Family coaching: un altro modo di intendere la crisi

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Ho incontrato Elena Giudice una mattina piovosa, a casa sua. Volevamo costruire dei link tra le nostre esperienze, provare a conoscerci per confrontarci su prospettive future e professionali per le quali Elena sta già lavorando da tempo.Ho saputo dei suoi progetti attraverso un compagno di liceo che mi ha suggerito di provare ad incontrarci per far convergere reciproci sforzi e reciproche riflessioni sul tema della conciliazione, delle famiglie, della crisi. Mi parla del “family coaching” come approccio e metodo che può dire qualcosa di importante in questo momento in cui è così difficile pensare anche un po’ a sè, alle proprie aspirazioni, prospettive.

‘Elena, ma allora cos’è il coaching?’

Il coaching umanistico è un metodo di sviluppo personale che affonda le proprie radici nella filosofia greca antica e in una concezione dell’essere umano come di un soggetto in continua e spontanea tensione verso l’innalzamento e il miglioramento di sé. Parliamo, quindi, di metodo, ossia di una cornice di senso all’interno della quale il coach utilizza tecniche e strumenti sulla base della persona o del gruppo con il quale lavora. Si tratta di un percorso creativo che permette ad ognuno di esprimersi e scoprirsi. Il coach, infatti, è esso stesso uno strumento di facilitazione riflessiva attraverso il quale il cliente, attingendo dal proprio sapere esperienziale, prende consapevolezza delle proprie potenzialità, dei propri talenti, e del futuro che desidera, e si avvicina al raggiungimento dei propri obiettivi, qualunque essi siano, grazie all’espansione della capacità di azione. Il percorso concreto – metodo – proposto dal coaching rappresenta la massima espressione operativa dei principi di autodeterminazione ed empowerment. L’idea base del coaching è che ottenere piccoli successi fa sentire sempre più capaci e in grado di creare felicità per sè stessi e per chi amiamo.

Il coach non fornisce risposte. Supporta le persone e la famiglia nella possibilità di scoprire le proprie strategie di fronteggiamento della situazione di crisi, non quelle ‘buone per gli altri’

La riflessione viaggia verso….

E’ un processo interessante di lavoro su di sè, quasi un esercizio che tutti siamo chiamati a fare. Trovo interessante utilizzare anche la parola “felicità” e nel segnalibro che parla dell’attività di Elena c’è proprio questa parola. Altre riflessioni e altri post ce li aspettiamo presto.

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