Tradurre è un po’ tradire, ovvero “best practices” e “buone pratiche”

di Davide Pizzi *, Angelo Bozzoni **

Burn out

Burn out

Un noto adagio popolare indica quanto sia difficoltoso il lavoro della traduzione: tradurre è un po’ tradire! In alcuni casi non si può fare altrimenti, due sistemi linguistici non sempre hanno in comune gli stessi vocaboli. C’è da dire però, che noi italiani abbiamo il mal vezzo di tradurre liberamente, e in alcuni casi di esagerare, fino al punto di trasporre altro rispetto all’originale, anche quando si dispongono di vocaboli identici in comune tra l’italiano e la lingua madre dell’opera. Numerosi esempi esplicativi li troviamo facilmente nei titoli dei film esteri, di frequente tradotti in altro modo, che persino lo stesso autore farebbe fatica a comprendere che si tratta del suo film!

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“Ri-abilità”: un progetto di counseling in corsia

di Alessandra Doneda*

Ri-abilitàIl progetto “Ri-abilità” nasce dalla ricerca “Competenze e bisogni formativi nel sistema socio-sanitario pavese e lombardo. Criticità e nuove sfide” svolta nel 2011 dal Centro Servizi Formazione di Pavia, in collaborazione con Essepi Consulting finanziato da Regione Lombardia (ex dlgs 231 per gli enti formazione e lavoro). E’ stato sperimentato all’interno di due reparti dell’Istituto Santa Margherita di Pavia, dell’Azienda di Servizi alla persona.

Nello specifico il progetto voleva affrontare in modo innovativo ciò che è emerso nell’indagine come necessità urgente proprio dagli operatori intercettati: il bisogno di competenze di natura soft come l’ascolto, la comunicazione e l’umanizzazione delle cure, sia nel costruire buone relazioni con pazienti e famiglie, sia nel gestire relazioni con colleghi in un contesto professionale stressato da sofferenza e malattia. Continua a leggere→

“Un posto al sole”: il sociale dalla parte del sociale

TV: "Un posto al sole" festeggia le 4mila puntateUn paio di settimane fa Un posto al sole ha festeggiato 4000 puntate. Per chi non la conoscesse è la soap italiana più longeva di sempre, in onda tutti i giorni dopo Blob su Raitre.

Ho sviluppato una curiosità, non tanto per le storie, per le quali comunque riconosco un’arte, ben diversa da quella di Beautiful o delle soap sudamericane, piuttosto per gli sviluppi sociali delle storie. D’altra parte #UPAS è una soap sociale, lo dichiarano gli attori, gli autori e te ne accorgi guardando qualche puntata. Continua a leggere→

Quando i social network formano comunità

di Francesca Longobardi*

locandina Socialinstep - Quando i social network possono formare comunitàLa cittadinanza (quella consapevole), essendo i servizi pubblici sempre meno capaci di rispondere alle esigenze della popolazione, cerca oggigiorno, con maggiore forza, di entrare nell’arena della decision making e di trovare spazi di condivisione. Abbandonata la regola della delega, i cittadini si assumono la responsabilità di essere e di fare i cittadini. Gli strumenti utilizzati sono molteplici e tra i tanti c’è l’uso dei social network. Essi hanno cambiato radicalmente il nostro modo di vivere. Invece dei giochi da tavola, preferiamo quelli sullo smartphone. Qualsiasi cosa ci capiti lo imprimiamo in un tweet. E tra le altre attività, nei social network facciamo anche politica e affermiamo da che parte stiamo. Grazie a loro, il nostro senso di appartenenza cresce e si rafforza. Social Street è uno dei tanti esempi di come possiamo utilizzare le nuove tecnologie per formare comunità. Di cosa si tratta? I passaggi sono a grandi linee questi: si apre un gruppo su facebook con lo stesso nome del quartiere in cui si risiede e si invitano tutti i vicini “amici”. Semplice. La voce si sparge ed il buon rapporto di vicinato diventa una possibilità. Continua a leggere→

I due committenti!

di Davide Pizzi *

il processo

Definizione Committente secondo la definizione del dizionario Treccani: «Chi commette, cioè ordina ad altri l’esecuzione di un lavoro, di una prestazione, o l’acquisto di una merce per conto proprio». Avendo fatto chiarezza sul significato del termine, occorre farne ulteriore per chi lavora nei servizi pubblici, dando delle risposte a una serie di domande: «Chi è il mio committente? Abbiamo un committente? Esistono più committenti? C’è un ordine d’importanza e/o di priorità da rispettare tra i due committenti?». Continua a leggere→