Quando la voce diventa strumento di riflessione collettiva: un progetto che dà parola a chi, da adolescente, ha conosciuto il sistema penale minorile e oggi si racconta da adulto, fuori dai confini dei servizi. Continua a leggere→
È uscito il decreto del Ministero della disabilità riferito all'”Avviso pubblicato in data 23 aprile 2025 per l’accesso ai contributi a valere sul Fondo unico per l’inclusione delle persone con disabilità di cui all’articolo 1, comma 210, della legge 30 dicembre 2023, n. 213, per finanziare progetti presentati dagli enti del terzo settore per la realizzazione di iniziative sperimentali, riguardo una o più delle attività di interesse generale di cui all’articolo 5 del decreto legislativo 3 luglio 2017, n. 117, per l’inclusione, l’accessibilità e il sostegno a favore delle persone con disabilità, di particolare rilevanza nazionale o territoriale”. Continua a leggere→
Una strategia di prossimità permette di garantire l’accesso ai servizi sociosanitari a persone in condizione di grave marginalità.
di Luisa Andreetta*; Fabrizio Abrescia**; Paolo Costa°; Maria Diletta Lazzarotto°°.
Medici per la Pace viene fondata nel 2002 a Verona con lo scopo di tutelare il diritto alla salute, in particolare per le fasce di popolazione più vulnerabili ed emarginate.
Con un focus inizialmente internazionale, l’associazione avvia progetti in India, Nepal, Myanmar, Cambogia e Bangladesh, estendendo nel tempo la sua operatività anche in Africa (Kenya, Ruanda, Repubblica Democratica del Congo), in America del Sud (Ecuador), Centrale (Guatemala) e in Europa dell’Est (Albania, Romania, Serbia, Slovacchia, Slovenia).
L’operatività in Italia inizia nel 2006, quando Medici per la Pace viene incaricata dal Comune di Verona di realizzare un programma di supporto sanitario e di recupero vaccinale a favore di gruppi emarginati presenti sul territorio. Continua a leggere→
La legge n. 112 del 22 giugno 2016, nota come legge sul “Dopo di noi”, ha rappresentato un punto di svolta nelle politiche italiane per la disabilità. Prima della sua introduzione, le persone con disabilità grave prive del sostegno familiare si trovavano spesso ad affrontare un futuro incerto, con servizi frammentati e privi di coordinamento.
La norma è stata attuata con il Decreto ministeriale 23 novembre 2016, che ha definito criteri, modalità di accesso e tipologie di interventi finanziabili. La legge è “volta a favorire il benessere, la piena inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità” (art. 1, comma 1) ed è altresì “volta ad agevolare le erogazioni da parte di soggetti privati, la stipula di polizze assicurative e la costituzione di trust, di vincoli di destinazione di cui all’articolo 2645-ter del codice civile e di fondi speciali” (art. 1, comma 3).
L’entrata in vigore della legge si colloca in un contesto internazionale e nazionale in evoluzione. La Convenzione ONU sui diritti delle persone con disabilità, ratificata dall’Italia nel 2009, aveva già posto l’accento sul diritto all’autonomia e alla vita indipendente. Otto anni dopo, è opportuno fare un bilancio dei risultati raggiunti, delle criticità e delle opportunità future, in particolare in relazione alle più recenti riforme di welfare come la Legge 33/2023 sulla non autosufficienza e il relativo D.Lgs. 29/2024. Continua a leggere→
Quando incontriamo una persona, non entriamo in relazione solo con un individuo ma con una trama complessa fatta della sua storia, della sua cultura, dei suoi valori di riferimento, del suo modo di attribuire significato alla realtà, del contesto in cui è vissuto. Veicolo dell’incontro sono le parole: importanti, potenti, evocative, che sanano o feriscono, includono o squalificano, curano o stigmatizzano. Se poi parliamo di persone che per i motivi più diversi accedono ai Servizi sanitari e sociosanitari, il linguaggio è la prima forma di cura, di quel ‘prendersi cura’ che trascende il trattamento di un sintomo o di una malattia. Per questo quando in tali Servizi si sente l’affermazione “quello/a è un caso sociale”, sarebbe opportuno fermarsi e riflettere sul messaggio che si manda e sulle conseguenze di tale affermazione, che, se poi è fatta da un professionista che ricopre ruoli dirigenziali o didattici, assume apparente autorevolezza e validità. Continua a leggere→