Archivi categoria: Attualità

A proposito di codice etico: il dipendente pubblico che vorrei

di Michelangelo Rago*

timbro“Io voglio fare il posto fisso!”. Così risponde il piccolo (Checco Zalone) alla maestra, che sta chiedendo ai bambini della classe cosa vorrebbero fare da grandi. E’ una delle scene iniziali del recente e discusso film del comico pugliese. Il posto fisso. Una formula secca, sintetica e piena di allusioni che, accompagnata da un riso sghignazzato, riprenderà anche da adulto impiegato della provincia, raccontando tanto dei pregiudizi e dell’immaginario collettivo circa il dipendente pubblico.

Al netto della comicità di Checco, esiste una questione reale di rappresentazione sociale del dipendente pubblico. Hanno contribuito a determinarla le vicende recenti (vedi dipendenti che liquidano la pratica della timbratura addirittura in mutande) ma anche decenni passati a suon di: sindacalismo “esasperato”, enti inutili, spending review impossibili e clientelismi politici all’occorrenza. Da questi sono scaturite etichette infamanti di: assenteista, fannullone, intoccabile, se non perfino raccomandato nei casi più estremi. Continua a leggere→

Il signor Gino e la murocrazia

di Davide Pizzi*

muro con occhioQuesto articolo vuole essere un omaggio ad alcuni utenti che ho incontrato nel mio cammino professionale, che con la loro schiettezza hanno saputo trasmettermi riflessioni profonde e pragmatiche, tramite dei semplici: “Perché?” “Che senso ha?” Senso pratico che certe volte, tra mille elucubrazioni, anche a noi operatori può capitare di smarrire. Continua a leggere→

Immaginabili risorse: disabilità e valore sociale

di Maurizio Colleoni*

img2016imrisImmaginabili Risorse: un’idea “provocatoria”?

La convenzione Onu sulla disabilità, approvata anche dal nostro parlamento, si basa su un principio di fondo importante che, grosso modo, suona così: le persone con disabilità hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, entrando poi nel dettaglio di questa affermazione così impegnativa.

Vorrei partire da qui per presentare e discutere un punto di vista attorno alla disabilità, rappresentato dalla rete di “Immaginabili risorse”, un circuito di realtà che si è aggregato attorno ad una idea particolare. L’idea che si possa contribuire a concretizzare il principio appena esposto attraverso il coinvolgimento e la partecipazione delle persone con disabilità, e di chi si occupa di loro (in particolare i servizi diurni e residenziali) al miglioramento della qualità della convivenza nei nostri contesti di territorio. Continua a leggere→

Per equità

di Emanuele Ranci Ortigosa*

bilanciaIl tema dell’equità, opportunamente rilanciato da Tito Boeri[1], comporterebbe una riconsiderazione critica dell’insieme delle politiche pubbliche, da quelle regolative a quelle per l’acquisizione e l’erogazione di risorse. Il livello di equità è infatti l’esito dell’azione e dell’interazione di tutte queste politiche.

Limitiamo allora il campo e consideriamo fra le politiche erogative, quelle di assistenza sociale, che hanno effetti diretti e rilevanti in termini di equità. Valutare se il totale delle risorse ad esse dedicate soddisfi le esigenze di equità è arduo, anche perché la natura dei bisogni da queste considerate ha tale rilevanza per la vita delle persone che gli interventi in merito possono essere sempre ritenuti inadeguati. Se ricorressimo all’espediente della comparazione fra paesi, pur approssimativo per la diversità dei sistemi, vedremmo che la spesa del nostro paese per tali politiche è attorno alla media europea, inferiore però ai livelli dei paesi dell’Europa centrosettentrionale. Continua a leggere→

Siamo o non siamo promotori di giustizia sociale?

hands-1022028__180di Elena Giudice*

L’articolo di Joanna Nicolas, pubblicato su The Guardian il 20 ottobre scorso, esplicita il punto di vista dell’autrice sui motivi per cui nella tutela dei minorenni non si persegue realmente un  fondamento della professione: la giustizia sociale.
La Nicolas racconta che è diventata assistente sociale a causa di una forte sensazione che il mondo fosse ingiusto. Ma lavorare nel campo della tutela dei minorenni le ha mostrato che la giustizia non è una priorità. Immediatamente, il suo punto di vista mi ha fatto risuonare tanti campanelli che neanche l’arrivo della slitta di Babbo Natale! La pancia mi urlava ‘ha ragione’. Poi, con calma, ho diradato l’emozione – almeno per oggi! – e riflettuto che concordo in parte con questa percezione. Solo in parte però. E i però sono dovuti principalmente ai motivi specifici per cui secondo la Nicolas non si perseguirebbe la giustizia sociale. L’Italia non è la Gran Bretagna. Continua a leggere→