Archivi categoria: Attualità

Anziani e RSA in tempi di pandemia: i nodi vengono al pettine

di Lidia Goldoni*

Perché le RSA (Residenze sanitarie assistenziali, la corretta traduzione dell’acronimo) e le strutture residenziali sono state focolai di Covid-19?

Solo perché lì vivono vecchi con polipatologie e quindi più esposti e vulnerabili?

Quanto invece hanno contribuito altre carenze presenti in certe strutture residenziali (oltre agli scellerati provvedimenti di trasferimento presi da alcuni decisori politici e tecnici) dal momento che vi sono state residenze che hanno attraversato indenni l’esordio e il protrarsi della pandemia?
I contagi e i decessi nei servizi residenziali sono indicati come avvenuti nelle RSA ma probabilmente le tipologie sono state anche altre (CRA, Case protette, Case di cura, Case di riposo etc.) come definite dalle normative regionali vigenti in materia.

Esistono poi le migliaia di strutture “clandestine” che sfuggono al controllo pubblico.

Quanti sono stati i decessi in questa ultima tipologia si saprà solo quando l’Istat rileverà le difformità numerica con i decessi dello scorso anno. Continua a leggere→

Vivere da soli a Milano durante il Covid

Bisogni e risorse di una popolazione poco studiata

di Graziella Civenti*, Alessandro Magni**, Orleo Marinaro°, Gianna Stefan°°

 

 

 

L’Annuario 2019 dell’Istat evidenzia come le persone che vivono da sole rappresentino ormai a livello nazionale il 33% circa delle tipologie familiari e, soprattutto, come tale dato risulti in costante aumento nel corso degli anni, al contrario delle coppie con figli, anch’esse pari al 33% del totale ma in costante diminuzione.

Le cause di tale fenomeno – che nelle grandi città si presenta con numeri ancora più importanti (a Milano, per esempio, le famiglie unipersonali costituiscono circa la metà dei nuclei familiari) – sono da ricondurre a diversi fattori. Tra questi è opportuno evidenziare le profonde trasformazioni culturali e sociali che hanno visto una pluralizzazione e diversificazione degli stili di vita e che hanno determinato cambiamenti significativi nei tempi e nei modi di formazione della famiglia. Analogamente risulta aver svolto un ruolo non irrilevante nella crescita del numero di persone che vivono da sole l’invecchiamento della popolazione: sempre l’Istat rileva come al 1 gennaio 2019 ci fossero in Italia 173 persone con 65 anni e oltre ogni 100 persone con meno di 15 anni, valore che fa del nostro paese una delle nazioni più ‘vecchie’ al mondo. Continua a leggere→

La fragilità come vaccino comunitario

Considerazioni circa l’impatto della pandemia sul mondo dei servizi per le persone con disabilità e sul lavoro degli operatori

di Riccardo Morelli*

 

Un piccolo virus in un sistema complicato

Possiamo considerare gli accadimenti legati alla pandemia come eventi tragici da lasciarci alle spalle e rispetto ai quali occorre riuscire a ricostituire un equilibrio accettabile.

Possiamo pensare che quanto accaduto sia una parentesi, che il nostro obiettivo debba essere quello di far ripartire i servizi e di farlo in modo da garantire il prima possibile lo stesso livello di prestazioni e di fatturato ante Covid.

Sarebbe un errore.

Il virus rappresenta molte cose. Ha causato eventi terribili, portando dolore e lutto.

Rappresenta però anche uno “stress-test” per la rete dei servizi dei quali ha rivelato fragilità e punti di forza; ci ha detto quali assetti organizzativi e quali legami comunitari preesistenti alla pandemia sono maggiormente funzionali alla tenuta della coesione sociale.

Riuscire a riflettere su questi elementi di tenuta e di fragilità può essere molto importante, perfino urgente, in questa fase, anche e proprio in relazione alle incertezze alle quali siamo esposti. Abbiamo forse la possibilità di correggere il tiro, di mettere a frutto gli apprendimenti di questi mesi. Continua a leggere→

Nonni e nonne, angeli silenziosi nel prezioso-fragile welfare dell’incertezza

di Giovanni Garena* e Luciano Tosco**

 

2 ottobre, Festa dei Nonni: quanti sono e chi sono i nonni e le nonne

In Italia, secondo i dati Istat, sono dodici milioni. Di questi, almeno dieci milioni seguono assiduamente i loro nipoti dagli zero ai quattordici anni producendo, nei fatti, un fondamentale servizio di welfare (peraltro sommerso e silente), dal valore economico virtualmente calcolato in circa 24 miliardi di euro annui.

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Una rete sociale per combattere il Covid-19

di Alice Scabiosi* e Simone Fabiano**

Lodi Vecchio è un Comune di 7.600 abitanti in provincia di Lodi. Per tradizione e storia, i suoi cittadini costituiscono una comunità solidale: lo dimostra l’importante presenza di associazioni di volontariato che operano nei più svariati settori (dall’ecologia all’assistenza sanitaria, dalla cultura allo sport, dalla cura del patrimonio archeologico all’aggregazione giovanile) e la loro stretta collaborazione con il Comune e la Parrocchia.

I servizi sociali hanno sempre svolto un ruolo preminente all’interno degli interventi che, nel corso degli anni, le varie amministrazioni comunali hanno attuato. L’attenzione e la cura delle fragilità sociali hanno rappresentato una sorta di filo rosso che ha connotato le politiche sociali delle amministrazioni nel corso dei vari decenni.  Tuttavia, benché il monitoraggio e il sostegno delle povertà sociali fossero ben strutturati e verificati, Covid-19 ha imposto un rinnovamento dell’assetto dei servizi pubblici, stravolgendo modalità di lavoro collaudate negli anni, e, allo stesso tempo, offrendo la spinta per la creazione di nuove forme di risposta al bisogno. Continua a leggere→