Archivi tag: operatori sanitari

Covid-19 – Spunti di riflessione sull’impatto della pandemia sugli operatori sanitari di front line

di Carmelo Guarino*

Premessa

La repentinità e l’imprevedibilità delle dinamiche epidemiologiche della malattia da Sars-CoV-2, nonché le conseguenze drammatiche sia sul piano della morbilità che della mortalità, hanno costretto i sistemi sanitari di tutto il mondo, alla revisione dei modelli organizzativi, delle strategie decisionali, nonché delle dinamiche e delle decisioni terapeutico-assistenziali. Tali interventi, pur risultando efficaci sia in termini clinici che organizzativi, talora si sono rivelati fortemente ansiogeni e destabilizzanti per gli operatori sanitari, non solo per le dinamiche epidemiologiche ancora avvolte da un alone di indeterminatezza e inconoscibilità, ma anche per le preoccupazioni e le paure legate alle dimensioni più strettamente clinico-assistenziali (Spoorthy, Pratapa, Mahant, 2020; Kang et al., 2020). L’ansia e l’angoscia di essere contagiati dal Covid-19 hanno determinato negli operatori sanitari sindromi al limite della patologia mentale rendendo urgente la necessità di creare, mediante il ricorso a team multidisciplinari di esperti, reti di supporto adeguate ed efficaci a sostegno degli operatori (Sonis et al., 2020; Cadena-Estrada et al., 2020). Continua a leggere

Antropologia ecologica della felicità

Cultura, arte, teatro, partecipazione, arte, teatro, benessere, salute. Un progetto di arte partecipata che utilizza la ricerc/Azione.

Foto: Pino Fiumanò, Progetto Umanizzazione dei luoghi di cura. Torino 2018

di Giuseppe Fiumanò*

Umanizzazione dei luoghi di cura. Costruire luoghi e spazi di ben-essere per curati e curanti delle sale operatorie generali dell’Azienda Ospedaliera Ordine Mauriziano di Torino è un progetto di ricerca antropologica per una nuova ecologia della felicità.

Diciamo meglio un’azione psicosociale complessa di resilienza, un progetto di Teatro Sociale e di Comunità (TSC) e insieme un nuovo e innovativo format in ambito sanitario. Si è infatti utilizzata per la prima volta, all’interno di questa azienda ospedaliera, una metodologia progettuale partecipata di ricerc/Azione dove i professionisti del servizio hanno collaborato a ridisegnare insieme gli spazi del loro quotidiano lavoro a contatto con la malattia, la sofferenza e la morte. Lo hanno fatto a partire da una precisa e condivisa condizione umana e professionale, quella di chi si trova a vivere una sofferenza e un profondo smarrimento per un lutto: la perdita improvvisa, in circostanze tragiche, di una cara collega. Questo il dato di mappatura dal quale si è partiti. Condizione umana condivisa dal gruppo che ha dato origine al bisogno espresso: abbiamo bisogno come curanti di prenderci cura di noi. Un progetto di ri-nascita dunque dei singoli professionisti, di un gruppo e della comunità. E’ nata la voglia di parlarsi, di ricostruire un senso al proprio agire. Continua a leggere