Italia: venti regioni per la disabilità!

di Davide Pizzi*

sedie a rotelle lungo banchinaEssere disabili comporta purtroppo in alcuni casi percepirsi diversi, e sentirsi separati dagli altri. La situazione si aggrava quando le istituzioni non intervengono per rimuovere il più possibile gli ostacoli che contribuiscono a vivere questa percezione che non è sempre soggettiva, ma talvolta anche reale.

Secondo la Costituzione italiana, in teoria, tutti i cittadini dovrebbero trovarsi in una posizione egualitaria garantita dalla rimozione degli ostacoli di ordine economico e sociale (articolo 3). Pertanto non dovrebbe esserci di fatto differenza alcuna tra il trovarsi nella condizione svantaggiosa di disabile in una regione d’Italia piuttosto che in un’altra. La realtà invece dimostra che le cose non stanno affatto così, e che vivere da disabili in un luogo del nostro territorio nazionale può essere peggiore che in un altro.

Considerevoli differenze tra i modelli di Welfare regionali conducono a una frattura e a una differenziazione, in alcuni casi eccessiva tra i cittadini, mettendo a repentaglio i loro diritti esigibili, che diventano sempre più regionali e meno nazionali. Se non si riformula un attento piano nazionale, soprattutto in materia dei servizi sanitari e sociali, si corre il rischio per certi aspetti, di scivolare e di ritornare a quel modello d’Italia definito dal Principe di Metternich durante il congresso di Vienna (1814-1815) con le seguenti parole: «La parola Italia è una espressione geografica, una qualificazione che riguarda la lingua, ma che non ha il valore politico che gli sforzi degli ideologi rivoluzionari tendono ad imprimerle».

Con la salute non si scherza, e lo stesso criterio vale per tutte le forme di disagio e di svantaggio sociale. L’autonomia regionale non deve portare a frazionamenti che creano di fatto notevoli differenze territoriali come prima dell’unità.

Un esempio concreto a questo discorso è possibile ricavarlo dai criteri di accesso agli abbonamenti ai mezzi pubblici urbani per il trasporto con le tariffe agevolate. Prendendo in esame la mia città, Bari, quella di Perugia e quella di Udine per esempio, è visibile di primo acchito quanto differenti siano i criteri stabiliti dai regolamenti al trasporto, e quali sono le ripercussioni sui costi che i cittadini disabili e le loro famiglie devono sostenere.

BARI (Puglia, Sud, ab. 4.085.000 al 2014, PIL al 2012 € 15.162,00) TRASPORTO PUBBLICO URBANO PERUGIA (Umbria, Centro, ab. 894.824 al 2014, PIL al 2012 € 20.462,00) TRASPORTO PUBBLICO URBANO UDINE (Friuli Venezia Giulia, Nord, a statuto speciale, ab. 1.228.000 al 2014, PIL al 2012 € 25.986,00) TRASPORTO PUBBLICO URBANO
Strumento di rilevazione del reddito: ISEE DEL NUCLEO FAMIGLIARE Strumento di rilevazione del reddito: ISEE DEL FAMIGLIARE Strumento di rilevazione del reddito: CUD PERSONALE
Fasce di reddito:

ISEE Prezzo annuo
Da € 0 a € 7.500,00 € 0,00
Da € 7.500,01 a € 13.000,00 € 50,00
Da  13.000,01 a € 20.000,00 € 70,00
Da € 20.000,01 a € 25.000,00 € 100,00
Da € 25.000,01 a € 30.000,00 € 150,00
Da € 30.000,01 € 250,00
Per gli invalidi del lavoro e per servizio con percentuale di invalidità dal 70% al 100%, e per gli invalidi di guerra categorie dalla I alla VIII l’abbonamento è rilasciato gratuitamente. € 0,00
Fasce di reddito:

ISEE Prezzo annuo
Fino a € 9000,00 € 142,00
Da € 9000,01 a € 11.500,00 € 212,00
Da  11.500,01 in su € 292,00
Il costo per la tessera, solo al primo rilascio € 7,00

 

Per i pensionati ultra 75enni invalidi al 100% con ISEE inferiore a € 9000,00e per gli invalidi di guerra categorie dalla I alla VIII l’abbonamento è rilasciato gratuitamente. € 0,00

 

 

 

 

 

 

Fasce di reddito:

CUD Prezzo annuo
Imponibile lordo IRPEF non superiore a € 30.000,00 € 5,00

 

 

 

 

 

 

 

 

AGEVOLAZIONI PER TRASPORTI EXTRAURBANI:gratis per motivi di lavoro, di studio, o di assistenza sanitaria

  • i privi di vista per cecità assoluta o con residuo visivo non superiore ad un decimo in entrambi gli occhi con eventuale correzione e loro eventuale accompagnatore, se ne è riconosciuto il diritto;
  • gli invalidi di guerra, civili di guerra e per servizio, iscritti alla prima, seconda e terza categoria della tabella A) allegata alla legge 18 marzo 1968, n. 113 e successive modificazioni, e loro eventuale accompagnatore, se ne è riconosciuto il diritto;
  • gli invalidi civili e i diversamente abili certificati dall’autorità competente, ai quali sia stata accertata una invalidità in misura non inferiore all’80 per cento e loro eventuale accompagnatore se ne è riconosciuto il diritto, nonché gli invalidi del lavoro certificati dall’autorità competente, ai quali sia stata accertata una invalidità in misura non inferiore al 70 per cento.

