“Display your abilities” – Cambio di ruolo: un approccio innovativo alla disabilità

di Marco Fiorito* e Chiara Bechis**

Il progetto “Display your abilities” è stata un’esperienza internazionale, in cui si è creato un metodo di lavoro che ha utilizzato come strumento il teatro ma che può essere applicato anche ad altri contesti. La metodologia sperimentata e convalidata riguarda il cambio di ruolo per i giovani disabili in un contesto formativo/lavorativo e di vita.

Il cambio di ruolo inteso come visione dell’altro nelle sue capacità, competenze ed abilità che vengono messe a disposizione e trasmesse come portatore di un sapere.

Dis-play your abilities mira a costruire una metodologia che consenta ai giovani con disabilità mentale di essere formati come co-leader di laboratori per altri giovani sul tema della diversità, partendo dalle competenze reali che ognuno di loro possiede.

Contesto

Il successo di precedenti collaborazioni fra scuola, tecnici ed educatori, ha evidenziato il valore aggiunto dell’intervento integrato tra diverse figure professionali che hanno da sempre un unico obiettivo: quello di creare un contesto di apprendimento ed integrazione che superi tante radicate convinzioni sulla diversità, che permetta alla scuola di diventare davvero un luogo di crescita globale della persona. E’ in questo contesto che si inserisce il progetto “DIS-PLAY your abilities” che mira a responsabilizzare giovani con disabilità attraverso un’esperienza artistica e di apprendimento usando il teatro.

L’idea del progetto è proprio quella di creare un’occasione per i giovani con disabilità coinvolti di avere un’esperienza di inversione di ruolo basato non sulle loro difficoltà, ma sulle loro capacità come quella di co-condurre laboratori e condividere competenze teatrali dimostrando a loro stessi ed agli altri le proprie abilità ed educando altri giovani alla diversità.

Negli anni le organizzazioni partecipanti hanno elaborato, nei loro paesi, metodologie di supporto all’inclusione sociale di persone con disabilità, il confronto all’interno di questo progetto internazionale ha portato a sviluppare specifici strumenti e modalità di intervento sull’inversione di ruolo di giovani con disabilità come conduttori di laboratori teatrali nelle scuole. La Cooperativa Sociale Stranaidea, come capo fila del progetto Finanziato dall’Agenzia Nazionale per i Giovani – Programma Erasmus +, Azione chiave 2 – Partenariati Strategici nel settore della gioventù, ha coinvolto:

  • una realtà Spagnola, l’Asociacion ALFA, già partner nel partenariato Grundtvig “STart Europe” di scambio e arricchimento reciproco sulle tecniche di laboratori artistici ed artigianali di creazione fra educatori e persone con disabilità;
  • un’associazione Portoghese, APATRIS 21, conosciuta attraverso la Rete Regionale Teatro e Disabilità TRAME;
  • un’associazione e compagnia teatrale di professionisti con disabilità mentale Olandese, Stichting Theaterwerkplaats Tiuri, conosciuta attraverso un’organizzazione partner del precedente Partenariato Grundtvig coordinato da Stranaidea.

L’intento di questa esperienza di apprendimento è stato di coinvolgere attivamente tutti i soggetti interessati:

  • i giovani con disabilità, co-conduttori dei laboratori teatrali;
  • i tecnici teatrali, conduttori dei laboratori;
  • gli operatori sociali delle organizzazioni partner;
  • gruppo di giovani, partecipanti ai laboratori;
  • gli insegnanti referenti degli istituti coinvolti.

Al progetto hanno partecipato 10 operatori (tra tecnici teatrali ed operatori sociali) e 9 giovani con disabilità (3 maschi e 6 femmine), quest’ultimi di età compresa dai 20 ai 28 anni, con differenti tipologie di diagnosi (Down syndrome, Autistic spectrum, Intellectual disabilities, Mental disorder). Tutti avevano come prerequisiti almeno due anni di formazione esperienziale in ambito teatrale.

