di Valentina Bagnoli, Denise Gagliardi, Patrizia Giani, Elisa Guerrieri*
Gruppo informativo come nuovo metodo di lavoro
Il Gruppo Informativo nasce come nuovo metodo di lavoro per avvicinare i cittadini al Servizio Sociale al fine di affrontare insieme i problemi legati alla non autosufficienza e all’impatto che questa può avere per la propria vita e per quella di tutta la famiglia. Il Gruppo ha permesso che i cittadini fossero protagonisti insieme al Servizio Sociale dello scambio di informazioni e di supporto emotivo in situazioni di fragilità, per le quali normalmente la persona si sente sola e disorientata. In questo modo i Cittadini e il Servizio sociale insieme, hanno consentito di oltrepassare la barriera delle lunghe attese ed hanno permesso di intercettare tempestivamente i bisogni sociosanitari.
La nostra esperienza di gruppo informativo
Se lavori come assistente sociale e ti occupi di accogliere i bisogni che capitano nella vita delle persone quali affrontare la fragilità, la non autosufficienza, la disabilità, l’assistenza di familiari, talvolta misuri la distanza fra pensiero e azione, fra quello che possono offrire i Servizi pubblici e le nostre città tappezzate di “badanti subito”, “assistenza h.24”, ecc. Così noi abbiamo visto la possibilità di fare qualcosa in più. Abbiamo pensato che dovessimo stare un po’ più avanti dell’offerta dei nostri servizi, volevamo entrare nelle sale di attesa, accanto alle persone che si fanno delle domande e non sanno ancora dove trovare le risposte; volevamo provare ad essere quelle Istituzioni che si siedono vicino ai cittadini per informarli su come accedere ai servizi e affrontare / uscire insieme dai problemi. Queste riflessioni hanno trovato la risposta in una sperimentazione: una stanza all’interno della galleria commerciale che collega il parcheggio dell’Ospedale San Giuseppe di Empoli ai Reparti ospedalieri, dove le persone passano per andare a trovare i propri familiari ricoverati: in questo luogo potevamo creare un nuovo Servizio. Abbiamo pensato a tutte le persone che hanno un familiare ricoverato in ospedale, che quando tornerà a casa avrà bisogno di assistenza e dell’impatto che questo può avere per la propria vita e per quella di tutta la famiglia, abbiamo pensato ad una persona che ha un familiare con una fragilità e non può più svolgere le attività di vita quotidiana, che si trova a domicilio e vive sola, o alla persona che vive con il proprio figlio, ma inizia ad avere problemi di disorientamento: trovarsi insieme ad altri con le stesse necessità e bisogni per ricevere informazioni, orientamento sui servizi e allo stesso tempo confrontarsi con altre persone che vivono la medesima situazione, ci è sembrata un’opportunità di avvicinare Servizi e cittadini.
Obiettivo generale
L’idea di questo gruppo nasce con l’intento di favorire la conoscenza dei servizi destinati alle persone fragili, non autosufficienti e con disabilità e di favorirne l’eventuale accesso e fruizione.
Destinatari
Il gruppo informativo si rivolge a quelle famiglie con persone non autosufficienti o disabili all’interno del proprio nucleo familiare o che si trovano in fase di dimissione ospedaliera o che comunque sono in una fase di necessità di informazioni sui Servizi in particolare per le persone non autosufficienti e con disabilità, che avute in contesto di gruppo, potrebbe essere un ulteriore aiuto, dato dal confronto con altre persone nella medesima situazione.
Obiettivi specifici
- Supportare a livello informativo il cittadino che si trova per la prima volta a contatto con la non autosufficienza tramite il lavoro di gruppo, che favorisce l’interscambio di informazioni grazie alle esperienze di chi vi partecipa
- Indirizzare il familiare verso i percorsi più appropriati superando le errate informazioni eventualmente veicolate da reti non ufficiali
- intercettazione tempestiva del bisogno
- semplificazione accesso in linea con Leps
- risoluzione bisogni semplici
- supporto care giver/nucleo familiare
- ampliamento sistema rete/accesso
- conoscere territorio/bisogni/comunità
- auto/mutuo aiuto fra persone e/o familiari con bisogni similari
- ampliare l’offerta dei servizi con modalità gruppali e non solo individuali
- sensibilizzare il servizio sociale professionale alla cultura del lavoro verso i gruppi e la comunità
Breve descrizione dell’iniziativa progettuale
L’iniziativa si è svolta ogni Martedì del mese presso la Galleria dell’Ospedale San Giuseppe di Empoli dalle 17,30-19,00 dal mese di Dicembre 2023 a Marzo 2024 per un totale di 16 incontri. Tale orario è stato scelto in base all’orario di visita al paziente in Ospedale e sulla base degli orari generici di lavoro al fine di favorire l’accesso ai servizi. Il gruppo è condotto da due facilitatori professionisti del settore, ovvero Assistenti Sociali. La partecipazione è libera e gratuita. Per una maggiore organizzazione i cittadini contattavano i numeri delle facilitatrici e si prenotavano per partecipare al gruppo. Ciò è stato scelto al fine di non avere o gruppi troppo numerosi o con poche persone.
