Un coro in una residenza per anziani

di Cristina Sironi* e Francesca Susani**

 

Da circa due anni faccio parte di un coro femminile di una ventina di elementi: “Coro Sparkling Water”.

Ho avuto la fortuna di incontrare questo gruppo di donne di tutte le età, ognuna con la sua vita, la sua professione, ma accumunate da una grande voglia di cantare e di condividere la propria passione con le altre, guidate da un direttore, donna anch’essa, fuori dal comune, che sembra inglobare tutta l’energia che il coro trasmette per restituirla ancora più forte e pulita. Continua a leggere

La mia esperienza come Amministratore di Sostegno

*di Nicola Lorenzi

Da giovane avvocato e da interessato alla materia della tutela della persona da tempo nutrivo l’ambizione di “testare sul campo” le conoscenze sull’Amministrazione di Sostegno acquisite sui libri e durante un corso di formazione.

All’inizio dell’estate del 2015 venivo a conoscenza del fatto che un amico di famiglia, ormai anziano, stava vivendo con estrema apprensione la diagnosi fatta al proprio fratello, di poco più giovane, relativa al morbo di Alzheimer.

Questa persona, ormai da mesi, stava subendo una rilevante contrazione delle capacità mnemoniche e appariva sempre più spesso in stato di confusione, ed era patologicamente prodigo, elargendo denaro a più persone in assenza di ragioni e giustificazioni, il tutto senza che il fratello in salute fosse in grado di porvi alcun rimedio e avesse la forza, anche fisica e psichica, di proteggerlo, soffrendo quindi a sua volta. Continua a leggere

Mi è arrivata la lettera della Regione…

di Augusta Foni*

Mi è arrivata la lettera della Regione Lombardia sul nuovo modello di presa in carico della cronicità. Un po’ di mesi fa avevo sentito voci di una riforma a questo proposito e mi era rimasto uno sfondo di preoccupazione sugli anziani sempre più numerosi e sulla difficoltà di far quadrare i conti pubblici. In autunno avevo anche ricevuto un po’ di documentazione sulla proposta regionale e sul dibattito che aveva suscitato. Ritirare la busta dalla casella postale è stata però un’altra cosa, quasi mi ero dimenticata di avere il tesserino rosa dell’esenzione per patologia (nove anni fa, un tumore al seno). Continua a leggere

Pubblichiamo volentieri questa foto inviata da una nostra lettrice, Laura (che si definisce aspirante fotogiornalista) che ha voluto condividere con noi un momento che ha colto fuori dalla stazione di Santa Maria Novella a Firenze, immortalando “un cambiamento sociale che è già in corso”. Abbiamo preferito modificare la foto per tutelare la privacy delle persone coinvolte ma ci sembra che l’immagine riesca comunque a trasmettere il messaggio che aveva in mente l’autrice quando l’ha scattata. Queste le sue parole di accompagnamento alla fotografia:

«Non sono una fotografa professionista, ma questa scena ha catturato la mia attenzione in modo particolare e credo che racchiuda in sé un messaggio positivo ed educativo per la collettività. Mentre stavo per entrare in stazione, ho visto un anziano signore (fiorentino, l’accento era inconfondibile) avvicinarsi spontaneamente a uno dei tanti ragazzi immigrati che oggi popolano le stazioni delle città italiane, semplicemente per parlargli! Sinceramente io a scene del genere non sono abituata.

«Sentiamo sempre più spesso notizie di violenza e intolleranza verso gli immigrati che arrivano nel nostro paese… e questo scatto invece, ci racconta tutt’altro (per fortuna). Il fare di quell’uomo era quello tipico di un nonno che vuole dare dei consigli, capire e ascoltare cosa ha da dire un nipote che ha già conosciuto la durezza della vita.

«Questa foto per me racconta l’incontro di due delle maggiori solitudini della nostra epoca: quella dei migranti senza patria, e quella degli anziani che faticano a trovare chi voglia ascoltare le loro storie e i loro saperi… una memoria che stiamo progressivamente perdendo. È per questo motivo che ho intitolato la foto “Spiragli di futuro”, perché è così che vorrei vedere il futuro: come un ciclo perfetto di scambio ed inclusione in cui tutti possano avere pari dignità di partecipazione alla vita sociale e trovare dei punti di contatto in quanto esseri umani.»

Gruppo Solidarietà – Un appello necessario

Diamo volentieri spazio a questo appello che riceviamo dal Gruppo Solidarietà di Moie di Maiolati (AN)

 

Nei giorni scorsi il Gruppo Solidarietà ha diffuso un manifesto/appello (che si può sottoscrivere inviando adesione all’indirizzo grusol@grusol.it*),  volto a portare l’attenzione su alcuni temi riguardanti i servizi sociosanitari (e non solo) diurni e residenziali nel momento in cui la regione Marche sta andando a definire i nuovi requisiti di autorizzazione e accreditamento[1]. Continua a leggere