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II Edizione del Premio IRS – CNOAS – PSS. A breve la premiazione dei vincitori!

 

Nel 2011, l’Istituto per la Ricerca Sociale, con la collaborazione di qualificati esperti, ha avviato un percorso di elaborazione e promozione di una riforma dell’attuale sistema di welfare, proseguito negli anni successivi nell’ambito di un progetto della Fondazione Cariplo e con il coinvolgimento e la collaborazione del Capp dell’Università Modena e Reggio Emilia.

Nel aprile del 2016 si è tenuto il Convegno “Costruiamo il Welfare dei Diritti”, III appuntamento di del percorso e di presentazione della ricerca finale e in quell’occasione il Presidente dell’Ordine Nazionale degli Assistenti Sociali, Gianmario Gazzi, ha presentato la seconda edizione[1] del Premio IRS–CNOAS-PSS “Costruiamo il Welfare dei diritti sul Territorio”, invitando a presentare, per Prospettive Sociali e Sanitarie, esperienze innovative nel campo del Welfare, che rispondessero ai criteri elencati nel bando, con l’obiettivo di dare visibilità e valorizzare buone pratiche istituzionali, organizzative, operative, professionali, oggi in atto sui territori.

La seconda edizione, conclusasi a fine 2016, ha avuto la partecipazione di numerose esperienze che sono state valutate da una commissione composta da ricercatori Irs-redattori PSS e consiglieri Cnoas.

 

I contributi vincitori del Premio

  • E. Allegri, A. de Luca, M. C. Bertocci, S. Gallione, Università del Piemonte Orientale, “Diversamente esperti: la partecipazione dei cittadini utenti e dei familiari nella formazione universitaria dei futuri assistenti sociali. Analisi di una innovativa esperienza italiana”
  • M. Andreazza, G. Luigi Risso, Provincia di Torino, “Un sistema integrato per l’assistenza familiare: la sperimentazione dei Progetti AFRI nel territorio della provincia di Torino”
  • S. Barco, G. Busia, M. Fasciolo, Cissaca Alessandria, “La bottega delle reciprocità. Pratiche di welfare societario per la valorizzazione dei saperi e gli scambi tra le generazioni”
  • G. Esposito, C. Melani, E. Bertusi, Distretto Socio-Sanitario 18, Provincia di La Spezia, “Cambiamento organizzativo ed apprendimento permanente: l’Osservatorio del Cambiamento Sociale del Distretto Sociosanitario 18 nella Provincia della Spezia”
  • L. Golino, M. Lenarduzzi, R. Orlich, Azienda per l’Assistenza Sanitario n.5 Friuli Occidentali di Pordenone, “Le unità educative territoriali: un’alternativa possibile al centro diurno per disabili”
  • Gruppo di lavoro della Regione Piemonte, “Il budget di salute per persone con bisogni complessi negli interventi integrati di assistenza primaria”
  • C. I. Laini, S.A.R.A. Donne senza paura, “SARA. Donne senza paura: Un Servizio del territorio milanese dedicato alle donne in difficoltà”
  • E. Meroni, Comuni Insieme, “Le riunioni di famiglia”
  • V. Riva, Comune di Besana Brianza; S. Volontè, Cooperativa Il Mondo di Emma, “Un progetto di Housing sociale: fondo di garanzia per la morosità”
  • C. Zanetti, M. Bergamini, Comune di Trieste; A. Zanin, Regione Autonoma Friuli Venezia Giulia, “Oltre le barriere: il portale informativo Trieste per Tutti”

 

Nel corso del 2017 Prospettive Sociali e Sanitarie ha avuto il piacere di pubblicare tutti i contributi vincitori che verranno a breve raccolti in una nuova pubblicazione della collana “I Quid Album”.[2]

Siamo ora pronti a premiare le 10 esperienze selezionate per il Premio. L’occasione sarà il Seminario organizzato a Roma dal CNOAS per il 24-25 ottobre dedicato ad un percorso di riflessioni sul tema del Welfare in Italia.

La premiazione, alla quale i vincitori sono già stati invitati a partecipare, si terrà la mattina del 25 ottobre in sede ancora da definire.

 

[1] Il Premio aveva già visto una sua prima edizione nel 2014, che ha consentito la selezione e la pubblicazione di 10 articoli vincitori nel 2015. Tali articoli, pubblicati su PSS, nel corso dell’anno sono poi stati raccolti in un Quid Album disponibile in pdf: Francesca Susani (a cura di), Costruiamo il nuovo welfare. Esperienze di innovazione sociale nei territori, 2015.

