Una tragedia con tante implicazioni sociali e politiche

foto repubblicaCi muoviamo su una sottile linea rossa, un confine fragile e allo stesso tempo tremendamente forte. Adam Kabobo in preda alla follia uccide per strada a Milano. È un “senza fissa dimora”, una persona ai margini, con un’espulsione sulle spalle, un ricorso chiesto contro la stessa richiesta di espulsione. Davide Carella, 21 anni, non ce l’ha fatta, Alessandro Carolè, 40 anni, era morto sul colpo, Ermanno Masini, 64 anni, è grave in ospedale, lotta tra la vita e la morte. La politica ha fatto il suo commento, opposto: il sindaco Pisapia e la Lega Nord, l’uno a cercare di comprendere l’incomprensibile con la sua presenza pacata, l’altra (o gli altri) irrompendo in un silenzio attonito con il banchetto nel quartiere della strage, per dire no all’”invasione”.

L’invasione degli invisibili, in realtà. Ieri un articolo titolava “Il mistero di Kabobo, il fantasma
che si trasforma in un assassino“, poi le 4 molotov piene di benzina sono state trovate davanti a un centro di assistenza per rifugiati politici a Milano, quartiere Greco, accanto a Niguarda dove è avvenuta la tragedia.

Filippo Azimonti prova a parlarne dal suo Blog su Repubblica.

Infine un nuovo intervento di Francesco Merlo.

Perché ripartire dai margini

In occasione del convegno di presentazione dell’iniziativa di Prospettive Sociali e Sanitarie “Disegniamo il welfare di domani” Franca Manoukian ha fatto un intervento riprendendo alcune delle ipotesi in campo (dal minuto 4’07”), in questa fase di cambiamento che il sistema welfare sta vivendo.

“E’ necessario risvegliare interessi e investimenti positivi nelle cosiddette problematiche sociali, sempre relegate ai margini, perchè sono le problematiche degli sfigati, di quelli che non ce l’hanno fatta. Bisogna portare alla ribalta le problematiche […] delle parti deboli della società […] è da lì che bisogna partire per cercare di aiutare le persone a vedere questi problemi, quelli della deprivazione, dell’emarginazione, del declino, del degrado, perchè se queste situazioni sono vissute da alcuni pesano su tutti, perchè tutti siamo implicati nella costruzione di condizioni di vita accettabili”

In Europa per capire cos’è l’innovazione sociale

Innoserv è un progetto di supporto per la costruzione di una piattaforma sociale sui servizi innovativi. L’obiettivo generale a cui la piattaforma risponde è quello di delineare i principali fattori che portano innovazione nelle politiche sociali in Europa e di diffondere le proposte innovative che già oggi mettono in atto tali linee innovative. Flavia Pesce e Chiara Crepaldi di IRS hanno partecipato come partner a questo grande progetto di ricerca europeo, contribuendo dapprima alla stesura di un corposo report di analisi della letteratura internazionale con esperti di altri paesi europei, su cosa si intende per innovazione sociale da diversi punti di vista. Successivamente selezionando le esperienze innovative italiane che, insieme a quelle degli altri paesi europei, hanno contribuito a costruire un database con 160 servizi o progetti innovativi.

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Continuiamo a conciliare per costruire il nostro Piano C

PianoC

Mi è capitato in passato un paio di volte di scrivere di Piano C. Ora siamo a 6 mesi dalla sua apertura e inaugurazione, sono una coworker, purtroppo non riesco a partecipare alla vita della community come vorrei, ho potuto apprezzare il cobaby anche se usiamo prevalentemente l’asilo nido. Certo scusate, vi starete chiedendo cos’è Piano C. Continua a leggere→

Io Concilio: un progetto pilota sui Navigli a Milano

Immagine Soluzioni concrete alle difficoltà della conciliazione famiglia-lavoro possono nascere dal basso, sul territorio dai genitori che vivono sul territorio? È la scommessa del progetto “Io concilio” lanciato dall’Assessorato al Benessere, Qualità della Vita, sport e tempo libero del Comune di Milano nell’ambito del “Piano Territoriale per la Conciliazione dei Tempi Vita Lavoro sul territorio della Provincia di Milano”, e affidato sul territorio a Radiomamma.it, portale web dedicato alle famiglie di Milano con bambini 0-10 anni.
Carlotta Jesi, fondatrice di Radiomamma, e Giovanna Ranci, sua collaboratrice, hanno lavorato su un doppio binario: a livello cittadino, proponendo un questionario sul web e mappando i servizi innovativi in termine di conciliazione già presenti a Milano, e a livello di quartiere coinvolgendo le famiglie e le scuole della zona Navigli in maniera giocosa e colorata. Continua a leggere→