Archivi tag: professioni sociali

La psichiatria, tra il pessimismo di Mario Tobino e la poetica di Ungaretti

di Davide Pizzi*

sono una creaturaIl medico psichiatra e scrittore Mario Tobino ha ottenuto meno consensi e palcoscenici rispetto al suo collega Franco Basaglia, e per queste ragioni è poco conosciuto, ricordato e citato. Egli, che ha lasciato un’indimenticabile memoria sulla sua esperienza psichiatrica nel manicomio di Lucca [1], manifestò la sua contrarietà alla legge 13 maggio 1978, n. 180 e scrisse queste parole al suo assistente: “Questa legge 180 ha del buon principio, ma come spesso in Italia accade saranno problemi. I malati vanno curati e amati. I politici guasteranno tutto… come sempre. Ma resteremo soli e la moda vincerà. Addio malati, cari compagni della mia vita”. Continua a leggere→

Il signor Gino e la murocrazia

di Davide Pizzi*

muro con occhioQuesto articolo vuole essere un omaggio ad alcuni utenti che ho incontrato nel mio cammino professionale, che con la loro schiettezza hanno saputo trasmettermi riflessioni profonde e pragmatiche, tramite dei semplici: “Perché?” “Che senso ha?” Senso pratico che certe volte, tra mille elucubrazioni, anche a noi operatori può capitare di smarrire. Continua a leggere→

Siamo o non siamo promotori di giustizia sociale?

hands-1022028__180di Elena Giudice*

L’articolo di Joanna Nicolas, pubblicato su The Guardian il 20 ottobre scorso, esplicita il punto di vista dell’autrice sui motivi per cui nella tutela dei minorenni non si persegue realmente un  fondamento della professione: la giustizia sociale.
La Nicolas racconta che è diventata assistente sociale a causa di una forte sensazione che il mondo fosse ingiusto. Ma lavorare nel campo della tutela dei minorenni le ha mostrato che la giustizia non è una priorità. Immediatamente, il suo punto di vista mi ha fatto risuonare tanti campanelli che neanche l’arrivo della slitta di Babbo Natale! La pancia mi urlava ‘ha ragione’. Poi, con calma, ho diradato l’emozione – almeno per oggi! – e riflettuto che concordo in parte con questa percezione. Solo in parte però. E i però sono dovuti principalmente ai motivi specifici per cui secondo la Nicolas non si perseguirebbe la giustizia sociale. L’Italia non è la Gran Bretagna. Continua a leggere→

“Il tiro con l’arco”: uno spunto zen nel lavoro sull’autodeterminazione

Michelangelo_buonarroti,_schiavo_detto_atlante,_1525-30_ca.,_04di Davide Pizzi*

Docente di filosofia a Heidelberg (Germania), Eugen Herrigel nel 1924 fu invitato dall’Università Imperiale di Sendai (Giappone) a tenere dei corsi. Giunto in terra nipponica chiese e ottenne l’opportunità di apprendere l’arte del tiro con l’arco diventando allievo presso uno dei maggiori maestri di quel periodo: il maestro Awa. Terminato il suo incarico di docenza nel 1929, tornò in Europa, e nel 1948 pubblicò uno dei primi libri che contribuì a introdurre in occidente il pensiero Zen. Il famoso libro s’intitola, per l’appunto: Lo Zen e il tiro con l’arco. Continua a leggere→

Quali Servizi per le persone con disabilità complesse?

di Roberto Cerabolini*

labirintoNel panorama delle disabilità, che talvolta viene presentato come l’ambito nel quale minori sono stati gli effetti negativi della riduzione della spesa sociale, non tutti gli individui possono facilmente trovare accoglienza nei Servizi specifici.

E’ il caso di chi presenta disabilità complesse, o doppia diagnosi. Continua a leggere→