[2] Gli articoli sono stati pubblicati nei fascicoli Inverno, Primavera ed Estate 2017 di Prospettive Sociali e Sanitarie.

Progetto Lasciare il nido: il diritto all’adultità per le persone con disabilità

 

 

di Guido Bodda*

Per una persona con disabilità mentale in età giovanile non è semplice far quelle esperienze che le permettono di diventare adulta, di maturare le competenze e le autonomie necessarie per vivere la propria vita nel modo più indipendente possibile. I giovani con disabilità sono spesso vittime di un atteggiamento “iperprotettivo” da parte dei famigliari e della scuola, giustificato solo parzialmente dalle loro difficoltà cognitive, relazionali o motorie, con la conseguenza che si riducono le occasioni di sperimentazione delle autonomie e si viene ad innescare una sorta di “circolo vizioso” della sfiducia, che porta a sviluppare i loro potenziali in maniera limitata.

I “riti di passaggio” sono quei dispositivi che le diverse culture utilizzano per segnare i momenti fondamentali di “cambiamento di status”, come ci insegna l’antropologia.  I passaggi vengono ritualizzati per esplicitare il superamento del limine/frontiera da una condizione sociale all’altra, per governare la tensione tra protezione e cambiamento insita nel passaggio, per scandire la costruzione (passaggio di status) dell’identità adulta della persona.

Nel mondo occidentale i momenti ritualizzati sono molteplici, ad esempio:

  • le tappe del percorso scolastico/formativo/lavorativo;
  • il raggiungimento del 18° anno di età che consente l’avvio alla partecipazione della vita civile, come il diritto di voto e il servizio civile (ex servizio militare);
  • il conseguimento della patente di guida;
  • le tappe affettive: il primo amore, il fidanzamento, il matrimonio, la nascita dei figli;
  • l’andare a vivere in una casa propria, preceduto dalle tappe di graduale conquista di autonomia, quali ad esempio i primi viaggi con gli amici, in Italia ma anche all’estero;

A chi opera nel campo dei servizi alla persona, questa panoramica non può non confermare che per le persone con disabilità, in particolar modo dopo l’età dell’adolescenza, spesso vengono a mancare le occasioni per effettuare quelle esperienze che permettono di maturare l’indipendenza dal nucleo di riferimento, l’emancipazione dalla tutela/cure parentali.

E allora?

Il progetto

Il progetto di scambio internazionale “Lasciare il nido” (Leaving the Nest), cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione europea, nasce nel solco di queste riflessioni, con l’intento di realizzare un’esperienza significativa nel percorso verso l’adultità.

Ente ospitante e capofila del progetto: Cooperativa Sociale Il Sogno di una Cosa ONLUS, Collegno (TO), (www.ilsognodiunacosa.org), 9 giovani coinvolti (8 con disabilità lieve o medio lieve e 1 con minori opportunità) con 4 accompagnatori.

Enti ospitati: The Cedar Foundation O.N.G., Sofia, Bulgaria, 7 giovani coinvolti (tutti con disabilità lieve o media ) con 4 accompagnatori.

Association FenêtreS, Charbonnières les Bains, Lione, Francia, 6 giovani coinvolti (5 con disabilità lieve e 1 con minori opportunità) con 4 accompagnatori.

A Torino, dal 13 al 20 giugno 2017, questi tre gruppi di giovani hanno preso parte a un’esperienza formativa condivisa sul tema delle autonomie, attraverso un percorso basato sull’apprendimento “non formale e informale” finalizzato a migliorare la consapevolezza di sé e del mondo che li circonda, in un clima di amicizia e di scambio tra pari.

Le tematiche dello scambio sono state:

  • orientamento spaziale e autonomie pedonali, utilizzo delle tecnologie;
  • alimentazione e cucina, condivisione dei piatti tipici nazionali e regionali;
  • autonomie domestiche e gestione della casa;
  • consapevolezza dell’identità personale e del rapporto con gli altri.

Per ognuna di queste tematiche ci sono stati momenti di discussione e confronto in gruppo, all’interno di un’aula offertaci dall’agenzia formativa SFEP di Torino (partner del progetto anche per il monitoraggio e la valutazione), ma anche e soprattutto momenti di sperimentazione pratica in locali interni e sul territorio.

