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Costruiamo il Welfare dei Diritti: siamo pronti!

12961582_1163055887047655_3680969241321362569_nVenerdì 8 aprile il terzo appuntamento per una riforma del welfare sociale. 

In questi giorni il gruppo di ricercatori impegnati nelle analisi nel corso del 2015 e 2016 sta ultimando i preparativi per l’incontro di venerdì.

Il percorso è iniziato qualche anno fa: prima “Disegniamo il Welfare di domani”, poi “Costruiamo il Welfare di domani” e adesso, giunti al dunque, proviamo a “Costruire il Welfare dei Diritti”. Continua a leggere

Immaginabili risorse: disabilità e valore sociale

di Maurizio Colleoni*

img2016imrisImmaginabili Risorse: un’idea “provocatoria”?

La convenzione Onu sulla disabilità, approvata anche dal nostro parlamento, si basa su un principio di fondo importante che, grosso modo, suona così: le persone con disabilità hanno gli stessi diritti di tutte le altre persone, entrando poi nel dettaglio di questa affermazione così impegnativa.

Vorrei partire da qui per presentare e discutere un punto di vista attorno alla disabilità, rappresentato dalla rete di “Immaginabili risorse”, un circuito di realtà che si è aggregato attorno ad una idea particolare. L’idea che si possa contribuire a concretizzare il principio appena esposto attraverso il coinvolgimento e la partecipazione delle persone con disabilità, e di chi si occupa di loro (in particolare i servizi diurni e residenziali) al miglioramento della qualità della convivenza nei nostri contesti di territorio. Continua a leggere

Succede nel Regno Unito…!

Come facilitare la cura della salute mentale per le persone con disabilità intellettiva

di Roberto Cerabolini *

Immagine cerabolini“No Health Without Mental Health”[1]

Nel Regno Unito cresce la consapevolezza sull’importanza di facilitare l’accesso ai servizi per la salute mentale anche per le persone con disabilità intellettiva. Si è riconosciuto che vi sono disparità nel modo in cui sono prese in carico dai servizi sanitari e sociali. Queste persone e le loro famiglie hanno ancora grande difficoltà ad accedere ai servizi di salute mentale rispetto ad altri gruppi sociali.

Il sistema sanitario di quel Paese si è posto da tempo (Disability Discrimination Act, 1995) l’obiettivo di promuovere l’uguaglianza dei diritti di accesso alle cure per tutti. Dal 2005, constatando la mancanza di professionisti esperti nell’operare con persone che hanno contemporaneamente una disabilità intellettiva e problemi di salute mentale, è stato introdotto in via prioritaria l’impegno di superare la tradizionale separazione tra i servizi psichiatrici e i servizi per la disabilità (Mental Capacity Act, 2005). Molte persone con difficoltà di apprendimento possono raggiungere una condizione di vita piena e gratificante, sperimentando benessere fisico, mentale e sociale. Tuttavia, vi sono prove che suggeriscono che ci sono ancora molte barriere per consentire loro il sostegno necessario per condurre una vita sana, soprattutto quando presentano diagnosi complesse. Gli individui con disabilità intellettiva risultano avere nel Regno Unito un’aspettativa di vita più breve della popolazione generale: una differenza di 13 anni per gli uomini e 20 per le donne. Esse presentano inoltre maggiori probabilità di sviluppare problemi di salute mentale.[2] Continua a leggere

Quando muore una persona della quale ci prendiamo cura

di Pierluigi Emesti*

Disegno di Irene Esposito

Disegno di Irene Esposito

Vorrei provare a condividere delle emozioni e delle riflessioni che mi stanno sorgendo dal cuore, dalla pancia e dalla testa.

Nel lavoro di cura di persone fragili, capita che si debba assistere a delle morti.
Ogni volta però è necessario secondo me prendersi il tempo necessario per accompagnare la persona dal nostro vissuto quotidiano all’album dei ricordi.

E’ successo recentemente che una ospite del centro per disabili dove lavoro sia mancata, dopo una breve ma cruenta malattia.
Come spesso capita non ce lo aspettavamo, parlo al plurale perchè tutta l’Equipe è stata disorientata da questa notizia, anche se la situazione di questa persona era molto debilitata e non facile.

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Italia: venti regioni per la disabilità!

di Davide Pizzi*

sedie a rotelle lungo banchinaEssere disabili comporta purtroppo in alcuni casi percepirsi diversi, e sentirsi separati dagli altri. La situazione si aggrava quando le istituzioni non intervengono per rimuovere il più possibile gli ostacoli che contribuiscono a vivere questa percezione che non è sempre soggettiva, ma talvolta anche reale.

Secondo la Costituzione italiana, in teoria, tutti i cittadini dovrebbero trovarsi in una posizione egualitaria garantita dalla rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale (articolo 3). Pertanto non dovrebbe esserci di fatto differenza alcuna tra il trovarsi nella condizione svantaggiosa di disabile in una regione d’Italia piuttosto che in un’altra. La realtà invece dimostra che le cose non stanno affatto così, e che vivere da disabili in un luogo del nostro territorio nazionale può essere peggiore che in un altro. Continua a leggere