di Diletta Cicoletti*
I bookmakers danno il welfare perdente. Quello italiano spacchettato, svuotato, frazionato, lo danno addirittura fuori da ogni quotazione. Continua a leggere
di Diletta Cicoletti*
I bookmakers danno il welfare perdente. Quello italiano spacchettato, svuotato, frazionato, lo danno addirittura fuori da ogni quotazione. Continua a leggere
di Marcella Sala*
Uno studio dell’Università Bocconi sui costi sociali del maltrattamento minorile
13 miliardi di euro è quanto lo Stato italiano spende ogni anno per riparare i danni del maltrattamento minorile. Si tratta dello 0,84% del Pil, un ammontare pari a quanto stanziato dalla legge di stabilità per l’anno 2014. I costi futuri associati ai soli nuovi casi di maltrattamento registrati in un anno, inoltre, valgono 910 milioni di euro.
A questi risultati è giunto Econpubblica, centro di ricerca sull’economia del settore pubblico dell’Università Bocconi, in uno studio promosso da Terre des Hommes e Cismai. Insieme a Paola Profeta, docente associato di Scienza delle Finanze, mi sono posta l’obiettivo di stimare quanto pesa ogni anno sui bilanci dello Stato la mancata prevenzione del maltrattamento sui minori. Continua a leggere
di PierLuigi Emesti *
Perché si parla sempre di falsi poveri?
A me sembra invece di essere un falso benestante.
E quanti si sentono a torto messi nella fascia alta del famoso ISEE?
Partiamo da un articolo del Corriere della sera dove si parla ancora dei falsi poveri. Continua a leggere
Sarà aperta fino all’8 dicembre la bella mostra che ho visitato qualche giorno fa alla Triennale di Milano: “Made in slums”
Curata da Fulvio Irace, la mostra presenta una serie di oggetti creati a Mathare, un agglomerato urbano situato a circa 5 km dal centro di Nairobi in Kenya. Con una popolazione di circa 500.000 abitanti è, per ordine di grandezza, la seconda baraccopoli di Nairobi. Continua a leggere
Nei mesi scorsi avevamo pubblicato un post di Elena Giudice dal titolo “Alla ricerca del treno delle opportunità: restare o andare?”. Abbiamo contattato colleghi e amici che si sono trasferiti, o meglio sono emigrati, per motivi di lavoro, di studio o anche solo per provare. Ecco un primo contributo da Amsterdam.
di Alfonso Gambino*
Lo spettacolo che la città offre ogni giorno all’altezza di un bambino, lontano dai turisti: altalene, fiori, biciclette. Ma anche l’odore del centro al consumo: dei coffeshop e delle Luisone in vetrina, sia le semi consumabili che le semi commestibili, dei Krulen (urinatoi pubblici abusati durante la notte) e dell’alcol che tiene i piedi dei savi, quelli che non c’hanno capito nulla, appiccicati a terra. In sottofondo tante lingue che si incrociano, tanti suoni limpidi, ma incomprensibili anche per i nati qui. Continua a leggere