L’intero progetto prevedeva un percorso formativo (incontro in Italia, Olanda, Spagna), e la sperimentazione pratica durante i workshop nel paese di provenienza.

Nei laboratori teatrali realizzati da ogni organizzazione partner nelle scuole superiori nei diversi territori hanno partecipato 70 giovani tra i 14 ed i 18 anni e circa 20 insegnanti coinvolgendo negli eventi finali più 400 giovani.

Agli eventi moltiplicatori hanno presenziato in totale  circa 160 persone, tra partecipanti nazionali ed internazionali provenienti da ambiti sociali ed artistici.

Obiettivi

Con questo progetto si intende rafforzare la cittadinanza e la partecipazione attiva di giovani con disabilità e contribuire allo sviluppo dell’educazione alle diversità dei giovani nelle scuole superiori attraverso un partenariato internazionale che persegue i seguenti obiettivi:

  • creare un contesto di apprendimento orientato allo scambio di competenze, esperienze tra i partecipanti nell’ambito del teatro con la disabilità;
  • scambiare buone pratiche orientate ad accrescere le conoscenze e le capacità dei giovani con disabilità ed i metodi di lavoro teatrale di ogni organizzazione;
  • sviluppare, sperimentare, valutare e diffondere metodologie e strumenti innovativi per l’educazione dei giovani alle diversità e la formazione di giovani con disabilità come co-conduttori di laboratori teatrali;
  • consentire ai giovani con disabilità coinvolti nel progetto di arricchire la loro visione della vita, di sperimentare altri contesti ed attuare le loro autonomie e di potersi sperimentare in un percorso professionalizzante;
  • realizzare laboratori teatrali nelle scuole secondarie superiori co-condotti da giovani con disabilità nei territori delle organizzazioni partner.

 Metodologia

Il Progetto si è sviluppato in queste fasi di lavoro:

  • confronto sulle metodologie utilizzate dalle organizzazioni partner, per quanto riguarda la loro esperienza di teatro con la disabilità;
  • elaborazione del profilo di conduttori di laboratori teatrali e di un percorso formativo adattato a giovani con disabilità;
  • creazione di un percorso laboratoriale teatrale;
  • sperimentazione di laboratori teatrali nelle scuole superiori centrati sul tema della diversità co-condotti da giovani con disabilità;
  • creazione condivisa di strumenti di valutazione delle competenze acquisite dai giovani coinvolti e dell’impatto dei laboratori teatrali nelle scuole superiori;
  • diffusione dei risultati del progetto attraverso:
    1. la pubblicazione del file di testo riportante le metodologie sperimentate, valutate e convalidate dalle organizzazioni partner durante il progetto scaricabile dal sito.
    2. la realizzazione di un evento moltiplicatore pubblico di presentazione dell’esperienza realizzato con le scuole coinvolte dalla sperimentazione in ognuno dei quattro paesi delle organizzazioni partecipanti. Video disponibile a questo indirizzo.

Per l’individuazione dei candidati al ruolo di co-leader nel Progetto è stato utile, (come descritto nei capitoli 2 e 5 delle Linee Guida), utilizzare dei moduli di rilevazione delle competenze e tener presente alcuni punti:

  • buona conoscenza, da parte di chi “seleziona”, delle competenze tecniche/artistiche, sociali e relazionali che il giovane disabile ha;
  • esperienza pluriennale nella materia artistica da parte del ragazzo;
  • anni di lavoro e conoscenza tra il giovane ed il tecnico che condurrà il laboratorio;
  • valutazione del momento di vita del giovane in modo che possa vivere al meglio l’esperienza con attenzione, partecipazione e continuità. Sia sotto l’aspetto educativo ed emotivo, sia sotto l’aspetto dell’impegno del tempo lavoro da investire, questo percorso formativo è da considerarsi similare ad un percorso di tirocinio formativo;
  • interesse del giovane disabile nel ricoprire un ruolo formativo in un percorso laboratoriale;
  • sostegno della rete relazionale del giovane al progetto (famiglia, operatori sociali di riferimento).

