Archivi categoria: Libri

L’insicurezza e la paura del cittadino: timore del crimine e rischio effettivo

di Anna Paola Lacatena*

La crescita delle città nella seconda metà del XX secolo, il cambiamento dei modelli di vita e l’alta concentrazione urbana hanno modificato sostanzialmente le caratteristiche dello spazio pubblico urbano, e ciò ha determinato un diverso rapporto tra gli abitanti e la città stessa: si è, così, passati dal “rischio della città” alla “città del rischio” (Nocenzi, 2001).

E’ noto che il timore del crimine non sempre è in proporzione al rischio criminale. Negli ultimi anni se la criminalità si è mantenuta entro limiti e tassi di sviluppo “fisiologici”, la paura, soprattutto nei grandi centri urbani, è cresciuta (Travaini, 2002). Ovvero, si riscontra talora che la “vittimizzazione vicaria”, cioè la conoscenza di reati occorsi nel proprio circondario o il racconto fatto da persone che sono state vittime, incide sulla paura più ancora di quanto non faccia la vittimizzazione diretta (d’altro canto l’ansia è per definizione anticipatoria) (ibidem, 2002, pp. 42-56). E’ del pari noto che spesso se il rischio di subire un reato predatorio cresce con l’innalzarsi del livello sociale, la paura è, viceversa, inversamente proporzionale al ceto (Barbagli, 2002). Continua a leggere

Il tempo che resta

di Cristina Sironi *

Spesso capita di andare al cinema a vedere un film tratto da un libro (generalmente preferiamo il libro).  In questo caso  invece si tratta di un film che precede il testo, scritto successivamente. Stiamo parlando di “Tra 5 minuti in scena” del 2013 (ora anche in DVD, vedi anche post su Scambi di Prospettive) di Laura Chiossone, regista di corti e di “Mamma a carico” (Einaudi, 2015) di Gianna Coletti, attrice, ispiratrice del film, oltre che autrice del libro. Continua a leggere

“I miei bambini hanno i superpoteri. Storia della nostra dislessia”

9788820061371_0_0_300_80

di Francesca Susani*

Ho letto molto volentieri nei giorni scorsi questo libro di Carlotta Jesi, che conosco come fondatrice di Radiomamma e che ho avuto il piacere di incontrare più volte in passato.

L’autrice ci accompagna in una personale scoperta della dislessia dei suoi figli, portandoci a conoscere questa “condizione” (come la trovo definita cercandola su Wikipedia) che non è semplicemente “un disturbo dell’apprendimento”, una difficoltà a scrivere, o leggere,  ma un modo di essere, un modo diverso di vedere e capire le cose, un modo creativo per affrontarle. Continua a leggere

Le demenze. La cura e le cure

Immaginedi Cristiano Gori*

Perché un altro testo sulle demenze? La sempre più estesa letteratura in materia richiede, secondo me, di porsi questo interrogativo nell’avvicinare il volume curato da Antonio Guaita e Marco Trabucchi (1). L’ho, dunque, letto cercando una risposta. Ecco quella che mi sono dato e che propongo al lettore: il libro è costruito utilizzando un approccio innovativo alle demenze, particolarmente utile ai molti che ne sono – a vario titolo – interessati. Il “cuore” di tale approccio consiste nel tentativo, a mia conoscenza sinora unico in Italia, di raggiungere in uno stesso lavoro sull’argomento i diversi obiettivi illustrati di seguito, concependoli come parti complementari di un disegno organico. Questo rappresenta il valore aggiunto dell’opera. Continua a leggere

Letture ad alta voce

SAMSUNGdi Patrizia Taccani*

Leggo: “Nel 2012 il 73,3% delle coppie che si sono separate avevano figli. E per i divorzi le coppie con figli erano il 66,2% del totale. Solo il 48,7% delle separazioni e il 33,1% dei divorzi riguardava coppie con un figlio minorenne.”   Non mi stupiscono le percentuali in sé, quanto l’avverbio “solo” posto a suggerirci il valore di una misura, di una quantità. Riformulo a modo mio: quasi la metà delle coppie separate e un terzo di quelle divorziate aveva figli minori.

Allora ai miei occhi compare una nutrita schiera di bambini e ragazzi che si sono trovati coinvolti in una vicenda molto difficile sia da comprendere sia da gestire a livello emotivo. Fossero anche pochi il disagio individuale andrebbe comunque intercettato. La psicologa Alba Marcoli che dedicò la sua professione a prendersi cura delle difficoltà famigliari mise in luce nei suoi testi come, con la separazione della coppia, tutti i membri affrontino un profondissimo lutto. È pur vero che ciascuno si trova a gestire questa sofferenza con risorse e strumenti ben diversi. In una certa misura lo spaesamento degli adulti, che pure c’è, ha avuto una fase “preparatoria” a livello sia razionale sia emotivo. Per il minore, soprattutto se bambino di piccola età, lo scenario della propria quotidianità cambia senza preavviso ed egli si trova ad affrontare un’esperienza dove nulla è più come prima. Questo succede anche al figlio preadolescente, a quello adolescente che hanno però capacità più mature di interlocuzione con i genitori, e non solo con loro. Lo spaesamento è lo stesso, sentimenti forti come dolore, rabbia, paura, vergogna, senso di colpa possono nascere analogamente nel bambino molto piccolo e nel ragazzo vicino alla maggiore età: diverse saranno le manifestazioni di disagio e il modo di affrontarlo. E poi, lo sappiamo, ogni famiglia costruisce la sua peculiare storia e ciascuna storia va vista nella sua unicità. Continua a leggere