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L’insicurezza e la paura del cittadino: timore del crimine e rischio effettivo

di Anna Paola Lacatena*

La crescita delle città nella seconda metà del XX secolo, il cambiamento dei modelli di vita e l’alta concentrazione urbana hanno modificato sostanzialmente le caratteristiche dello spazio pubblico urbano, e ciò ha determinato un diverso rapporto tra gli abitanti e la città stessa: si è, così, passati dal “rischio della città” alla “città del rischio” (Nocenzi, 2001).

E’ noto che il timore del crimine non sempre è in proporzione al rischio criminale. Negli ultimi anni se la criminalità si è mantenuta entro limiti e tassi di sviluppo “fisiologici”, la paura, soprattutto nei grandi centri urbani, è cresciuta (Travaini, 2002). Ovvero, si riscontra talora che la “vittimizzazione vicaria”, cioè la conoscenza di reati occorsi nel proprio circondario o il racconto fatto da persone che sono state vittime, incide sulla paura più ancora di quanto non faccia la vittimizzazione diretta (d’altro canto l’ansia è per definizione anticipatoria) (ibidem, 2002, pp. 42-56). E’ del pari noto che spesso se il rischio di subire un reato predatorio cresce con l’innalzarsi del livello sociale, la paura è, viceversa, inversamente proporzionale al ceto (Barbagli, 2002). Continua a leggere

Ho cenato Ingalera

logo-ingaleradi Diletta Cicoletti*

Il ristorante ha aperto alla fine di settembre, si trova a Bollate, nel carcere tanto noto per aver innovato, sperimentato, provato una relazione diversa tra “dentro” e “fuori”.

L’arrivo

Si arriva un po’ a fatica, al carcere di Bollate, non ci sono tante indicazioni, forse una. Ma ci sono molte strade possibili che nel buio rischiano di diventare un labirinto anche per chi il luogo lo frequenta. Rischi di arrivare al carcere di Bollate sempre da strade diverse.

Il parcheggio è enorme, le macchine pochine. Sullo sfondo, appena oltre la strada, le macerie di Expo. Tutto spento. Niente code, niente di niente. Anche se sappiamo che useranno presto nuovamente quello spazio, visto così è una struttura fantasma. Dall’altro lato il carcere: due modi opposti di confrontarsi con la vita, fino a qualche mese fa così vicini e così lontani, oggi incredibilmente simili. Continua a leggere