“Tra due vite”

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di Francesca Susani*

La segnalazione dell’uscita del volume era nella posta accumulata di settembre. Non so neanche se fosse arrivata durante l’estate o dopo, quando ancora stavo cercando di smaltire l’accumulo di agosto.
Di segnalazioni di questo tipo ne riceviamo tante, e velocemente ho risposto “si, certo, mandatecene una copia, grazie”.
Mi sono poi soffermata un momento di più sulla mail successiva dell’autrice che mi ringraziava dell’attenzione, mettendosi a disposizione per eventuali altre richieste.

Ma è stato solo quando ho avuto il libro in mano, con quella bella copertina così significativa e azzeccata, che mi sono resa veramente conto della storia che mi aspettava… E mi sono messa a leggere.

Il tema mi spaventava e mi incuriosiva allo stesso tempo. Non tanto per la malattia, per il trapianto, ma per come l’autrice ne avrebbe affrontato e raccontato il passaggio.

L’argomento del trapianto lo conosco solo da esterna, credo di non conoscere neanche lontanamente qualcuno che l’abbia vissuto. Sono molto poco informata quindi e mi rendo conto che il tema mi suscita inquietudine più che altro per l’idea del donatore, del fatto che la vita di una persona si interrompa e quella di un’altra riprenda grazie a questo.

E Laura Mazzeri non si risparmia, si racconta, si apre in tutte le emozioni che le suscitano questo percorso.

Nel suo breve racconto l’autrice ci accompagna trasmettendoci tutto, anche le emozioni di chi è attorno a lei: i suoi figli, suo marito, sua madre, i suoi amici.
Le frasi che scorrono non tralasciano niente, con delicatezza entrano nella verità della sua storia.
C’è il prima, la malattia, l’attesa, la paura.
C’e l’attesa che diventa urgenza, e il momento del trapianto.
E c’è il dopo, nella convalescenza, nel rendersi conto che niente è più come prima, ma anche, e questo mi è piaciuto moltissimo, era forse proprio questo che cercavo e che speravo di trovare, il pensiero continuo per il suo “Giovane Cavaliere”.

Laura non dimentica chi le ha permesso di tornare a vivere, e sembra alla ricerca di qualcosa.  Scrive, ringrazia i familiari, si sofferma sulla vita che si immagina questo giovane stesse vivendo ed è un abbraccio, forse, finalmente, la risposta alla sua ricerca.

Tra due vite quindi, il prima e il dopo e nel suo dopo Laura guarda gli altri e si rende conto di come a tutti possa capitare di “transitare da un territorio all’altro”. Incrociando le persone per strada si chiede “quale sia quel particolare nodo dell’esistenza che ti ha stravolto e costretto al cambiamento”.

E chiudo il libro pensando che in fondo ha ragione, che per tutti in qualche modo c’è un prima e un dopo e anche se per la maggior parte di noi non è così violento e difficile da superare, può valere la pena soffermarsi sul passaggio, individuarlo, ed essere grati a chi ti ha aiutato ad andare avanti.

Laura Mazzeri, Tra due vite. L’attesa, il trapianto, il ritorno. Una storia vera, Giunti, Milano, 2015

*Istituto per la Ricerca Sociale e caporedattrice “Prospettive Sociali e Sanitarie”

2 pensieri su ““Tra due vite”

  1. Ariela

    Ho letto anche io il libro e condivido la recensione soprattutto la riflessione sul cambiamento e sul dopo che non è mai come era prima……anche se ci piacerebbe tanto che tutto fosse come era prima…..

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  2. Alessandra Galizzi

    Suggerisco la lettura di Riparare i viventi di Maylis de Kerangal. È fiction ma è un’entrata nell’esperienza di che cos’è la morte cerebrale, l’espianto e il trapianto che resta addosso. Meraviglioso!

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