Un’esperienza di conduzione di gruppo presso la Direzione territoriale Inail di Venezia

di Elisa Lorenzetti*

Premessa

L’idea di scrivere la mia esperienza di conduzione di un gruppo di sostegno, formato da lavoratori che hanno subito un grave infortunio sul lavoro con postumi disabilitanti e assistiti dall’Inail, nasce da una duplice volontà: quella di legittimare come risorsa il gruppo di sostegno in un sistema complesso come una sede territoriale Inail e quella di dare visibilità alla professione dell’assistente sociale ampliando il suo ruolo a volte misconosciuto. In questo mio lavoro affronterò le funzioni del servizio sociale nell’Inail, la presa in carico del lavoratore infortunato e le modalità di attivazione di un gruppo di sostegno, il setting, la conduzione con una breve riflessione sulla legittimazione del gruppo. Continua a leggere

Un libro necessario

di Cristiana Pessina*

 

“Vecchi dubbi, nuove certezze” è l’eloquente sottotitolo del libro “Ricordi traumatici”, curato da Marinella Malacrea per FrancoAngeli (Milano, 2021) nella collana promossa dal CISMAI (Coordinamento Italiano contro il Maltrattamento e Abuso all’Infanzia), al quale sono devoluti i diritti d’autore.

Vecchi dubbi allude al dibattito sui falsi ricordi, dibattito datato, ormai scomparso dalla produzione scientifica e superato alla luce delle nuove certezze che provengono dagli studi delle neuroscienze.

Il testo, introdotto da Luigi Cancrini, si apre con un capitolo di Marinella Malacrea sugli aspetti neurobiologici del funzionamento cerebrale, con particolare attenzione ai sistemi di difesa e di memoria, così importanti nel fornire chiavi di lettura di quanto accade in seguito a esperienze traumatiche e nel guidare il percorso terapeutico.

Segue il capitolo di Malacrea e Dolores Masè sui falsi ricordi. Le Autrici ricordano e – dati bibliografici alla mano – documentano come il focus degli studi sull’ abuso sessuale ormai da anni si sia spostato da questo tema a quello ben più consolidato e fondamentale del funzionamento post traumatico e delle conseguenze del trauma sui processi cognitivi, emotivi e comportamentali. Tornando ai falsi ricordi, in questo capitolo si argomenta come moltissimi dei testi in cui si sostiene come e quanto sia facile indurre falsi ricordi, soprattutto nei bambini, si basano su esperimenti non scientificamente validi, su definizioni imprecise, su affermazioni semplicistiche.

La tematica viene ripresa poi successivamente nel terzo capitolo, con gli approfondimenti di Francesco Felis, Linda Tonoli e Vittoria Giubbolini che introducono anche la questione delle differenze tra falsi ricordi e false credenze, mentre nel capitolo successivo gli stessi autori inseriscono nel dibattito sui falsi ricordi la questione ben più rilevante – e scientificamente fondata – della dissociazione traumatica.

Questa parte si conclude quindi con la critica a più recenti lavori in cui il dibattito vorrebbe riaggiornarsi prendendo di mira l’EMDR quale fonte di falsi ricordi: Daniela Diano e Francesco Felis smontano queste tesi dimostrandone la superficialità se non la disinformazione.

Il libro termina con il punto di vista di alcuni tra i più noti esperti sul tema dei ricordi traumatici: Isabel Fernandez, Matteo Selvini, Giovanni Tagliavini, Alessandro Vassalli.

Perché leggerlo? Se dovessi scegliere una sola risposta direi: “Perché è un testo necessario”.

Chiunque si occupi di bambini sa, o dovrebbe sapere, quanto sia tutt’altro che improbabile, visti i dati del fenomeno, di imbattersi in un bambino abusato, e quanto sia difficile ‘rimanere lì’, come opportunamente ricorda Tagliavini citando la Herman.

Per ‘rimanere lì’ – unico modo per poter portare i bambini fuori da lì – il professionista deve conoscere approfonditamente la materia, e il presente volume aiuta molto in questo senso.

