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Gli atteggiamenti dei professionisti dei servizi verso l’omogenitorialità: pregiudizi e sfide future

 figure mistedi Marina Everri*, Laura Fruggeri**, Giada Magro°, Tiziana Mancini°°

I cambiamenti socio-culturali degli ultimi anni hanno dato progressiva visibilità anche in Italia  a una molteplicità di modi di condividere un progetto di coppia e di genitorialità, che si sono affiancati a quelli della famiglia tradizionale (coppia eterosessuale, sposata e con figli). Fra le altre, le famiglie omogenitoriali si sono imposte all’attenzione delle comunità e delle istituzioni politiche e legislative, sfidando modelli, teorie e pratiche di intervento consolidate non più in grado di accogliere i bisogni espressi dalle nuove forme familiari.

Il gruppo di ricerca composto da psicologhe sociali dell’Università di Parma e coordinato dalla prof.ssa Laura Fruggeri, ha condotto ricerche sul tema dell’omosessualità fin dalla degli anni Novanta. Dai primi interrogativi attinenti l’identità delle persone omosessuali, l’indagine si è via via spostata sulle dinamiche delle coppie omosessuali per approdare ai processi delle famiglie omogenitoriali, ovvero a quelle coppie di persone dello stesso sesso che decidono di avere figli ricorrendo a tecniche di fecondazione assistita o all’adozione; pratiche precluse alle persona omosessuali in Italia. Continua a leggere

Storie di Naspi

soldidi Davide Pizzi*

Per ragioni di riservatezza e d’identità, volutamente espresse dall’interessato, non userò il suo vero nome, ma farò ricorso a uno pseudonimo, scelto assieme alla persona stessa, di cui non indicherò neanche il genere. Il protagonista, quindi, si chiamerà: Naspi! Naspi è anche l’acronimo che sta per: Nuova Assicurazione Sociale per l’Impiego, e l’istituto erogante è l’INPS.

Fin qui tutto procede bene…

Naspi, dopo aver perso il lavoro, come è accaduto a molti lavoratori in Italia, e come, purtroppo, ancora accade, aveva fatto domanda per ricevere l’indennità di disoccupazione. L’istanza era stata accolta favorevolmente, e dopo circa un mese dalla presentazione aveva iniziato a ricevere quanto gli spettava.

Finché un giorno… Continua a leggere

Seconda indagine nazionale sulla figura dell’Educatore professionale

di Francesco Crisafulli*

Associazione Nazionale Educatori Professionali www.anep.it

Associazione Nazionale Educatori Professionali
www.anep.it

A dieci anni dalla pubblicazione della prima indagine nazionale sulla figura dell’Educatore professionale l’ANEP (Associazione Nazionale Educatori Professionali), con un gruppo di suoi ricercatori, ha promosso una nuova ricerca con lo scopo di raccogliere dati tecnico-professionali utili all’elaborazione di profili prevalenti dell’EP italiano e verificare modifiche negli esiti complessivi dell’indagine precedente. Lo scopo secondario della ricerca è stato di verificare il grado di soddisfazione verso l’Associazione di rappresentanza e il consenso con le eventuali proposte d’integrazione, al modello di competenze denominato “Core Competence” dell’Educatore professionale. Continua a leggere

L’assistente sociale: uno, nessuno e centomila

about usdi Davide Pizzi*

Purtroppo, in più di un’occasione, mi è capitato di imbattermi in persone che confondevano la mia professione di assistente sociale con un’altra. Oggi, come allora, quando mi ricapita, provo lo stesso senso di fastidio, proprio non riesco ad abituarmi che qualcuno faccia questa sorta di scambio tra professioni! Per rendere più chiara l’idea, cito alcuni esempi di quante volte il mio lavoro è stato frainteso con un altro:

  • assistente domiciliare per anziani (e aiuto domestico);
  • operatore socio sanitario;
  • operatore generico;
  • altro non precisato.

Ogni volta che ho sentito citare a sproposito il mio mestiere, ho vissuto un senso pirandelliano di incomprensione della mia identità professionale, per l’appunto: uno, nessuno e  centomila. Continua a leggere

Il concorso pubblico: “Quo vado”?

di Davide Pizzi*

farfalleLa visione del film satirico Quo vado mi ha invogliato a riprendere in considerazione vecchie riflessioni che conservavo da lungo tempo. La crisi occupazionale, sia pure con i recenti segnali positivi di ripresa, è ancora presente ed evidente e non ha risparmiato neppure gli assistenti sociali. I concorsi nella pubblica amministrazione sono diminuiti a causa della minor sostituzione del personale in quiescenza (turn over), della precedenza sui concorsi della mobilità di personale assunto presso altri pubblici uffici, e per l’esternalizzazione dei servizi sociali. In attesa che la nuova riforma del lavoro, jobs act, produca più dati statistici nel medio periodo, si possono e si devono, produrre delle riflessioni. È dall’incontro con i giovani colleghi nell’affannosa ricerca di un impiego che nasce la mia riflessione. Continua a leggere