I giovani partecipanti

Durante un incontro di presentazione dei progetti Erasmus+ approvati a Roma, ci siamo resi conto di come il nostro progetto fosse essenzialmente l’unico a prevedere la partecipazione allo scambio esclusivamente di ragazzi disabili o con minori opportunità. Vivere una settimana insieme a ragazzi che provengono da culture diverse e che parlano un’altra lingua, discutere e fare esperienze di autonomia insieme, inizialmente ci siamo chiesti se questo progetto poteva essere eccessivamente ambizioso, troppo difficile per dei giovani con disabilità mentale, seppur nella maggior parte dei casi lieve. Inoltre non è stato semplice per noi, abituati al consueto lavoro di operatori sociali che si occupano di disabilità, entrare nell’ottica di un progetto Erasmus+, dove il ruolo degli accompagnatori è quello di “facilitatori dello scambio” e i veri protagonisti del momento formativo sono i ragazzi stessi, attraverso la peer education. Ciononostante abbiamo iniziato questa esperienza con curiosità ed entusiasmo, scoprendo presto che i nostri timori erano in buona parte infondati.

Dopo una prima prevedibile fase di spaesamento e di necessario “accomodamento” reciproco, dove sono emerse le differenze culturali, gradualmente si è creato un clima caldo e amicale di sostegno reciproco, sia tra gli accompagnatori (molti dei quali giovanissimi) sia tra i ragazzi. Ognuno dei giovani coinvolti ha potuto così sentirsi protagonista, sia nei momenti di discussione che nelle diverse attività pratiche, quali le uscite per scoprire i luoghi tipici di Torino imparando ad orientarsi e ad utilizzare i mezzi pubblici, il cucinare insieme piatti tipici dei tre paesi, i momenti ludici e le attività espressive.

Conclusioni

Il progetto, sulla base dei rimandi dei partecipanti a voce e dei questionari di valutazione, può dirsi pienamente riuscito, andando anche oltre le nostre più rosee aspettative.

I giovani coinvolti hanno potuto mettersi in gioco in un contesto “tra pari”, sperimentando al contempo la dimensione dell’essere “cittadini europei”, elementi che hanno contribuito notevolmente alla crescita della loro autostima e sicurezza personale.

Inoltre il confronto con approcci e politiche diverse rispetto all’autonomia delle persone con disabilità è stato davvero molto arricchente per tutte e tre le organizzazioni coinvolte, confronto grazie al quale sono nate nuove idee e progetti che auspichiamo si possano sviluppare in futuro.

Questa piccola positiva esperienza ci incoraggia a proseguire nella ricerca, avviata ormai da alcuni anni in collaborazione con diverse altre realtà ed enti (vedi link), finalizzata a portare un contributo per l’innovazione dei servizi rivolti alla disabilità, nell’ottica del superamento di una visione esclusivamente assistenziale, di una maggiore e più reale inclusione e della promozione dell’autonomia e dell’autodeterminazione delle persone con disabilità.

*Progettista, formatore, socio della cooperativa sociale Il Sogno di una Cosa Onlus

 

Bibliografia

  • Andrea Canevaro, Fuori dai Margini, Superare la condizione di vittimismo e cambiare in modo consapevole, Erikson, 2017
  • Carlo Francescutti, Marco Faini, Serafino Corti, Mauro Leoni, Disabilità: Servizi per l’abitare e sostegni per l’inclusione,  Maggioli Editore, 2016
  • Carlo Lepri, La persona al centro, Autodeterminazione, autonomia adultità per le persone disabili, Franco Angeli, 2016
  • Maurizio Colleoni, Immaginabili Risorse. Il valore sociale della disabilità, Franco Angeli, 2016
  • Arnold Van Gennep, I Riti di passaggio, Bollati Boringhieri, 2012

 

Link

Welforum.it, Osservatorio nazionale sulle politiche sociali

di Emanuele Ranci Ortigosa*

È online da qualche giorno il nuovo sito welforum.it, Osservatorio nazionale sulle politiche sociali, costruito con il sostegno di tante e diverse istituzioni e organizzazioni, che ringraziamo della fiducia accordataci e della collaborazione che offriranno.

