Costruire il welfare di domani: e il terzo settore?

Da prime reazioni al convegno ci siamo resi conto che sono state date per scontate alcune informazioni, potenzialmente cruciali per comprendere fino in fondo l’azione che IRS, CAPP e ARS stanno portando avanti. Emanuele Ranci Ortigosa, leader del progetto e direttore scientifico di Irs, fa alcune prime specifiche.

di Emanuele Ranci Ortigosa*

Irs è una cooperativa di ricercatori giunta al 40° anno di vita, totalmente indipendente, che si è sempre finanziata con il solo lavoro dei propri soci. Anche per questo per il convegno  Costruiamo il Welfare di domani abbiamo chiesto una quota di iscrizione dovendo autofinanziare l’evento. A tale precisazione aggiungo qualche considerazione che forse non abbiamo abbastanza evidenziata nel convegno (alcune mie slide la propongono, vale la pena di approfondire).

Non avremmo usato il termine Welfare comunitario se non avessimo assunto come contenuto essenziale delle nostre proposte lo spostamento di risorse dal centro ai territori per un gestione personalizzata degli interventi e per ridurre l’attuale squilibrio fra le erogazioni monetarie targate Inps e le prestazioni dei servizi. L’afflusso di risorse al territorio, la responsabilizzazione dei servizi del territorio nella gestione degli interventi, il conseguente sviluppo dei servizi sociali e sanitari del territorio a nostro parere accrescono le opportunità di coinvolgere e valorizzare tutti gli attori e le risorse locali, da quelle delle famiglie in difficoltà a quelle del contesto locale.

I soggetti del terzo settore dovrebbero essere riconosciuti e coinvolti sia nella promozione di interventi come quelli da noi proposti, come il reddito minimo di inserimento, sia nella offerta di servizi di accompagnamento, sostegno, risposta alle fragilità e di promozione del loro superamento. Coinvolti quindi sia nella programmazione e progettazione, che nella concreta attuazione.

Mi è dispiaciuto che ragioni di salute abbiano all’ultimo impedito a Pietro Barbieri, portavoce nazionale del Forum del Terzo settore, con il quale mi ero prima appositamente incontrato, di spostarsi da Roma e parlare al convegno, senza avere il tempo per farsi sostituire. Ma già ci siamo scritti per rincontrarci. Tale assenza ha certamente nuociuto ad una considerazione più esplicita del terzo settore in sede di convegno. Ma questo non ha implicazioni dirette sulla tenuta della proposta e sull’intento generale e complessivo di coinvolgere tutti gli attori ad oggi, con diversi ruoli e funzioni, attori fondamentali del welfare territoriale.

In un prossimo post, alcune considerazioni sul coinvolgimento e il ruolo dei servizi sociali territoriali. E su altri attori che pongono questioni nel merito della proposta di riforma.

*Direttore scientifico IRS, leader progetto “Costruiamo il welfare di domani”

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