L’Italia riconosce ufficialmente la partecipazione delle organizzazioni del Terzo settore alla definizione dei servizi di welfare solo nel 2000 con i piani di zona previsti nella legge 328. Tuttavia, ancor prima dell’approvazione della legge, 18 comuni della Val Seriana (Albino, Alzano Lombardo, Aviatico, Casnigo, Cazzano Sant’Andrea, Cene, Colzate, Fiorano al Serio, Gandino, Gazzaniga, Leffe, Nembro, Peia, Pradalunga, Ranica, Selvino, Vertova, Villa di Serio) già dagli anni Ottanta sperimentavano una forma di collaborazione con le cooperative sociali del territorio per offrire servizi sociosanitari ai propri cittadini, a partire dalla cura delle persone con disabilità e dal recupero e reinserimento delle persone affette da tossicodipendenza. Lo sviluppo di forme collaborative già in anni lontani non si è rivelata però l’unica caratteristica che rende particolare la storia della coprogrammazione del welfare locale in Val Seriana.
Come in tutte le storie esistono dei personaggi che tra loro interagiscono, creando relazioni. Nella chiave interpretativa qui proposta, lo sviluppo di queste relazioni è letta a partire da tra soggetti: la politica locale, le cooperative sociali e la struttura tecnico amministrativa. Continua a leggere


