Archivi tag: professioni sociali

Tradurre è un po’ tradire, ovvero “best practices” e “buone pratiche”

di Davide Pizzi *, Angelo Bozzoni **

Burn out

Burn out

Un noto adagio popolare indica quanto sia difficoltoso il lavoro della traduzione: tradurre è un po’ tradire! In alcuni casi non si può fare altrimenti, due sistemi linguistici non sempre hanno in comune gli stessi vocaboli. C’è da dire però, che noi italiani abbiamo il mal vezzo di tradurre liberamente, e in alcuni casi di esagerare, fino al punto di trasporre altro rispetto all’originale, anche quando si dispongono di vocaboli identici in comune tra l’italiano e la lingua madre dell’opera. Numerosi esempi esplicativi li troviamo facilmente nei titoli dei film esteri, di frequente tradotti in altro modo, che persino lo stesso autore farebbe fatica a comprendere che si tratta del suo film!

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“Ri-abilità”: un progetto di counseling in corsia

di Alessandra Doneda*

Ri-abilitàIl progetto “Ri-abilità” nasce dalla ricerca “Competenze e bisogni formativi nel sistema socio-sanitario pavese e lombardo. Criticità e nuove sfide” svolta nel 2011 dal Centro Servizi Formazione di Pavia, in collaborazione con Essepi Consulting finanziato da Regione Lombardia (ex dlgs 231 per gli enti formazione e lavoro). E’ stato sperimentato all’interno di due reparti dell’Istituto Santa Margherita di Pavia, dell’Azienda di Servizi alla persona.

Nello specifico il progetto voleva affrontare in modo innovativo ciò che è emerso nell’indagine come necessità urgente proprio dagli operatori intercettati: il bisogno di competenze di natura soft come l’ascolto, la comunicazione e l’umanizzazione delle cure, sia nel costruire buone relazioni con pazienti e famiglie, sia nel gestire relazioni con colleghi in un contesto professionale stressato da sofferenza e malattia. Continua a leggere→

Ricomporre il sociale?

di Sergio Pasquinelli *

Ricomporre il sociale?

Stefania, vent’otto anni, non è riuscita a fare entrare il figlio al nido. Per tenere il suo lavoro da precaria ha bisogno della madre, che però abita lontano. Ha sentito due amiche che abitano in zona per vedere di trovare una baby sitter in comune, ma è un’impresa titanica far combaciare esigenze e orari.

Paolo, ottant’anni e non autosufficiente, riceve l’indennità di accompagnamento: 504 euro al mese che aiutano, ma certo non gli bastano, a pagare una badante. In più viene assistito per qualche ora alla settimana dal Comune. Ciascuno dei tre – Comune, badante e Commissione certificatrice dell’Asl –  opera uno all’insaputa dell’altro. Nessuna connessione.
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Tra il dire e il (wel) fare c’è di mezzo il mare. La crescita del bisogno di ascolto da parte dei cittadini che si rivolgono ai servizi

di Davide Pizzi *

imageBen altri erano i tempi in cui la poesia ermetica con successo accentrava in pochi versi pensieri molto profondi: es. m’illumino d’immenso. Non altrettanto si può affermare oggi rispetto al linguaggio stringato, anoressico e per nulla “luminoso” della politica, delle istituzioni e di chi le amministra, concentrato e telegrafato, che utilizza sempre più i mezzi di diffusione mediatici, che impongono per loro natura, limiti di spazio alla comunicazione. Mi riferisco alla moda di comunicare tramite twitter e i social net.

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I tagli al welfare ai tempi della crisi economica: è tempo di ribassi concorrenziali sul costo del lavoro sociale?

di Davide Pizzi*

Pizzi Davide_ Bandiera ItalianaLe statistiche negli ultimi anni parlano chiaro: la spesa sociale in Italia diminuisce drasticamente anno dopo anno. È forse questo uno dei pochi dati inequivocabili che non necessita di essere sottoposto a ulteriori studi di analisi dell’interpretazioni dei numeri percentuali di un fenomeno, perché in questo caso si può affermare con certezza che è vera l’affermazione che “la matematica non è un’opinione!” Sulla scia di questa tendenza si inseriscono le privatizzazioni e le esternalizzazioni dei servizi, tra cui quelli dedicati alle persone. Alcuni studi dimostrano invece, che privatizzare non produce affatto risparmio, come nemmeno miglior qualità del servizio.
Il concetto è sintetizzabile con questo gioco di parole: liberare per liberalizzare, liberalizzare per liberarsi! In altre parole, offrire la possibilità di decidere se mantenere o meno un servizio a completa gestione pubblica, oppure di liberalizzarlo in modo da essere “libero” da alcune responsabilità. Continua a leggere→