 

AGEVOLAZIONI PER TRASPORTI EXTRAURBANI:Nessuna. AGEVOLAZIONI PER TRASPORTI EXTRAURBANI:È possibile ottenere agevolazioni dei costi sugli abbonamenti, fino a 5 tratte extraurbane. Il prezzo varia a seconda del costo dell’abbonamento ordinario.

 

La tabella riassuntiva evidenzia che a Bari i prezzi degli abbonamenti urbani sono più costosi rispetto a Udine, ma più vantaggiosi rispetto a Perugia, dove non esistono tariffe agevolate per i trasporti extraurbani, ad eccezione che per gli over 65. Non solo, mentre a Udine si tiene conto soltanto del reddito del solo invalido, che in effetti è l’unico beneficiario dell’abbonamento, tramite il CUD, a Bari e a Perugia invece, l’azienda dei trasporti chiede il modello ISEE dell’intero nucleo familiare presso cui il disabile convive.

Ne risulta che è difficilissimo per chi percepisce un assegno mensile di invalidità civile e vive a casa con i genitori, che possa per esempio, acquistare l’abbonamento annuale a € 5,00, come un invalido friulano. Anzi, è molto probabile che a Bari debba pagarlo € 250,00, e a Perugia € 292,00, perché basta che la famiglia abbia l’abitazione di proprietà, ovvero qualche modesto risparmio, che presto è raggiunto lo scaglione dei € 30.000,00 a Bari, e quello bassissimo degli € 11.500,00 a Perugia. Avviene perciò che in una regione povera come la Puglia, il cui PIL pro capite è di € 15.162,00 su una popolazione di 4 milioni circa di abitanti, contro il PIL pro capite di diecimila euro più ricco della regione Friuli Venezia Giulia su una popolazione di 1 milione e 200 mila abitanti circa, le famiglie baresi sono costrette ad accollarsi maggiori spese per sostenere i loro parenti disabili anche sul versante dei trasporti, ricevendo minori aiuti dalle istituzioni.

A Perugia il primo scaglione non contempla la possibilità di un abbonamento gratuito, perché, che il cittadino abbia ISEE pari a € 1.000,00 o € 9.000,00 entrambi devono pagare lo stesso prezzo. Inoltre nasce il sospetto che chi ha stabilito la norma abbia riflettuto poco anche sulla forbice che ha creato tra il primo e l’ultimo scaglione, che s’impenna notevolmente con un costo più che raddoppiato, se possiede semplicemente € 2.500,01 in più.

Paradossi che pesano in tempi di crisi economica come oggi

La regola del buon senso vorrebbe invece che laddove esistono più difficoltà, dovrebbero esistere anche più aiuti e interventi. Non solo, ma anche la qualità del servizio è completamente differente. Viaggiare sui bus urbani per un disabile a Bari è un’impresa non da poco. I mezzi di trasporto sono obsoleti, fatiscenti, carenti dal punto di vista igienico, e sprovvisti quasi totalmente degli spazi interni a norma per il collocamento delle carrozzine per i disabili. Quei pochi autobus che ne sono provvisti li hanno in condizione disastrose, danneggiati a causa di atti vandalici di persone scellerate. È perciò chiaro che Bari, oltre a essere povera di interventi istituzionali e di benefici economici, è altrettanto carente di una cultura sensibile al problema. Per questa ragione è mia forte convinzione che portare programmi fin dalle scuole elementari in cui si spiega ai bambini cosa vuol dire vivere con delle capacità ridotte, serva a far crescere il livello di civiltà delle future generazioni, perché è una questione di civiltà appunto rispettare chi versa in una condizione peggiore della tua, e le istituzioni pubbliche hanno l’onere di impegnarsi prima di ogni altro. La disabilità è qualcosa di molto concreto, è un evento della vita che può capitare a chiunque, quando meno te lo aspetti, e basterebbe soltanto questa ragione per comprendere quanta considerazione ed equità di trattamento territoriale merita!

[1] È notizia del 12.03.2015 relativa ai biglietti con validità giornaliera e abbonamenti mensili gratuiti non spettanti a chi già possiede abbonamenti a tariffa agevolata in corso di validità, utilizzati esclusivamente allo scopo di assistenza sanitaria, studio o lavoro.  L’erogazione gratuita però, sarà immediatamente interrotta con il raggiungimento del plafond di spesa stanziato dalla Regione Puglia in favore di AMTAB.

[2] Il sito del Comune di Perugia però, fa riferimento all’ISEE del richiedente, definizione che lascerebbe intendere del solo disabile, ma in seguito a contatti presi con l’Azienda dei Trasporti (Umbria mobilità) tel. 0759637637, ho ricevuto chiarimento che si tratta dell’ISEE dell’intero nucleo familiare.

* Assistente Sociale, Ordine della Regione Puglia