Archivi tag: lavoro di cura

Il tempo che resta

di Cristina Sironi *

Spesso capita di andare al cinema a vedere un film tratto da un libro (generalmente preferiamo il libro).  In questo caso  invece si tratta di un film che precede il testo, scritto successivamente. Stiamo parlando di “Tra 5 minuti in scena” del 2013 (ora anche in DVD, vedi anche post su Scambi di Prospettive) di Laura Chiossone, regista di corti e di “Mamma a carico” (Einaudi, 2015) di Gianna Coletti, attrice, ispiratrice del film, oltre che autrice del libro. Continua a leggere

Quando muore una persona della quale ci prendiamo cura

di Pierluigi Emesti*

Disegno di Irene Esposito

Disegno di Irene Esposito

Vorrei provare a condividere delle emozioni e delle riflessioni che mi stanno sorgendo dal cuore, dalla pancia e dalla testa.

Nel lavoro di cura di persone fragili, capita che si debba assistere a delle morti.
Ogni volta però è necessario secondo me prendersi il tempo necessario per accompagnare la persona dal nostro vissuto quotidiano all’album dei ricordi.

E’ successo recentemente che una ospite del centro per disabili dove lavoro sia mancata, dopo una breve ma cruenta malattia.
Come spesso capita non ce lo aspettavamo, parlo al plurale perchè tutta l’Equipe è stata disorientata da questa notizia, anche se la situazione di questa persona era molto debilitata e non facile.

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La presentazione del Primo Rapporto sul Lavoro di Cura in Lombardia

ImmagineSi è tenuta giovedì scorso, 21 maggio, la presentazione del “Primo Rapporto sul lavoro di cura in Lombardia”, promosso dall’IRS e diretto da Sergio Pasquinelli. La presentazione ha visto gli interventi degli autori del Rapporto, dei Partner, di Cristiano Gori, direttore di LombardiaSociale.it, di Carlo Borghetti, consigliere regionale lombardo e primo firmatario della nuova legge regionale sulle assistenti familiari, e di Maria Cristina Cantù, Assessore alla Famiglia e Solidarietà sociale della Regione Lombardia.

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Primo Rapporto sul lavoro di cura in Lombardia

Sergio Pasquinelli *

ImmagineSono quattrocentomila gli anziani non autosufficienti in Lombardia. Chi si prende cura di loro? Su quali risorse le famiglie possono oggi contare? Di che cosa c’è più bisogno?

Questo Rapporto sociale mette al centro il lavoro di cura a favore degli anziani non autosufficienti in Lombardia. I cambiamenti che lo riguardano. I bisogni che esprime.

Questo rapporto, che verrà presentato giovedì prossimo a Milano, propone un viaggio. In un mondo che crediamo spesso di conoscere ma che in realtà conosciamo poco. Lo conosciamo in modo parziale, frammentario, per esperienza diretta o per sentito dire. Su questo mondo manca una visione di insieme, una conoscenza che unisca le molte tessere, uno sguardo che faccia sintesi.
Un’analisi costruita con la collaborazione preziosa di 15 partner afferenti al mondo della cooperazione sociale, dell’associazionismo, dei sindacati e degli enti locali. In cui si analizza a tutto tondo la realtà del lavoro di cura a favore degli anziani non autosufficienti, con uno sguardo ai cambiamenti in atto, le opportunità e le sfide, e con proposte riguardanti lo sviluppo della rete dei servizi.
Il Rapporto contiene due approfondimenti. Un’indagine su un vasto campione di famiglie lombarde con anziani non autosufficienti, in cui è stata esplorata la figura dei caregiver familiari: chi e quanti sono, come si organizzano, i loro bisogni, l’uso e l’interesse nei confronti dei servizi. E un’analisi degli interventi volti a qualificare il mercato privato della cura – le badanti – che ne evidenzia punti di forza e di debolezza, criticità e direzioni di crescita.

L’appuntamento è a Milano la mattina di giovedì 21 maggio.

Per iscrizioni:  www.prosp.it/presentazioneLC

Scarica la Locandina dal sito dell’Irs

* IRS e vicedirettore Prospettive Sociali e Sanitarie

Famiglie, anziani, lavoro di cura

di Patrizia Taccani*

DSCN3379 (2)Potrei pensare a un Quid sulla cura familiare degli anziani…”. Ricordo di avere buttato lì, in una riunione di redazione di PSS, questa proposta. Ricordo anche di essere stata assalita da subitaneo pentimento. Ma che avevo da dire, ancora, sul lavoro di cura familiare che non fosse già stato detto, che non avessi io stessa già detto? Tuttavia, l’accoglienza favorevole dei presenti fu elemento di gratificazione e spinta a sottoscrivere un impegno cui compresi non mi sarei sottratta. Del resto, mi dissi tempo dopo – quando affogavo tra le annate della rivista (in parte cartacee, in parte online) -qualche motivo lo avrò avuto per lasciarmi andare a formulare quella benedetta proposta… Continua a leggere