È uno strumento di aggiornamento, riflessione, innovazione e confronto per e con quanti operano con impegno nel sociale, a tutti i livelli e in vari ruoli. Uno strumento per aiutare a conoscere, analizzare e trattare problemi e interventi attuali e concreti che giorno per giorno si propongono, e insieme per ragionare e confrontarsi su prospettive di riforma, innovazione e sviluppo, fuori da conservatorismi e da schemi e ricette precostituite.

Innovare è impegnativo e difficile, sul piano del pensiero, della cultura diffusa, dell’iniziativa e delle pratiche politiche, sociali, professionali, del consenso sociale. Ma ascoltandoci, dialogando, confrontando posizioni ed esperienze possiamo insieme percorrere un buon tratto di strada, fare insomma un buon lavoro!

Questo osservatorio nasce dal lavoro che ARS, in collaborazione con IRS, svolge da decenni in materia di analisi, proposta e valutazione indipendente e qualificata delle politiche sociali e, in particolare, da quanto sviluppato all’interno di quattro esperienze significative: prima di tutto Welforum,  di cui assume e sviluppa l’eredità, e poi LombardiaSociale, Costruiamo il welfare dei diritti, , Prospettive Sociali e Sanitarie e Qualificare.info..

Per quasi un decennio Welforum, rete originale e unica di Regioni, Province autonome e grandi Comuni in materia di politiche sociali, è stato tanto luogo di raccolta di informazioni e approfondimenti attraverso un sito dedicato quanto palestra di confronto e scambio di esperienze su politiche, servizi, interventi, attraverso più di 40 seminari tematici e convegni.

ARS, associazione non profit, ha ora deciso di andare oltre tale esperienza costituendo welforum.it come strumento informativo, divulgativo, di approfondimento e di confronto sulle politiche sociali a livello nazionale e regionale. Attiva così un Osservatorio aperto a tutti che rende fruibili e facilmente accessibili materiali e informazioni disperse in luoghi diversi, e quindi di difficile consultazione, e che, con redattori e collaboratori esperti, coordina le informazioni di varie fonti, le elabora e le commenta, propone analisi comparative e anche specifici approfondimenti sui principali temi di confronto in atto sulle politiche sociali, proposti con articoli, dossier, seminari residenziali.

L’Osservatorio va ad occupare uno spazio non ancora sviluppato di monitoraggio indipendente delle politiche sociali nazionali e regionali, con uno sguardo attento anche a quello che contestualmente accade in Europa. Non si tratta di uno spazio statico di archiviazione, ma di un luogo dinamico e sempre aggiornato che mette a sistema normativa, dati e ricerche, fatti e opinioni sulle principali linee di policy, in modo da renderli facilmente accessibili e fruibili. Lo fa con un taglio analitico, interpretativo e comparativo, curando la comunicabilità dei contenuti grazie alla chiarezza espositiva e grafica.

 Le attività

L’Osservatorio attiva e implementa:

  • un sito web, aperto a tutti, suddiviso per aree di policy (inizialmente istituzioni e governance, finanziamento e spesa, famiglia infanzia e adolescenza, povertà e disuguaglianze, anziani, persone con disabilità, altre politiche) e per sezioni di analisi (normative, dati e ricerche,  opinioni), alimentato da materiali selezionati, aggiornati, opportunamente organizzati e facilmente consultabili, anche attraverso rielaborazioni sintetiche che ne evidenzino i messaggi principali, in un linguaggio accessibile e non eccessivamente tecnico;
  • una newsletter collegata al sito, diffusa mensilmente e con aggiornamenti più frequenti, inviata a tutti i richiedenti, che accorpa i principali contributi e le segnalazioni on line e consente agli utenti di rimanere aggiornati sulle produzioni dell’osservatorio;
  • dossier di approfondimento sull’evoluzione delle policy nazionali e regionali, alla luce dell’evolversi dei bisogni;
  • seminari tematici a carattere residenziale, per la presentazione e discussione delle policy di particolare attualità o interesse.

 I destinatari

Il progetto si rivolge a chi si occupa a vario titolo di welfare sociale, dal livello nazionale al livello locale: chi ha la responsabilità delle scelte politiche; chi ne ha responsabilità attuativa, in ruoli dirigenziali o professionali, nel pubblico e nel privato; ricercatori e studiosi; chi fa comunicazione e giornalismo e, in generale, chiunque sia interessato al tema.

