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L’esperienza di Adriano Olivetti e il lavoro di comunità. Documenti in rete

di Andrea Pancaldi*

Come ricordato anche in altri post, da un paio di anni a questa parte si parla molto nell’ambito dei servizi sociali di “lavoro di comunità”; molte amministrazioni comunali orientano in questo senso l’organizzazione e il “senso” dei loro servizi sociali, nascono attività formative e di consulenza, fioriscono le iniziative editoriali, si incontrano e si intrecciano le riflessioni del servizio sociale con le dinamiche dell’innovazione sociale, dell’evoluzione del volontariato dentro le dinamiche (legislative e non) del terzo settore. La “comunità” a volte viene data per scontata, a volte viene interrogata e ricercata nel suo continuo divenire, non essendo scontato che tutti i soggetti e i luoghi della comunità (…o ad essa ascritti) siano necessariamente essi stessi in una ottica di comunità. Continua a leggere

Disabilità, progettualità, prospettive: verso quale futuro?

di Claudio Caffarena*

Con questo post vogliamo presentare l’ultimo Quid Album uscito in pdf che, come gli altri volumi della collana, si propone di raccogliere e “mettere in ordine”, in maniera particolarmente flessibile, parte del ricco bagaglio di esperienze su determinate temi che, attraverso PSS, in questi anni abbiamo raccolto e condiviso. Il Quid Album n.6 è dedicato al tema delle politiche sulla disabilità.

Nei 16 anni presi in considerazione (2001/2016) la tematica ‘disabilità’ è stata affrontata dalla rivista PSS da differenti punti di vista offrendo una panoramica ricca ed articolata.

La chiave di lettura che ha guidato la scelta degli articoli che compongono il Quid è stata suggerita dal tema di fondo che l’IRS sta portando avanti e che ha affrontato in tre importanti convegni: quello cioè della ‘costruzione del welfare’ (1). Un percorso che ha visto il coinvolgimento di molti soggetti appartenenti ad ambiti diversi: le istituzioni pubbliche, il mondo della cooperazione, l’associazionismo nelle differenti articolazioni. E questa riflessione si è rivelata sin dall’inizio come particolarmente impegnativa, come sottolinea Emanuele Ranci Ortigosa nella presentazione del convegno del 2011: “Va riesaminato e ristrutturato l’insieme, perché è disfunzionale rispetto alle finalità, inefficace rispetto agli obiettivi, inefficiente nel suo operare. E perché, non potendo far conto su risorse aggiuntive esterne, occorre ottimizzare l’uso delle risorse tuttora disponibili, superando barriere di norme obsolete, di settorializzazione dell’utenza, di parcellizzazione degli interventi e delle prestazioni”. (PSS 20-22/2011).

Ci è sembrato pertanto interessante cercare di capire come, in questi anni, la riflessione sul tema ‘disabilità’ si sia avvicinata a questa tematica, in che modo le proposte formulate possano trovare ostacoli od essere accolte da un contesto in continua evoluzione.

“Per la disabilità e la non autosufficienza è pressante oggi il bisogno di costruire sistemi di ‘welfare di comunità’, di riarticolare i sostegni, sviluppare il mix di interventi e servizi, rispondere più efficacemente a condizioni che cambiano. Non c’è solo bisogno ‘di più’, ma anche ‘di diverso’. Solo per fare un esempio emblematico su una misura molto discussa, un’indennità di accompagnamento riformata può rappresentare il vero volano di cambiamento, nella misura in cui viene utilizzata per fruire di servizi” (Pasquinelli, 2015).

E questo ‘diverso’ si applica a molti, per non dire tutti gli aspetti nei quali si articola oggi il tema ‘disabilità’. Nel Quid Album proponiamo tre angolazioni che possono aiutare a leggere il cambiamento avvenuto nel nostro Paese e prefigurare alcune aree di policy dalle quali attendersi positivi miglioramenti: il rapporto pubblico/privato; l’evoluzione dei servizi; la proiezione verso il futuro.

Il volume si chiude con un articolo che fa il punto sull’attuale situazione delle politiche per le persone con disabilità in Italia.

Firmato dai ricercatori Irs: Claudio Castegnaro, Diletta Cicoletti e Sergio Pasquinelli, l’articolo parte dal recente seminario Welforum, dedicato appunto alle politiche per la disabilità, che ha offerto l’occasione al gruppo di lavoro IRS di riprendere i tanti lavori di ricerca, analisi, accompagnamento svolti negli ultimi anni e ricostruire elementi di sviluppo e nodi che le politiche per le persone con disabilità ben rappresentano. In particolare la più recente azione di ricerca è stata sviluppata per ISFOL nell’ambito dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità sul tema budget di salute.

(1) – I convegni si sono svolti a Milano e i documenti prodotti sono stati pubblicati in:

E’ possibile acquistare Il Quid presentato con un versamento di €8,00 direttamente sul sito della rivista.

* Sociologo, Studio Il Nodo, Piossasco (TO); redattore di Prospettive Sociali e Sanitarie

 

L’insicurezza e la paura del cittadino: timore del crimine e rischio effettivo

di Anna Paola Lacatena*

La crescita delle città nella seconda metà del XX secolo, il cambiamento dei modelli di vita e l’alta concentrazione urbana hanno modificato sostanzialmente le caratteristiche dello spazio pubblico urbano, e ciò ha determinato un diverso rapporto tra gli abitanti e la città stessa: si è, così, passati dal “rischio della città” alla “città del rischio” (Nocenzi, 2001).

E’ noto che il timore del crimine non sempre è in proporzione al rischio criminale. Negli ultimi anni se la criminalità si è mantenuta entro limiti e tassi di sviluppo “fisiologici”, la paura, soprattutto nei grandi centri urbani, è cresciuta (Travaini, 2002). Ovvero, si riscontra talora che la “vittimizzazione vicaria”, cioè la conoscenza di reati occorsi nel proprio circondario o il racconto fatto da persone che sono state vittime, incide sulla paura più ancora di quanto non faccia la vittimizzazione diretta (d’altro canto l’ansia è per definizione anticipatoria) (ibidem, 2002, pp. 42-56). E’ del pari noto che spesso se il rischio di subire un reato predatorio cresce con l’innalzarsi del livello sociale, la paura è, viceversa, inversamente proporzionale al ceto (Barbagli, 2002). Continua a leggere

Il tempo che resta

di Cristina Sironi *

Spesso capita di andare al cinema a vedere un film tratto da un libro (generalmente preferiamo il libro).  In questo caso  invece si tratta di un film che precede il testo, scritto successivamente. Stiamo parlando di “Tra 5 minuti in scena” del 2013 (ora anche in DVD, vedi anche post su Scambi di Prospettive) di Laura Chiossone, regista di corti e di “Mamma a carico” (Einaudi, 2015) di Gianna Coletti, attrice, ispiratrice del film, oltre che autrice del libro. Continua a leggere

“I miei bambini hanno i superpoteri. Storia della nostra dislessia”

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di Francesca Susani*

Ho letto molto volentieri nei giorni scorsi questo libro di Carlotta Jesi, che conosco come fondatrice di Radiomamma e che ho avuto il piacere di incontrare più volte in passato.

L’autrice ci accompagna in una personale scoperta della dislessia dei suoi figli, portandoci a conoscere questa “condizione” (come la trovo definita cercandola su Wikipedia) che non è semplicemente “un disturbo dell’apprendimento”, una difficoltà a scrivere, o leggere,  ma un modo di essere, un modo diverso di vedere e capire le cose, un modo creativo per affrontarle. Continua a leggere