Archivi categoria: Attualità

DSM V e il collezionismo di patologie (1)

di Edoardo Re*

Attendevo da anni che la mia passione collezionistica fosse adeguatamente diagnosticata e stigmatizzata per potermene finalmente giustificare con consorte ed amici. Ebbene questo momento è arrivato grazie al nuovo DSM V , appena pubblicato. Finalmente una dignità nosologica per noi collezionisti, un disturbo che è solo nostro, isolato dalla massa degli altri. Finalmente il “disturbo da accumulo patologico” ci differenzia da tutti gli altri ossessivi, e solo noi ossessivi sappiamo quanto ci sia necessario distinguere i nostri prodotti escrementizi da quelli altrui (ricordate la famosa cacca blu freudiana che il paziente sognava di riuscire a riconoscere dovunque andasse a finire?).
Come noi molti altri avranno tra poco la fortuna di trovarsi entomologicamente spillati nell’elenco di oltre 370 malattie mentali, un numero che aumenta ad ogni nuova edizione del famoso manuale (nella prima edizione degli anni cinquanta erano solo 70). Fortuna che ne sono usciti gli omosessuali (gli “egosintonici” nel 1974 e gli “egodistonici” solo nel 1990!) e le persone tristi, pardon, affette da “tristezza”, ma solo l’anno scorso e ancora una volta grazie ad una insurrezione bonomiana tipo “depressi di tutto il mondo unitevi” contro gli estensori della nuova edizione. Continua a leggere→

Gruppi di parola per bambini: un progetto importante ma a “costo zero”

Ho una cara amica che lavora come psicologa all’Asl di Milano. La conosco da più di dieci anni, da quando i nostri figli hanno iniziato il nido, rigorosamente comunale, insieme.

In questi dieci anni ho avuto la possibilità di conoscere la passione che mette nel suo lavoro, ma anche la fatica che le richiede.
Lei, con tre figli maschi, che come tutti i figli maschi spesso la fanno impazzire, lavora con i bambini maltrattati, con i padre abusanti, con le madri in difficoltà, con le famiglie disagiate.
Da quasi tre anni, il servizio dell’Asl dove lavorava quando l’ho conosciuta (Centro di psicologia del bambino e dell’ascolto) ha chiuso e lei è stata trasferita al Consultorio di Via Boifava, quartiere di Gratosoglio, che presenta una realtà sociale complessa. Continua a leggere→

Povertà: un fenomeno in rapida ed estesa evoluzione

113514354-3e269016-1326-4ab2-a040-4d51628fecbdLa povertà cresce velocemente e l’impatto del fenomeno preoccupa tutti. Soprattutto espone i servizi territoriali al forte rischio di non riuscire a gestire la domanda. Non è implicato solo il welfare sociale o assistenziale, è coinvolto su più fronti il sistema pubblico: casa, lavoro, formazione, assistenza.

Daniela Mesini e Antonio Tosi hanno descritto questa situazione in modo molto chiaro. Continua a leggere→

Alla ricerca del treno delle opportunità: restare o andare?

di Elena Giudice*

FOTO 7Un mese fa una famiglia sud-americana – lui peruviano e lei ecuadoregna – con cui lavoro per difficoltà familiari, mi comunicano che hanno deciso di tornare in Sud America, o meglio di andare in Sud America. Perchè andare? Perchè entrambi sono venuti in Italia da piccoli però sentono che qui, nel paese che li ha accolti, non ci sono opportunità per loro, nè per la loro bambina. Pochi giorni dopo vengo a sapere che anche la madre di un ragazzo adolescente che frequenta il gruppo genitori che facilito ha deciso di tornare in Ecuador. E poi, un padre che tempo fa è venuto in Comune a chiedere un aiuto perchè ha perso il lavoro e non riesce a pagare mutuo e bollette sta pensando di emigrare in Sud America. Cosa sta accadendo? Leggo giornali e blog e penso che forse è l’idea di avere opportunità per il futuro che li porta a decidere per una nuova emigrazione. Sì perchè queste tre storie hanno in comune l’immigrazione – in Italia o ‘su al nord’. Continua a leggere→

Badare non basta

1759-7 Badare non basta-2_cop_14-21Siamo in una fase delicata, in cui la percezione diffusa tra gli operatori dei servizi (sociali e sociosanitari, residenziali e domiciliari) e i primi dati disponibili (tra questi la diminuzione delle liste d’attesa per le case di riposo) indicano che la crisi ha delle ricadute sulle vite delle persone singole e su quella delle famiglie, anche in relazione alle scelte di caregiving nei confronti di anziani e anche di bambini. C’è un’evidente correlazione tra la chiusura di alcune imprese e aziende, la nuova posizione ‘esistenziale’ di donne over 50 anni, che faticano a ricollocarsi nel mondo del lavoro, e l’azzeramento delle liste d’attesa in casa di riposo o dei nidi. Sembrerebbe che queste nuove condizioni portino le donne in particolare a farsi carico di genitori anziani e nipoti, molto più che fino a qualche anno fa, in cui si registrava la tendenza opposta. Continua a leggere→