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Perché ripartire dai margini

In occasione del convegno di presentazione dell’iniziativa di Prospettive Sociali e Sanitarie “Disegniamo il welfare di domani” Franca Manoukian ha fatto un intervento riprendendo alcune delle ipotesi in campo (dal minuto 4’07”), in questa fase di cambiamento che il sistema welfare sta vivendo.

“E’ necessario risvegliare interessi e investimenti positivi nelle cosiddette problematiche sociali, sempre relegate ai margini, perchè sono le problematiche degli sfigati, di quelli che non ce l’hanno fatta. Bisogna portare alla ribalta le problematiche […] delle parti deboli della società […] è da lì che bisogna partire per cercare di aiutare le persone a vedere questi problemi, quelli della deprivazione, dell’emarginazione, del declino, del degrado, perchè se queste situazioni sono vissute da alcuni pesano su tutti, perchè tutti siamo implicati nella costruzione di condizioni di vita accettabili”

Un manager medico per i progetti di Vispe

Dirigente d’azienda in pensione, Pier Luigi si laurea in Medicina realizzando un sogno che aveva sin da giovane. Ma in Italia i medici sono già troppi e decide di dedicarsi ai paesi in via di sviluppo.
Entrato in contatto con diverse organizzazioni umanitarie, da qualche anno collabora con Vispe, Volontari Italiani per lo sviluppo dei paesi emergenti, organizzazione fondata da Don Cesare Volonté, parroco di Casirate di Lacchiarella.

L’attività

Vispe raccoglie volontari con ogni tipo di professionalità e segue progetti, finanziati prevalentemente da privati, in particolare in Nepal e nel nord del Brasile, in Amazzonia. L’organizzazione è affiancata e aiutata dal ordine di suore, sempre fondato da Don Cesare: Le piccole apostole di Gesù.
PierLuigi è stato a febbraio di quest’anno ad Arame, città di 20.000 abitanti, nello Stato del Maranhao, nel Nord del Brasile, dove ha sede un’estesa Parrocchia, seguita da Don Arturo, sacerdote milanese. Continua a leggere→

È una questione di diritti!

Domenica 28 aprile abbiamo assistito all’intervista di Fabio Fazio al professor Stefano Rodotà. Mille i collegamenti che lui stesso ha fatto con il sistema di diritti ‘mancato’ e fortemente richiamato dalla nostra Costituzione.

La parte che è sembrata più interessante e centrale è il riferimento ai diritti come punti di riferimento imprescindibile per pensare a politiche progressiste e non regressive. “Ciò che oggi ha un costo se trascurato fra qualche anno avrà un costo insostenibile. Basta ascoltare cosa dice la carta dei diritti”. L’Europa non esiste? Bene, proviamo invece a pensare alla carta dei diritti dell’Unione Europea. Se seguiamo l’idea che l’Europa è un riferimento in tema di diritti sociali, allora sarà più semplice  pensare all’Europa come riferimento e non come gabbia di regole e di austerity. Idee chiare, parole semplici. Fa un cenno anche al reddito minimo di inserimento, che in questi mesi ha avuto tanti nomi diversi: reddito di cittadinanza, reddito di base, reddito minimo.

Quale reddito minimo?

Il prossimo editoriale di Emanuele Ranci Ortigosa, direttore di Prospettive Sociali e Sanitarie, sarà proprio dedicato a questo tema. Comparirà sul n. 4/2013 di PSS, ma lo trovate anche scaricabile dal sito. Eccone un estratto. Continua a leggere→