Nel progetto sono stati creati e concordati strumenti di raccolta dati, di diffusione e condivisione di informazioni, che nella loro sperimentazione rispondessero alle caratteristiche di flessibilità e di semplicità in modo da renderli facilmente utilizzabili, integrabili nel processo di lavoro dei tecnici e che potessero fornire dati utilizzabili sia nell’immediato dagli operatori come monitoraggio e descrizione della propria attività lavorativa e formativa, sia dal ricercatore nella fase di rielaborazione e stesura delle linee guida sulla metodologia sperimentata ha evidenziato i seguenti strumenti utilizzati:

  • diario delle attività formative, delle riunioni e dei laboratori;
  • questionari iniziali e finali (per giovani, insegnanti)
  • interviste (co-leader, leader e giovani)
  • attività di verifica attraverso l’uso di tecniche di scrittura creativa
  • schede delle attività proposte durante il laboratorio teatrale.

Tutti gli strumenti sono scaricabili dal sito Display your ability. 

Analisi

La ricerca ha studiato e valutato positivamente che:

  • L’aver responsabilizzato il giovane disabile nella conduzione delle attività teatrali, all’interno di un percorso creato e progettato con loro, è stato uno strumento di lavoro che ha permesso di modificare la percezione che lui ha del proprio ruolo sociale e il tipo di impegno che può avere nella sua comunità, aumentando anche la propria autostima. Al giovane è stato riconosciuto anche economicamente il suo contribuito lavorativo nel laboratorio presso le scuole.
  • La co-conduzione è risultata uno strumento capace ed efficace per superare lo stereotipo sulla disabilità da parte dei giovani partecipanti ai laboratori che hanno seguito l’attività di teatro con interesse e partecipazione, riconoscendo entrambi, leader e co-leader, come formatori in quanto portatori di abilità tecniche ed artistiche.

La ricerca azione su scala internazionale ci ha permesso di condividere e validare la tesi che la metodologia del cambio di ruolo può essere attuata in contesti culturali e sociali molto diversi e si presta nella conduzione di laboratori dove l’apprendimento sia veicolato particolarmente attraverso l’esperienza pratica, per questo riteniamo che oltre al teatro si possano prestare anche per altre attività artistiche o artigianali.

La metodologia di inversione di ruolo sperimentata ha permesso:

  • ai giovani con disabilità di mettere a disposizione conoscenze ed esperienze laboratoriali precedentemente acquisite, rendendosi elargitori, e non più solo fruitori di aiuto. Vedersi riconosciuto come tecnico ha modificato la percezione del proprio ruolo sociale aumentando la propria autostima;
  • al gruppo classe, attraverso il contatto diretto con giovani con disabilità, ha stimolato riflessioni sulla disabilità, riconoscendone competenze. Nello specifico il laboratorio teatrale, proposto sul tema della diversità, incentrato sulla creatività, sull’immaginazione, sul fare insieme ha permesso di unificare le abilità, annullando o riducendo le differenze e mettendo in luce queste non come negative ma parte di una soggettività;
  • agli insegnanti ha permesso di sentirsi supportati nel lavoro di gruppo e di riflessione con la classe, di accettazione e integrazione, di avere un quadro più specifico dell’intero gruppo classe.

Un laboratorio artistico di questo genere entra nella formazione non formale e sottolinea come il docente, supportato nello svolgimento della sua funzione, possa diventare non solo un professionista colto, ma un tecnico creativo, perché invitato a combinare in maniera originale ed espressiva le differenti variabili della situazione educativa, apportando una reale possibilità di cambiamento.

Conclusioni

Dopo l’esperienza internazionale “DISPLAY your abilities” le organizzazioni Partner proseguono nell’utilizzare la metodologia sperimentata e appresa nelle loro attività ordinarie, facendo entrare nelle programmazioni annuali e nei progetti personali dei singoli utenti l’esperienza della co-conduzione come strumento privilegiato per il lavoro sull’autonomia personale e per progetti di inserimento in ambito scolastico e lavorativo.

*Responsabile del Progetto; **ricercatrice del Progetto