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Valorizzare la programmazione sociale oggi: tendenze regionali e il caso del nuovo piano sociale abruzzese

di Ugo De Ambrogio e Tullia Pagani

Gli ultimi 10 anni, dall’inizio della crisi ad oggi, sono stati 10 anni molto difficili per la programmazione delle politiche sociali.
Il decennio precedente (1997-2006) aveva trasformato il ricco bagaglio culturale e di esperienze territoriali in atti di riforma e sviluppo nazionali e regionali, si pensi per esempio alla legge 285 del 97 alla 328 del 2000 e, dopo la riforma del titolo quinto che attribuisce competenza esclusiva alle regioni in questa materia, al proliferare di leggi regionali di riordino del sistema, spesso costruite sulla falsariga della 328.
Il decennio 2007-2016 invece è stato un decennio di arretramento che, a causa delle parole d’ordine di taglio della spesa pubblica si è dovuto confrontare con un processo non dichiarato ma effettivamente praticato di smantellamento del welfare, e del welfare territoriale in particolare, un decennio che ci ha costretto a riesumare una vecchia parolaccia: “l’assistenzialismo” descrivendo gli anni in corso come di “neoassistenzialismo” (Siza, 2012) perché caratterizzati dalla riduzione drastica delle risorse territoriali e l’uso per lo più tradizionale (assegni ad personam non controllabili) delle risorse nazionali (vedi in nota la serie di studi Irs pubblicati su PSS e denominati “Costruiamo il welfare dei diritti”). Continua a leggere→

Che SIA possibile innovare?

foto per ghezzidi Giulia Ghezzi*

Il 2 settembre 2016 è stato introdotto su scala nazionale il Sostegno all’Inclusione Attiva (SIA), una misura di contrasto alla povertà che prevede l’erogazione di un beneficio economico ad alcuni tipi di famiglie in condizioni economiche disagiate, a patto che aderiscano ad un progetto personalizzato di attivazione sociale e lavorativa sostenuto da una rete integrata di interventi, individuati dai servizi sociali dei Comuni (coordinati a livello di Ambiti territoriali), in rete con gli altri servizi del territorio (i centri per l’impiego, i servizi sanitari, le scuole) e con i soggetti del terzo settore, le parti sociali e tutta la comunità (vedi www.lavoro.gov.it).

Come assistente sociale comunale mi preme sottolineare il potenziale innovativo del SIA e la necessità che gli operatori si attivino per sfruttarla come volano per ripensare al sistema dei servizi sociali territoriali, non facendosi demotivare dalle inevitabili difficoltà organizzative tipiche di ogni misura neo-nata. Ho infatti la percezione che ci sia una grande enfasi sulle criticità e sulla complessità attuativa – innegabili – ma che se ci si limita a questo si crea un clima che inibisce lo slancio di quanti si sforzano di pensare che un altro welfare è possibile. Continua a leggere→

Buone feste a tutti!

stelline

La redazione di Scambi di Prospettive augura Buone Feste a tutti!

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A presto!

Lavoro di comunità, la paziente fatica di portarsi dietro il peso del vocabolario

waves-circles-285359__180di Andrea Pancaldi*

Oggi si discute molto di “Lavoro di comunità” nei servizi sociali, complice la crisi. Escono libri, partono corsi di formazione, percorsi di consulenza.

E’ chiaro a tutti che i servizi sociali si devono addestrare ad una ottica di comunità, ma spesso, mi pare, si da come per scontato che gli interlocutori delle comunità con cui ci si rapporta, e si dovrà farlo sempre più (a volte sono chiamati associazioni, a volte terzo settore, a volte volontariato, con qualche aggiunta di parrocchie e centri sociali), siano per definizione:

  • in una ottica di comunità
  • una massa sostanzialmente omogenea mentre così non è, e l’abbondantissimo lessico che li ha definiti in questi ultimi venti anni e parimenti ha definito l’oggetto di cui si occupavano, lo sta a testimoniare.

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Un saluto a Tina Anselmi

tina_anselmi_artdi Emanuele Ranci Ortigosa*

Fra le tante significative espressioni di commiato per la morte di Tina Anselmi voglio riproporre questa di Rosy Bindi, che da lei è stata introdotta alla vita politica attiva e sostenuta nella elezione nel suo stesso collegio elettorale: “Ciao Tina. Avremo sempre nel cuore e nella mente la tua forza gentile e il tuo coraggio di donna libera e profondamente credente. Hai combattuto fin da ragazza per la nostra libertà e la democrazia e non ti sei mai arresa: né di fronte alla violenza nazifascista né quando si trattava di difendere la Repubblica dalle insidie dei poteri occulti della massoneria deviata e della P2. Ci hai insegnato il valore della laicità e della buona politica, che hai praticato per tutta la vita con intelligenza, rigore morale, fedeltà alla Costituzione e passione civile. Prima donna ministro sei stata protagonista di riforme decisive che hanno cambiato in meglio la nostra società, stando sempre dalla parte dei più deboli e delle donne per affermare la dignità e i diritti di tutti». Continua a leggere→