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L’esperienza di Adriano Olivetti e il lavoro di comunità. Documenti in rete

di Andrea Pancaldi*

Come ricordato anche in altri post, da un paio di anni a questa parte si parla molto nell’ambito dei servizi sociali di “lavoro di comunità”; molte amministrazioni comunali orientano in questo senso l’organizzazione e il “senso” dei loro servizi sociali, nascono attività formative e di consulenza, fioriscono le iniziative editoriali, si incontrano e si intrecciano le riflessioni del servizio sociale con le dinamiche dell’innovazione sociale, dell’evoluzione del volontariato dentro le dinamiche (legislative e non) del terzo settore. La “comunità” a volte viene data per scontata, a volte viene interrogata e ricercata nel suo continuo divenire, non essendo scontato che tutti i soggetti e i luoghi della comunità (…o ad essa ascritti) siano necessariamente essi stessi in una ottica di comunità. Continua a leggere

Metti un malato di Alzheimer nel branco

di Cristina Sironi*

Sono sempre attratta da film che raccontano storie di anziani perché mi interessa capire come lo sguardo del regista illumini aspetti e problemi con cui mi confronto da anni come operatore sociale,  e  per  trarne anche qualche spunto di riflessione.

Il film “Tutto quello che vuoi” di Francesco Bruni, merita a mio parere attenzione: da un lato sicuramente ci fornisce uno sguardo positivo e leggero sul morbo di Alzheimer, malattia tanto temuta, dall’altro ci dona speranza sulla possibilità di uno scambio fertile tra generazioni diverse. Continua a leggere

Hotel 6 stelle: un nuovo modo di fare televisione sociale

di Anna Contardi *

hotel 6 stelleSi è conclusa il 4 gennaio la II serie di “Hotel 6 stelle”, il programma che nel 2014 ha fatto conoscere al grande pubblico le potenzialità delle persone con sindrome di Down nel mondo del lavoro.

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“Un posto al sole”: il sociale dalla parte del sociale

TV: "Un posto al sole" festeggia le 4mila puntateUn paio di settimane fa Un posto al sole ha festeggiato 4000 puntate. Per chi non la conoscesse è la soap italiana più longeva di sempre, in onda tutti i giorni dopo Blob su Raitre.

Ho sviluppato una curiosità, non tanto per le storie, per le quali comunque riconosco un’arte, ben diversa da quella di Beautiful o delle soap sudamericane, piuttosto per gli sviluppi sociali delle storie. D’altra parte #UPAS è una soap sociale, lo dichiarano gli attori, gli autori e te ne accorgi guardando qualche puntata. Continua a leggere

A Royal Affair

en-kongelig-affære-(2012)-large-pictureUn re fragile, una giovane regina born to be The Queen, un medico consigliere un po’ psicologo, un po’ assistente personale, illuminista e idealista.

Con A Royal Affair si può capire bene perchè la Danimarca è com’è (o è stata come è stata), intendo dire una nazione piccola e rivoluzionaria nel centro dell’Europa. Fino a pochi anni fa per guardare i sistemi di welfare più avanzati si guardava per prima alla Danimarca. Candidato all’Oscar come miglior film straniero nel 2013, Oscar vinto da Amour, altro film di cui dovremmo parlare. Magari ve lo siete perso, ma vale la pena di vederlo questo Royal Affair, soprattutto in tempi di riforme sfrenate.

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