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Antropologia ecologica della felicità

Cultura, arte, teatro, partecipazione, arte, teatro, benessere, salute. Un progetto di arte partecipata che utilizza la ricerc/Azione.

Foto: Pino Fiumanò, Progetto Umanizzazione dei luoghi di cura. Torino 2018

di Giuseppe Fiumanò*

Umanizzazione dei luoghi di cura. Costruire luoghi e spazi di ben-essere per curati e curanti delle sale operatorie generali dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino è un progetto di ricerca antropologica per una nuova ecologia della felicità.

Diciamo meglio un’azione psicosociale complessa di resilienza, un progetto di Teatro Sociale e di Comunità (TSC) e insieme un nuovo e innovativo format in ambito sanitario. Si è infatti utilizzata per la prima volta, all’interno di questa azienda ospedaliera, una metodologia progettuale partecipata di ricerc/Azione dove i professionisti del servizio hanno collaborato a ridisegnare insieme gli spazi del loro quotidiano lavoro a contatto con la malattia, la sofferenza e la morte. Lo hanno fatto a partire da una precisa e condivisa condizione umana e professionale, quella di chi si trova a vivere una sofferenza e un profondo smarrimento per un lutto: la perdita improvvisa, in circostanze tragiche, di una cara collega. Questo il dato di mappatura dal quale si è partiti. Condizione umana condivisa dal gruppo che ha dato origine al bisogno espresso: abbiamo bisogno come curanti di prenderci cura di noi. Un progetto di ri-nascita dunque dei singoli professionisti, di un gruppo e della comunità. E’ nata la voglia di parlarsi, di ricostruire un senso al proprio agire. Continua a leggere

“Tra due vite”

copj170.asp

di Francesca Susani*

La segnalazione dell’uscita del volume era nella posta accumulata di settembre. Non so neanche se fosse arrivata durante l’estate o dopo, quando ancora stavo cercando di smaltire l’accumulo di agosto.
Di segnalazioni di questo tipo ne riceviamo tante, e velocemente ho risposto “si, certo, mandatecene una copia, grazie”.
Mi sono poi soffermata un momento di più sulla mail successiva dell’autrice che mi ringraziava dell’attenzione, mettendosi a disposizione per eventuali altre richieste.

Ma è stato solo quando ho avuto il libro in mano, con quella bella copertina così significativa e azzeccata, che mi sono resa veramente conto della storia che mi aspettava… E mi sono messa a leggere. Continua a leggere