone come competenza trasversale rispetto alle specifiche competenze tecniche possedute. Continua a leggere→

Riflessioni intorno ai minori con disabilità e famiglie dimenticate

di Chiara Brancasi*

Vulnerabilità invisibili e risposte istituzionali assenti

Nel contesto del lavoro sociale, alcune forme di fragilità tendono a essere sottovalutate o ignorate dalle istituzioni. Un esempio emblematico è rappresentato dalle famiglie con minori affetti da disturbi del comportamento e/o da disabilità cognitive. Questi nuclei si trovano a vivere una doppia condizione di vulnerabilità: da un lato quella legata alla specificità del minore; dall’altro quella derivante dall’assenza di un sostegno strutturato, integrato e competente da parte del sistema dei servizi.

La presente analisi nasce da un’esperienza diretta nel doppio ruolo di assistente sociale e insegnante privata, con l’obiettivo di riflettere sulle criticità sistemiche, sulle responsabilità collettive e sulle possibili strategie di intervento, con un approccio interdisciplinare. Continua a leggere→

L’operatrice e l’operatore sociale di fronte alla violenza

Ottobre 2025 – giugno2026

La proposta si rivolge ad assistenti sociali, educatori, pedagogisti, psicologi e operatori sociali interessati a rafforzare le proprie competenze nell’ambito del contrasto alla violenza, con particolare attenzione al lavoro con uomini autori di violenza.

 

 

 

Il percorso formativo, in presenza, è suddiviso in 5 moduli tematici, così da garantire sia un approfondimento in merito a uno specifico interesse (ciascun modulo è opzionabile singolarmente), sia una formazione di base completa.

Infatti, iscrivendosi al percorso completo chi fosse interessato a lavorare nei Centri per Uomini Autori di Violenza (CUAV) può maturare 60h di formazione come definita dall’art. 3 Intesa Stato-Regioni 2022.

Visita la pagina dedicata – Scarica la presentazione completa

Iscrizioni qui entro il 25 luglio 2025