Due qualifiche professionali più solide per lo sviluppo del welfare
di Ugo De Ambrogio*
Il ruolo delle professioni sociali è posto, in questo periodo di incertezza sullo sviluppo del welfare, di fronte a significativi cambiamenti.
La crisi economica ormai decennale, le nuove povertà, la progressiva fragilità della istituzione famiglia, i flussi migratori, l’aumento esponenziale della non autosufficienza, la condizione giovanile sempre più precaria (Neet, ecc.) pongono le professioni sociali di fronte a nuovi bisogni e forti pressioni.
Chi opera nel sociale oggi è pertanto quotidianamente messo alla prova di fronte alla necessità di lavorare con bisogni profondi, culture diverse, esigenze essenziali. In questo quadro i professionisti del sociale si trovano costantemente ad orientare i propri comportamenti professionali per accogliere tali bisogni, e a incrementare le sinergie fra professioni, nella prospettiva di sviluppare nuovi e più efficaci interventi.
Le professioni sociali sono pertanto sempre più frequentemente portate a lavorare da un lato sviluppando proprie competenze specifiche e specialistiche, dall’altro mettendo a disposizione le proprie abilità e competenze in sinergia con altre professionalità e organizzazioni nella logica del lavoro di rete. Continua a leggere




