Qualche anticipazione in vista del convegno del 26 settembre: le linee fondamentali della riforma sono ormai condivise dai tecnici, dai ricercatori e anche dalla parte politica regionale. Occorre ora allargare il dibattito, coinvolgere sempre più attori per passare dalle parole ai fatti e fare pressioni affinchè si continui a sentire l’urgenza di un’azione concertata. Di fronte all’instabilità politica ci sentiamo forse un po’ amareggiati, ma occorre non perdere la bussola e continuare il percorso intrapreso. Continua a leggere
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Costruiamo il welfare di domani: la riforma è pronta
Siamo il paese in Europa che dà più soldi ai cittadini, in cui il rapporto erogazioni monetarie vs erogazioni prestazioni e servizi è largamente favorevole alle prime, ma non ce ne accorgiamo minimamente. Potremmo avere dunque un sistema che riesce ad incidere sulla povertà? Sì potremmo, ma non ce l’abbiamo. Potremmo avere famiglie in grado di gestire la fase critica della crisi economica? Sì certo, ma non succede. La distribuzione delle risorse è iniqua e inappropriata.
Il 25/7 Repubblica ha pubblicato un’intervista ad Emanuele Ranci, che, insieme a ricercatori di Irs e Capp, ha messo a punto un piano di ristrutturazione del sistema pubblico di welfare, a parità di risorse. L’obiettivo principale di questa proposta è rendere le misure previdenziali e assistenziali efficaci ed efficienti soprattutto nell’incidere sul fenomeno povertà, che ad oggi si abbatte solo del 20%. Siamo indietro rispetto a tutti i paesi europei, spendiamo le risorse pubbliche in modo inappropriato. Continua a leggere
Portobello: un “people supermarket” contro la crisi
di Marcella Sala*
Ha appena aperto a Modena il primo “people supermarket”, l’emporio a cui potranno accedere le famiglie in difficoltà segnalate dai Servizi sociali del Comune. Portobello, così si chiama, ha inaugurato la sua attività lo scorso 28 giugno.
Un progetto concreto per dare sostegno alle famiglie in difficoltà economiche. All’apparenza si tratta di un normale supermercato, tuttavia sugli scaffali non compaiono prezzi, bensì un punteggio corrispondente a ciascun prodotto. Pasta, condimenti, biscotti, alimenti per bambini, pannolini possono così essere “acquistati” dalle famiglie attraverso punti caricati sul codice fiscale, assegnati in base alla composizione del nucleo familiare. Continua a leggere
Reddito minimo: togliere ai ricchi per dare ai poveri?
di Emanuele Ranci Ortigosa*
In Italia la spesa per l’assistenza sociale, per le misure erogate dall’Inps (54 miliardi) e per le funzioni svolte da Regioni e Comuni (8,5 miliardi), non si distribuisce fra la popolazione in modo da ridurre in misura significativa le sperequazioni di reddito, come ci si potrebbe aspettare da tale politica sociale. Dividendo la popolazione fra la metà delle famiglie più povere e la metà di quelle più ricche, il 63% della spesa va alle prime ma ben il 37% alle seconde. Considerando che molte delle famiglie più povere non ricevono alcun trasferimento e sono in situazioni di grave fragilità e criticità, credo naturale interrogarsi sulla equità di tale sistema. Continua a leggere
Povertà: un fenomeno in rapida ed estesa evoluzione
La povertà cresce velocemente e l’impatto del fenomeno preoccupa tutti. Soprattutto espone i servizi territoriali al forte rischio di non riuscire a gestire la domanda. Non è implicato solo il welfare sociale o assistenziale, è coinvolto su più fronti il sistema pubblico: casa, lavoro, formazione, assistenza.
Daniela Mesini e Antonio Tosi hanno descritto questa situazione in modo molto chiaro. Continua a leggere