Tale iniziativa è stata pubblicizzata tramite volantini affissi in tutti gli enti pubblici della SDS Empolese Valdarno Valdelsa, nei reparti dell’Ospedale di San Giovanni di Empoli e in tutti i distretti sociosanitari del territorio coinvolto. Inoltre è stata pubblicizzata tramite i canali multimediali dell’azienda.
“Mi prendo cura di te”
Il 05 Dicembre 2023 è iniziata la sperimentazione di una nuova modalità di informare i cittadini sull’Accesso ai servizi in particolare della non autosufficienza afferenti sia al Servizio Pubblico che al Terzo Settore. Ciò consiste nel raggruppare i cittadini una volta a settimana in un luogo esterno al Servizio Sociale, centrale e facilmente raggiungibile a tutti i residenti nei comuni afferenti alla SDS Empolese Valdarno Valdelsa (Provincia di Firenze). Il Gruppo “Mi prendo cura di TE” prende come modello di riferimento i gruppi di auto mutuo aiuto, ma si declina sulla peculiarità dell’Accesso ai Servizi Sociali Territoriali. Nello specifico il gruppo non ha una presenza continua, ma settimanalmente prevede la partecipazione di cittadini diversi, lasciando la libertà di poter accedere più di una volta. Infatti è capitato che persone abbiano partecipato a più incontri per approfondire meglio le informazioni sui servizi. Il setting si svolge in cerchio al fine di favorire la partecipazione di ciascun cittadino e mettere sullo stesso piano i partecipanti e le facilitatrici del gruppo. Ciò ha permesso che le Assistenti Sociali rispondessero alle informazioni richieste durante gli incontri, ma che allo stesso tempo tali informazioni arrivassero direttamente da coloro che erano presenti. Inoltre l’essere tutti allo stesso piano ha consentito sia di raggiungere l’obiettivo di informare, ma anche di supportare le persone sul piano emotivo del dolore. Il supporto emotivo è nato principalmente in modo spontaneo fra i cittadini, senza la necessità dello stimolo da parte delle facilitatrici. Fondamentale in questo periodo di sperimentazione è stato il supporto di tutta la comunità professionale degli Assistenti Sociali all’interno dei servizi, che hanno promosso questa nuova modalità di lavoro che consente di raggiungere facilmente e tempestivamente un bisogno. I cittadini hanno accolto positivamente fin da subito (come si evince dai dati allegati) tale iniziativa, dandone riscontro anche successivamente sia nei colloqui che per email. Nei grafici sottostanti è possibile vedere la presenza al gruppo in base ai comuni di residenza e l’andamento delle presenze da Dicembre 2023 a Marzo 2024.
Grafico 1 – Presenza Zone
Grafico 2 – Andamento presenze
Punti di forza e risultati ottenuti
L’esperienza effettuata ha permesso di individuare dei punti di forza che sono alla base della costruzione di un gruppo informativo, che può essere utilizzato non solo per tematiche legate alla non autosufficienza ma per tutte le tematiche riguardanti situazioni di bisogno e fragilità sociosanitaria e socioassistenziale. Di seguito elenchiamo i risultati ottenuti
- Accesso facilitato al segretariato sociale e ai servizi sociali territoriali
- Risposta tempestiva
- Supporto emotivo
- Partecipazione attiva dei cittadini
- Cultura dei servizi e percorsi dedicati
Criticità
Come ogni prima esperienza abbiamo rilevato delle criticità legate al territorio in cui è stato sperimentato il gruppo, in particolar modo sarebbe opportuno riuscire a replicare il gruppo informativo anche in altre sedi territoriali per raggiungere tutti i cittadini. Inoltre, vista la grande partecipazione emotiva legata al tema del dolore che è venuta fuori nonostante sia un gruppo informativo, è importante formarsi ed entrare in rete con le cure palliative ed i gruppi fine vita, per esempio. Infine è sempre importante ricordare alle famiglie la riservatezza di ciò che viene riportato e affrontate all’interno del gruppo.
*Dipartimento Servizio Sociale ASL Toscana Centro – Società della Salute Empolese Valdarno Valdelsa


