Roma, domenica pomeriggio di sole cocente. Mentre in città i turisti passeggiano per le strade insolitamente chiuse al traffico, e i bikers si radunano in San Pietro per la benedizione papale, nella piccola sala riunioni di una parrocchia si discute di lavoro domestico e di cura. È la “Giornata internazionale delle lavoratrici e dei lavoratori domestici” che celebra l’anniversario dell’adozione, il 16 giugno 2011, della Convenzione 189 da parte dell’Organizzazione Internazionale del Lavoro. Continua a leggere→
28 maggio. Come tutte le mattine che non iniziano stile trottola impazzita, mi preparo una colazione ‘riflessiva’, apro il computer e leggo i giornali online. Leggo, e mi sento su un pianeta estraneo, triste. Ecco le notizie che mi accolgono alle 8 del mattino: ‘Picchiano e insultano bimbi di quattro anni: arrestate due maestre’ e pochi giorni prima ‘Barletta, arrestata maestra per “maltrattamenti aggravati” su studenti’. Bevo il caffè e metto insieme i pensieri che all’inizio sono semplicemente ‘ma cosa cavolo sta succedendo agli adulti?’. Continua a leggere→
“Psychiatry’s Guide is out of touch with science, experts say” titola il New York Times di lunedi 6 maggio. Questo è il risultato, non c’è validità scientifica alcuna malgrado l’enorme accumulo sincretico di singole “evidenze” durato quasi 10 anni.
Il risultato è un nuovo DSM che lascia scontenti tutti, gli organicistici come gli psicologisti per non parlare degli ultimi moicani: i sociologisti. I primi sono ovviamente ipercritici perché ritengono correttamente che non si possa parlare di un’entità nosografica discreta fintanto che non se ne individua un’origine chiara (leggi markers biologici o modelli genetici). Gli altri sono scontenti perché affezionati alla romantica idea del soggetto incomparabilmente unico o della cattiveria della società capitalistica. Continua a leggere→
Attendevo da anni che la mia passione collezionistica fosse adeguatamente diagnosticata e stigmatizzata per potermene finalmente giustificare con consorte ed amici. Ebbene questo momento è arrivato grazie al nuovo DSM V , appena pubblicato. Finalmente una dignità nosologica per noi collezionisti, un disturbo che è solo nostro, isolato dalla massa degli altri. Finalmente il “disturbo da accumulo patologico” ci differenzia da tutti gli altri ossessivi, e solo noi ossessivi sappiamo quanto ci sia necessario distinguere i nostri prodotti escrementizi da quelli altrui (ricordate la famosa cacca blu freudiana che il paziente sognava di riuscire a riconoscere dovunque andasse a finire?).
Come noi molti altri avranno tra poco la fortuna di trovarsi entomologicamente spillati nell’elenco di oltre 370 malattie mentali, un numero che aumenta ad ogni nuova edizione del famoso manuale (nella prima edizione degli anni cinquanta erano solo 70). Fortuna che ne sono usciti gli omosessuali (gli “egosintonici” nel 1974 e gli “egodistonici” solo nel 1990!) e le persone tristi, pardon, affette da “tristezza”, ma solo l’anno scorso e ancora una volta grazie ad una insurrezione bonomiana tipo “depressi di tutto il mondo unitevi” contro gli estensori della nuova edizione. Continua a leggere→
Negli ultimi mesi spesso mi è capitato di sentire paragonare il numero di disoccupati a quello degli abitanti di una città oppure a quello della forza lavoro di imprese ai più conosciute. Tutte le volte che ho sentito fare questo paragone l’ho trovato molto efficace. È stato per me come rendere più tangibile questo fenomeno che non è scontato comprendere nelle sue dimensioni. Successivamente ho pensato all’effetto che poteva fare adottare la stessa logica, ma per dare maggior sostanza a fenomeni positivi. Prendiamo il volontariato in Lombardia: stando ai dati del Registro regionale del volontariato i volontari attivi nelle sole organizzazioni di volontariato sono all’incirca 240.000, più dei residenti dell’intera provincia di Lodi. E tale dato con ogni probabilità è sottostimato non tenendo conto di chi si impegna in realtà informali non ancora strutturate. Continua a leggere→