In particolare può offrire sostegno alle regioni e ai loro territori, ai comuni e ambiti territoriali, per meglio rispondere alle loro esigenze di informazione, riflessione e scambio reciproco, con analisi, commenti, comparazioni, proposte, interviste e richieste di interventi, con tempestività rispetto ai problemi e agli eventi; alle organizzazioni sociali e sindacali, alle associazioni religiose e di volontariato, alle cooperative, impegnate sui temi delle condizioni sociali e del welfare, per implementare nei loro quadri informazione, cultura, iniziativa sulle questioni e gli interventi sociali; alle fondazioni, soprattutto a quelle bancarie data la loro attenzione crescente ai temi del welfare, delle iniziative innovative di utilità sociale e delle loro necessità di configurare i loro Piani Strategici.

I promotori

Un progetto di tale portata necessita di ampio sostegno e di adeguate risorse, per garantirne sia la sostenibilità economica che l’efficacia. Ampiezza e articolazione dei promotori garantiscono anche l’inclusione di prospettive e punti di vista differenti, nonché l’ampia possibilità di diffusione e utilizzazione dei servizi prodotti.

Ars è associazione non profit che si finanzia solo con le proprie attività, e garantisce così anche la propria provata autonomia. Ha quindi costituito e implementa Welforum.it grazie alla fiducia e al sostegno economico accordato a questo progetto da regioni, province autonome, comuni, fondazioni, organizzazioni sociali e sindacali, ordini e associazioni professionali. Ars esprime gratitudine a ciascuno di essi, indica le loro denominazioni e espone i loro loghi, propone loro interazioni e collaborazioni ulteriori al sostegno economico, costituendo a tal fine anche un Comitato dei promotori.

 Il gruppo di lavoro

Il complesso delle attività indicate, sito, newsletter, seminari, dossier, è svolto da un gruppo di lavoro composto da ricercatori esperti delle varie aree di policy, in buona parte già coinvolti nei progetti dai quali l’Osservatorio prende vita. Con i ricercatori di Ars collaborano ricercatori di Irs, del Laboratorio di Politiche sociali del Politecnico di Milano, del Capp dell’Università di Modena e Reggio Emilia, di Prospettive Sociali e Sanitarie, e altri esperti. Alla pagina Chi siamo è possibile vedere la composizione del gruppo di lavoro.

 Concludendo

Presentato Welforum.it, il progetto e i prodotti, concludo sottolineando che questo osservatorio intende essere uno degli strumenti che concorrono a implementare visioni aperte e dinamiche e approcci attenti all’insieme dei problemi e delle politiche sociali, per ricomporle. Lo faremo con apporti continui di conoscenze, di analisi e valutazioni, di proposte, offerti a tutti gli attori impegnati sul sociale a vari livelli e con vari ruoli e compiti. Lo faremo con attenzione alle diverse specifiche aree di bisogni e di servizi, ma anche a ricollocando le scelte e le azioni in una visione più generale, volta alla identificazione e proposizione di criteri guida unificanti, discussi per essere condivisi e poi assunti nell’insieme delle politiche e delle azioni concrete. Occorre promuovere nella società e soprattutto negli attori impegnati sulle tematiche sociali una cultura che assuma e si confronti con l’insieme variegato dei problemi sociali, li legga nella loro specificità e nel loro insieme, per proporre e introdurre cambiamenti anche parziali e graduali, ma collocabili in una strategia di innovazione finalizzata e coerente dell’insieme delle politiche sociali. È necessario e urgente porsi il problema di ricomporre per riorganizzare, gradualmente e però coerentemente, in funzione delle persone e delle famiglie, di un sostegno efficace, rispettoso delle loro esigenze e preferenze, che valorizzi e attivizzi le loro capacità.  Non è un tema del futuro, ma molto attuale: come possiamo attuare effettivamente i livelli essenziali, o la progettazione e i percorsi di inserimento sociale e lavorativo del Sia, o quelli di vita indipendente, senza assumere e praticare a livello di politiche e soprattutto sui territori questa prospettiva ricompositiva?

Fronteggiare, ai diversi livelli di governo e di attività, le nuove cruciali dimensioni della questione sociale, quale oggi si propone, con politiche, interventi e risorse coordinate, e se possibile integrate, è politicamente, socialmente e professionalmente ben altro, anche in termini di legittimazione, motivazione e di efficacia ed efficienza, che gestire misure parcellizzate e scoordinate, considerate separatamente l’una dall’altra. Le politiche sociali, e i sistemi di servizi e interventi che esse generano e alimentano, potranno su questa traccia superare la dispersione che le penalizza e assumere una loro specifica identità, che ne rafforzerà la voce nell’universo delle politiche pubbliche.

