Archivi categoria: Parole

Quando inizierà l’Anno Nuovo delle Donne?

di Marina Cenzo*

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Laurie Penny

Internazionale del 11.01.2013 pubblica “L’anno nuovo delle donne”, un articolo di Laurie Penny, giornalista britannica, columnist del settimanale New Statesman e collaboratrice con The Guardian.

In questa analisi la giornalista, partendo da un Twitter del capo della polizia britannica di Hastinfs, Hearther Keating, che, nella notte del 31.12.2012 esortava le donne a non bere troppo per poi pentirsene, fa un analisi critica, attenta e sottile della “cultura dello stupro”. Rileva la giornalista che ancora ai giorni nostri spesso la donna viene tacciata di mettersi nella condizione di essere stuprata, retaggio di antichi stereotipi che vogliono la donna emancipata e autonoma, terreno di caccia libera. Ma è anche vero, sottolinea la giornalista, che spesso questi tipi di “consigli”, di viaggiare a testa bassa, sotto tono, senza dare troppo nell’occhio, vengono dati alle donne non dai soliti misogini ma, invece, proprio dalle persone che vogliono proteggere le donne, amano le donne. Pensiamo alle raccomandazioni che ogni genitore dà ai propri figli quando escono la sera, pensiamo alla differenza tra quelle date ai nostri figli maschi e alle nostre figlie femmine. Anche alla madre più attenta, aperta, emancipata sarà scappato uno “stai attenta, non bere troppo, copriti di più… ”come se l’essere o non essere violentate dipendesse dalla donna, dai suoi comportamenti e non da chi agisce violenza”. Continua a leggere→

“Lentius Profondius Suavius”

di Franco Marengo*

Suggestioni sulla disabilità in un motto di Alexander Langer

lentiusLavorare con la disabilità mette in rapporto le aspettative prestazionali dell’operatore con l’immaginario ideale di modello sociale a cui avvicinare l’utenza per aumentarne la dignità di cittadini.
Abitiamo un contesto richiedente a ogni livello; stimolati ad aumentare competenze, dare risposte più veloci, più efficaci, più economiche, se passiamo dal ruolo di cittadini, fruitori di servizi, a quello di operatori sociali, prestatori di servizi, manteniamo l’attitudine a spingere l’utenza che beneficia delle nostre attenzioni verso il modello a cui tendiamo come ovvio e naturale, il migliore o l’unico possibile.
L’immaginario sociale di riferimento, anche per le aspettative delle associazioni di famiglie di persone con disabilità, è che i propri congiunti abbiano accesso alle opportunità di tutti, che idealmente è legittimo.
Ma il modello ideale sta sfuggendo di mano, è sempre più ideale e meno praticabile. Le opportunità che abbiamo considerato ordinarie e scontate diventano “a rischio di élite” e lo scarto verso la disabilità aumenta.
Vale la pena provare a mettere in discussione questa visione educativa e chiedersi se sia davvero la strada migliore da percorrere “per aiutare i nostri utenti a stare meglio”? Forse vale almeno la pena farsi qualche domanda diversa dall’ordinario per intravedere risposte nuove.
Credo che l’educatore svolga una funzione di “mediazione comportamentale” tra soggetti e contesti, di traduzione di linguaggi, comunicazione tra luoghi, culture del sapere, sensibilità emotive e psicologiche diverse. Continua a leggere→

Fa meno fatica un cammello a entrare in un ago…

di Giulia Ghezzi *

cammello… che un assistente sociale a trovare il tempo di scrivere! E di leggere.
Sembra che il tempo usato per appuntare riflessioni, leggere riviste e informarsi sul web sia “quel di più” che proprio non possiamo regalarci, presi come siamo dal turbinio degli accadimenti quotidiani.
Un po’ è vero: quando le cose sono tante ci si sente più legittimati a lavorare a testa bassa che fermarsi un attimo. Ma io credo che ritagliarsi un momento per scrivere sia un regalo alla propria professione e un antidoto contro il burn-out. Continua a leggere→

Parlare e governare: i migranti nel deserto della politica

1302456265511lampedusa_migranti_newGiusi Nicolini è il sindaco di Lampedusa e Linosa e sul finire dello scorso anno pubblicò una lettera (uscita anche sul numero speciale di dicembre 2012 di PSS) per denunciare l’indifferenza di tutti, istituzioni in primis, nei confronti della tragedia dei migranti. Quelli che riescono a sbarcare nei modi più rocamboleschi sulle coste di Lampedusa, sono comunque costretti ad un limbo per lungo tempo. Giusi Nicolini il 20 luglio 2013 ha pubblicato una nuova lettera rivolta questa volta alle madri dei migranti, soprattutto di coloro che non ce la fanno a raggiungere le coste di Lampedusa. Ma a differenza della precedente lettera questa raggiunge gli onori della cronaca dopo che Lampedusa è stata oggetto di una copertura mediatica mondiale per la prima visita pastorale di Papa Francesco. Continua a leggere→

Il silenzio interiore in città

tappetodi Patrizia Taccani*

In una delle poche domeniche di tempo luminoso e tiepido che la primavera ha regalato alla città di Milano, domenica 26 maggio, un’associazione culturale nata da pochi mesi, “Apriti cielo!” con l’adesione e la partecipazione di numerosi altri gruppi e associazioni, ha lanciato una sfida particolare: trascorrere nell’ex chiesetta all’interno del Parco Trotter un’intera giornata dedicata a fare silenzio, intervallato da momenti di ascolto di esperienze al cui centro vi fosse il silenzio stesso. Il contesto cittadino, paradossalmente (o forse no) è stato quello della festa di quartiere “Via Padova è meglio di Milano”: una due-giorni dedicata a dibattitti, musica, animazione, cinema, teatro, convivialità. Insomma un invito a sperimentare ciò che il silenzio può produrre quando lo si sceglie, come ho fatto io, con molto interesse, con apertura, senza farsi troppe domande preliminari. Continua a leggere→