Archivi tag: professioni sociali

Vita affettiva e sessuale di un figlio con disabilità intellettiva

di Roberto Cerabolini *

KIDS-Wallpaper-Cloud-Rose-Ferm-Living-521_29a4cb40-80e4-4e7f-b2a7-9389b10a6ab3_1024x1024Nell’esperienza del Gruppo di AutoMutuoAiuto di genitori con figli disabili intellettivi, che seguo come facilitatore presso la Cooperativa Sociale Fraternità e Amicizia, i temi dell’affettività e della sessualità sono evocati con ricorrenza, e il disorientamento dei genitori in tale ambito appare consistente. Recentemente, il gruppo ha deciso di consultare uno specialista per approfondire l’argomento, e ha poi proseguito il confronto interno, con la collaborazione dei facilitatori (oltre a me anche la pedagogista) che ne condividono il percorso.
Tutti i genitori rintracciano nelle loro esperienze i segni di una dimensione affettiva, che nella vita dei loro figli assume un rilievo, talora assai marcato. Molti notano che il maturarsi della vita affettiva rappresenta, da un lato, un propulsore del percorso evolutivo del figlio, e dall’altro però, un forte elemento di rischio e di criticità. Continua a leggere→

Artigiani sociali 2.0: l’esperienza di Vittorio Zanon

Francesca Longobardi*

vittorio zanon2I professionisti, anche quelli dell’aiuto, stanno iniziando ad abitare i social network e più in generale il web. Vittorio Zanon ha precorso i tempi e ora, esperto delle tecnologie 2.0, è un punto di riferimento di tutta la comunità degli assistenti sociali.

Per Socialinstep.com l’ho intervistato, e qui compare la seconda parte della conversazione. Continua a leggere→

Scripta manent, meglio non farlo

di Giulia Ghezzi *

ghezziPerché è così difficile mettere per iscritto le prestazioni sociali? Perché si fa così fatica a descrivere i contenuti del nostro welfare, le cose che il cittadino può legittimamente aspettarsi, i modi, i tempi, i criteri di accesso, le tariffe?
Dal macro al micro, questa difficoltà a mettere nero su bianco sembra contagiare tutti i livelli decisionali. A livello statale, restano ancora in larga parte inespressi e fumosi gli attesissimi Livelli Essenziali di Assistenza. Anche laddove nominati (art. 22 l. 328/00) sono così general generici da non configurare un diritto soggettivo, quindi qualcosa di esigibile dal cittadino.
Prendiamo il primo in elenco: “misure di contrasto della povertà e di sostegno al reddito”. Quali misure? Destinate a chi? Erogate come? le domande sono tante e nessuna normativa successiva è intervenuta a chiarirle. Forse per non avere nessun obbligo di stanziamento a bilancio, o per mettersi al riparo da eventuali azioni giudiziarie dei cittadini… Continua a leggere→

Crisi economica e servizio sociale: approcci e soluzioni

di Elena Merluzzi *

nature_110003569-012814-intLe categorizzazioni aiutano a comprendere la portata del fenomeno povertà e stimolano l’immaginazione sulle possibili soluzioni. La situazione odierna ci impone una disamina delle motivazioni che inducono molte persone  (una stima che supera il 50% secondo gli ultimi studi effettuati) a richiedere un supporto, un sostegno prevalentemente di natura economica.
A cosa serve una classificazione? Potrebbe indurre in facili schematismi ma potrebbe altresì suggerire possibili soluzioni e risposte. Nell’accezione vasta classificare significa interpretare uno stimolo, un fenomeno, riuscire ad approfondirne gli aspetti. La scelta di classificare, quelli che da molti studiosi vengono definiti “nuovi poveri”, nasce dall’esigenza di comprendere la natura e le motivazioni che inducono una persona a rivolgersi ad un servizio sociale.
E da qui si vuole partire.

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“In a day”

di Francesca Stefanini, Laura Stella Sforza e Laura Bonazzi*

in a dayLa vita non è quella che si è vissuta, ma quella che si ricorda e come la si ricorda per narrarla.
(G.G. Marquez)

Ho guardato con attenzione e molto apprezzato l’ultimo film evento di Gabriele Salvatores “Italy in a Day” , film girato grazie alla collaborazione di oltre 44.000 contributi video inviati da tutte le parti d’Italia. L’esplicita richiesta lanciata dai creatori del film un anno fa, è stata la seguente: “ Il 26 ottobre 2013 prendete una videocamera o un telefonino e filmate la vostra giornata. Filmate una parte importante della vostra giornata, insomma filmate quello che vi sta a cuore.”
Mi ha commosso la capacità degli Italiani di raccontarsi, anche in aspetti intimi e delicati della propria vita e la precisa scelta di raccontarsi tramite un mezzo di comunicazione come la videocamera o il telefono cellulare. Mi ha colpito cogliere in queste immagini tutta la potenza dell’interiorità delle persone, tutto il sommerso che si nasconde appena sotto la coltre di ruoli, di professioni, di categorie…
Raccontare la  propria esperienza umana all’umanità intera, senza cercare interlocuzione, risposta, confronto, dialogo; almeno non una risposta immediata. Raccontare tramite un mezzo apparentemente impersonale, perché così facendo si ha  anche la possibilità di ascoltarsi e di essere ascoltati. Forse da qualcuno, da chiunque, forse da uno, nessuno o centomila. Continua a leggere→