* Istituto per la Ricerca Sociale e Direttore di Welforum.it e di Prospettive Sociali e Sanitarie.

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Disabilità, progettualità, prospettive: verso quale futuro?

di Claudio Caffarena*

Con questo post vogliamo presentare l’ultimo Quid Album uscito in pdf che, come gli altri volumi della collana, si propone di raccogliere e “mettere in ordine”, in maniera particolarmente flessibile, parte del ricco bagaglio di esperienze su determinate temi che, attraverso PSS, in questi anni abbiamo raccolto e condiviso. Il Quid Album n.6 è dedicato al tema delle politiche sulla disabilità.

Nei 16 anni presi in considerazione (2001/2016) la tematica ‘disabilità’ è stata affrontata dalla rivista PSS da differenti punti di vista offrendo una panoramica ricca ed articolata.

La chiave di lettura che ha guidato la scelta degli articoli che compongono il Quid è stata suggerita dal tema di fondo che l’IRS sta portando avanti e che ha affrontato in tre importanti convegni: quello cioè della ‘costruzione del welfare’ (1). Un percorso che ha visto il coinvolgimento di molti soggetti appartenenti ad ambiti diversi: le istituzioni pubbliche, il mondo della cooperazione, l’associazionismo nelle differenti articolazioni. E questa riflessione si è rivelata sin dall’inizio come particolarmente impegnativa, come sottolinea Emanuele Ranci Ortigosa nella presentazione del convegno del 2011: “Va riesaminato e ristrutturato l’insieme, perché è disfunzionale rispetto alle finalità, inefficace rispetto agli obiettivi, inefficiente nel suo operare. E perché, non potendo far conto su risorse aggiuntive esterne, occorre ottimizzare l’uso delle risorse tuttora disponibili, superando barriere di norme obsolete, di settorializzazione dell’utenza, di parcellizzazione degli interventi e delle prestazioni”. (PSS 20-22/2011).

Ci è sembrato pertanto interessante cercare di capire come, in questi anni, la riflessione sul tema ‘disabilità’ si sia avvicinata a questa tematica, in che modo le proposte formulate possano trovare ostacoli od essere accolte da un contesto in continua evoluzione.

“Per la disabilità e la non autosufficienza è pressante oggi il bisogno di costruire sistemi di ‘welfare di comunità’, di riarticolare i sostegni, sviluppare il mix di interventi e servizi, rispondere più efficacemente a condizioni che cambiano. Non c’è solo bisogno ‘di più’, ma anche ‘di diverso’. Solo per fare un esempio emblematico su una misura molto discussa, un’indennità di accompagnamento riformata può rappresentare il vero volano di cambiamento, nella misura in cui viene utilizzata per fruire di servizi” (Pasquinelli, 2015).

E questo ‘diverso’ si applica a molti, per non dire tutti gli aspetti nei quali si articola oggi il tema ‘disabilità’. Nel Quid Album proponiamo tre angolazioni che possono aiutare a leggere il cambiamento avvenuto nel nostro Paese e prefigurare alcune aree di policy dalle quali attendersi positivi miglioramenti: il rapporto pubblico/privato; l’evoluzione dei servizi; la proiezione verso il futuro.

Il volume si chiude con un articolo che fa il punto sull’attuale situazione delle politiche per le persone con disabilità in Italia.

Firmato dai ricercatori Irs: Claudio Castegnaro, Diletta Cicoletti e Sergio Pasquinelli, l’articolo parte dal recente seminario Welforum, dedicato appunto alle politiche per la disabilità, che ha offerto l’occasione al gruppo di lavoro IRS di riprendere i tanti lavori di ricerca, analisi, accompagnamento svolti negli ultimi anni e ricostruire elementi di sviluppo e nodi che le politiche per le persone con disabilità ben rappresentano. In particolare la più recente azione di ricerca è stata sviluppata per ISFOL nell’ambito dell’Osservatorio nazionale sulla condizione delle persone con disabilità sul tema budget di salute.

(1) – I convegni si sono svolti a Milano e i documenti prodotti sono stati pubblicati in:

E’ possibile acquistare Il Quid presentato con un versamento di €8,00 direttamente sul sito della rivista.

* Sociologo, Studio Il Nodo, Piossasco (TO); redattore di Prospettive Sociali e Sanitarie

 

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