Ma sapere non è sufficiente: occorre anche non sentirsi soli, perché le questioni in gioco sono così tante e così dolorosamente complesse che da solo nessuno può restare davvero lì. E anche a questo proposito il libro è di aiuto sia per la clinica sia quando si deve affrontare il contesto giudiziario, perché il tema dei falsi ricordi, assente ormai da anni -come abbiamo visto- dalla scena della più attuale produzione scientifica, torna invece alla ribalta nelle aule di giustizia (e ancora prima nei media) pressoché ogni volta in cui ci si trovi coinvolti in quanto curanti di bambini vittime di abuso sessuale.

Necessario per gli psicologi che si occupano delle valutazioni di questi casi, per assistenti sociali, educatori, giudici e avvocati, per non restare ancorati ai vecchi schemi.

*NPI, psicoterapeuta, supervisore EMDR

Youngle ovvero giovani che ascoltano giovani … in rete

Marchio di proprietà del Comune di Firenze/Regione Toscana/Ministero della Salute/Centro Nazionale per la prevenzione e il Controllo delle Malattie (CCM).

 

di Daniele Venturini*, Stefano Alemanno**, Fabio Stefano Santini***

 

Alcune premesse introduttive: il progetto Youngle, network nazionale

Il progetto nazionale “Youngle – Social Net Skills” è nato nel 2011 su finanziamento del Ministero della Salute (CCM: Centro per la prevenzione e il Controllo delle Malattie). Si tratta del primo servizio ad accesso pubblico (nazionale) di ascolto attraverso il web, rivolto a giovani e gestito da giovani con il supporto di psicologi, educatori, assistenti sociali ed esperti di comunicazione.

L’idea progettuale alla base del servizio è quella di rinforzare i fattori protettivi individuali nei giovani in modo che questi sviluppino una maggiore resistenza all’influenza negativa di alcuni modelli che investono la loro generazione o che provengono dalla società, affinché vi possa essere uno sviluppo di consapevolezza di sé, una tendenza all’autoprotezione ed al mantenimento del benessere psicofisico.

Questo approccio risalta le strategie di azione centrate sull’empowerment, lo sviluppo delle competenze e abilità di cui il target è portatore. Per lavorare su tale generatività ci si avvale della peer education, come approccio che facilita le giovani generazioni nel proteggersi dai rischi evolutivi su temi importanti come l’affettività, la comunicazione, le relazioni, la sessualità, gli stili di vita, l’uso di sostanze e le realtà virtuali. All’interno della peer education, Youngle impiega l’uso strategico dei media come strumento di contattabilità prevalente, coinvolge il mondo della scuola come contesto principale di intercettazione del target e reclutamento dei peer (scuole superiori), lavora in rete con il sistema dei servizi, coltiva una comunicazione che possa essere efficace. Continua a leggere

La polvere sotto al tappeto. Il dibattito pubblico sulle droghe tra evidenze scientifiche e ipocrisie

 di Anna Paola Lacatena*

A distanza di ormai tanti anni e di tante vane discussioni dettate da posizioni preconcette e, spesso, esclusivamente politiche sulle droghe nel nostro Paese, si fa urgente una deideologizzazione del fenomeno provando a smascherarne ambiguità e ipocrisie.

È quanto si propone di fare, sollecitando una ripresa del dibattito pubblico sul tema, il libro La polvere sotto il tappeto. Il dibattito pubblico sulle droghe tra evidenze scientifiche e ipocrisie, di Anna Paola Lacatena, con contributi di Filippo Ceccarelli, Francesca Comencini, Giancarlo De Cataldo, Kento, Antonio Nicaso, Nina Zilli (Carocci Editore, Roma, marzo 2021, pp.188) (1).

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Reclusi: Imparare la libertà

di Claudia Turconi*

Non sembrava possibile ai tempi del coronavirus: eppure da ottobre a dicembre 2020 siamo stati in sette in una stanza armati di mascherine e disinfettante, con le finestre aperte nonostante con il passare dei giorni la temperatura fosse decisamente scesa.

Dentro quella stanza assai arieggiata, tuttavia, incontro dopo incontro è cresciuto il calore, la vicinanza di chi entra in contatto con l’altro come può, attraverso gli occhi, la voce che esce dallo strato di tessuto, la presenza con il corpo. E quest’ultima cosa abbiamo ri-scoperto essere densa di significato. Continua a leggere